Napoli, che c’è di nuovo al Maradona

Nella corsa a candidarsi per Euro 32 il progetto del Comune per rinnovare lo stadio napoletano è stato illustrato nei giorni scorsi ai delegati FIGC.

Il Maradona oggi (PhotoLondonUK).

Come per diversi altri “Grandi Stadi” italiani si parla da tempo del rinnovamento di un impianto importante come il Maradona.

Molto movimento d’opinione c’è stato nei primi giorni di febbraio quando il Comune di Napoli ha diffuso alcune slide che illustrano le caratteristiche più interessanti del progetto che si vorrebbe realizzare per rendere lo Stadio compatibile con i requisiti di Euro 2032. Come è noto, entro questo autunno l’Italia dovrà dichiarare quali stadi saranno pronti per la competizione europea, a pena di dover cedere l’intero campionato alla Turchia (leggi qui).

La mossa del Comune coincide con la presentazione che l’Assessore alle Infrastrutture, Edoardo Cosenza, ha sottoposto – in collegamento da remoto – a una delegazione della FIGC.

In quella sede è stata illustrata la creazione di un nuovo primo anello che, sostituendosi alla pista di atletica, avvicinerebbe i tifosi al campo di gioco. Contemporaneamente si renderebbe agibile il terzo anello, chiuso da vent’anni per motivi di sicurezza, il che consentirebbe di mantenere aperto l’impianto anche durante i lavori di ammodernamento. Non ci sono molte altre novità nella presentazione.

Quanto alla messa in cantiere, il Comune assicura che sono di prossimo avvio le verifiche strutturali sul terzo anello nella prospettiva, appunto della sua riapertura.

È bene però tenere conto dei dati di fatto: ad oggi, al di là del generoso ma platonico interessamento di tutte le parti in causa, si viaggia sulla speranza che la Regione Campania metta a disposizione uno stanziamento nel prossimo bilancio (si parla di 150-200 milioni), forse attraverso l’impiego di fondi FESR. Senza contare che il progetto va ancora discusso con il presidente De Laurentiis, che potrebbe stipulare un accordo di concessione con il Comune (proprietario dell’impianto), ma potrebbe anche riportare in luce l’idea di costruire uno stadio tutto nuovo fuori città.

Non molto di nuovo, per ora, su questo fronte.