Ristrutturazione centro sportivo a Celle Ligure (Savona)

Il centro sportivo Olmo di Celle Ligure, collocato in una posizione panoramica sulla collina savonese, è stato ristrutturato in particolare per quanto riguarda il campo di calcio a undici, ormai in cattive condizioni, e la pista di atletica che lo circonda, con il risultato di un bel contrasto di colori dati dalle diverse superfici artificiali. Riadattato in erba sintetica anche il campo a sette, fino a ieri in terra stabilizzata.

Il complesso sportivo sorto una quarantina di anni orsono fra i comuni di Varazze e Celle Ligure occupa, dalla sua invidiabile posizione sul mare, una importante porzione di collina. L’area è facilmente raggiungibile dalle principali vie di comunicazione, autostrada inclusa, e gode di un funzionale parcheggio di pertinenza anche se non particolarmente vasto. La struttura gode di tutti i servizi principali e garantisce un livello apprezzabile nel panorama dell’offerta sportiva provinciale; degna di nota è senz’altro la capiente tribuna coperta dotata recentemente di un funzionale impianto fotovoltaico.
Fanno parte del complesso sportivo, interamente illuminato secondo la normativa vigente, il campo di calcio a 11 in erba naturale, una superficie in terra stabilizzata per il calcio a sette, una pista di atletica leggera a sei corsie dotata di pedana per i salti in estensione ed in alto, e gabbia lanci, una palestra, una palazzina spogliatoi e uffici ed una tribuna coperta.

Gli obiettivi dell’intervento

L’intervento riguarda sostanzialmente la riqualificazione degli spazi sportivi attinenti il gioco del calcio sia sotto l’aspetto prestazionale che divulgativo, attraverso la realizzazione di un campo di calcio a undici ed uno a sette in erba sintetica, oltre alla riqualificazione della pista di atletica leggera esistente, realizzati secondo le caratteristiche qualitative più recenti e quindi con una aspettativa di apprezzamento e longevità assolutamente di rilievo. Si è in tal modo creato un polo sportivo di sicura eccellenza all’interno del quale gli atleti possono formarsi, qualificare la loro preparazione, svolgere attività agonistica.
Rimangono penalizzate solo le attività dei lanci lunghi, che non trovano qui lo spazio idoneo per essere praticati.

Le condizioni prima dell’intervento

Il campo di calcio a 11 di Celle appariva come la superficie sportiva meglio utilizzabile sia per la sostanziale omogeneità del manto erboso sia per il corretto funzionamento degli impianti a servizio. Diverso è il caso del campetto superiore a sette posto dietro la tribuna che, oltre a non godere di una superficie sportiva particolarmente nobile, manifestava svariati problemi manutentivi alle recinzioni, di regimazione delle acque meteoriche e di accessibilità.
Discorso a parte merita la pista di atletica leggera che non garantiva più il livello minimo prestazionale da attendersi da un impianto sede di uno dei meeting entrati letteralmente nella storia atletica italiana: il manto sportivo appariva profondamente usurato ed in alcuni punti la superficie, oltre a non avere più alcuna risposta elastica, non garantiva neppure una sicura aderenza evidenziando un pericolo potenziale per gli utilizzatori.

L’intervento nel campo di calcio a 11

Fra gli aspetti senza dubbio più complessi riguardanti le scelte progettuali, particolare importanza riveste senza dubbio la valutazione della tipologia di superficie da utilizzare, il sistema di drenaggio, la natura del sottofondo e soprattutto l’intaso prestazionale.
Posto che la Lega Nazionale Dilettanti (LND) disciplina in maniera precisa le casistiche oggetto di intervento, la prima valutazione da farsi è quella relativa alla tipologia di competizioni da ospitare: in estrema sintesi la LND individua due grandi famiglie di impianti, quelli Standard e quelli Professional. Fanno parte dei primi tutti i campionati FIGC-LND sino alla Serie D e SGS (settore giovanile scolastico), mentre fanno parte del livello Professional gli impianti atti ad ospitare i campionati FIGC professionistici e facoltativo oltre la Serie D e FIGC-LND.
E’ opportuno valutare attentamente altresì la durata specifica dell’Attestato di Omologazione che nel caso del Professional ha durata di un anno mentre nel caso dello Standard ha durata di 4 anni e questo può incidere pesantemente sui costi di gestione.
Nel caso in esame proprio in merito a queste valutazioni si è scelto l’utilizzo della tipologia Standard al fine appunto di ridurre al minimo le tariffe di riomologazione periodica.

Definito il livello di competizione di progetto e stabilite anche le dimensioni massime ammissibili in base alle caratteristiche del sito (nel nostro caso si è optato per la soluzione 100×60 m), trovandoci nel caso di un nuovo campo in erba sintetica si è deciso di utilizzare la soluzione a drenaggio verticale per avere la sicurezza sugli assestamenti e la portanza del sottofondo.
Il campo, realizzato in corrispondenza del preesistente, è allineato con l’asse maggiore coincidente con l’asse baricentrico della pista di atletica leggera, dal momento che tale sistemazione consentiva il mantenimento sia della pedana del salto con l’asta che quella del salto in lungo/triplo.

Il manto sportivo

Il manto completo ed installato comprende: un sottotappeto elastico prestazionale drenante; il manto in erba sintetica composto da fibre monofilo in PE di colore verde; l’intaso di stabilizzazione costituito da sabbia silicea, e l’intaso prestazionale costituito da granulo di gomma riciclata vulcanizzata e nobilitata conforme al Regolamento L.N.D.
Per ottenere un campo da calcio che abbia un comportamento simile a quello in erba naturale è necessario ridurre l’altezza del “filo d’erba” e aumentare lo spessore del filato: grazie al sottotappeto elastico è possibile diminuire la quantità dell’intaso all’interno dell’erba sintetica per ottenere un risultato di gioco simile a quello praticato su un terreno in erba naturale e diminuire i costi di manutenzione.

Il campo di calcio a 7

Nel campetto di calcio a 7 era presente un sistema di raccolta delle acque meteoriche che senza dubbio svolge un ruolo importante nel caso dei grandi eventi temporaleschi ma con la permanenza di una serie di criticità che è stato necessario ovviare con un intervento di rifacimento del sistema drenante, prima della posa del nuovo manto in erba sintetica da 60 mm di altezza. L’intaso prestazionale è stato previsto in granulo termoplastico non vulcanizzato, a base di gomma e poliolefine.

Gli interventi sulla pista di atletica

I lavori svolti hanno avuto l’obiettivo comune di colmare le carenze, al fine di rendere la pista a norma secondo quanto prescritto nel Regolamento Nazionale FIDAL consentendo nel contempo che fosse fruibile in modo logico, funzionale e sicuro da parte degli utenti.
È stato quindi necessario asportare il manto prefabbricato preesistente, e scarificare il primo strato di tappetino d’usura, risagomando quindi i piani di posa per riottenere le pendenze adeguate, prima di stendere in opera il pavimento sportivo, in due differenti tonalità di colore, uno per le corsie ed uno per le pedane e la lunetta.