Autodromo Nazionale di Monza – Un anno dopo: tra cantieri avviati e nodi ancora aperti

L’Autodromo Nazionale di Monza è al centro di un articolato programma di ammodernamento avviato nel 2024, che ha interessato progressivamente sia il tracciato sia le infrastrutture a supporto dei grandi eventi internazionali. Gli interventi completati nella prima fase hanno consentito di consolidare la pista sotto il profilo della sicurezza e delle prestazioni, centrando l’obiettivo del mantenimento dell’omologazione FIA Grado 1 e garantendo lo svolgimento del Gran Premio senza criticità operative.

Pubblicazione cartacea su: Tsport 370
Il circuito di Monza (foto xbrchx).

Nel corso del 2024, la prima tranche di lavori ha interessato circa 78.000 mq di asfalto lungo l’intero tracciato, i cordoli e la corsia box, con l’impiego di materiali rigenerati e sostenibili, in linea con le direttive ambientali della Formula 1. Tra gli interventi principali figurano la demolizione e ricostruzione di tre sottopassi (ingresso Santa Maria alle Selve, zona piscina e viale Mirabello) e la realizzazione di un nuovo collegamento veicolare tra Porta Vedano e la curva Parabolica. Sono stati inoltre rinnovati il sistema di drenaggio, i cordoli e le vie di fuga, oltre alla creazione di nuovi percorsi pedonali per migliorare l’accessibilità del pubblico. Un insieme di opere che ha rappresentato un passaggio fondamentale nel percorso di riqualificazione dell’impianto, mantenendolo allineato agli standard internazionali (qui il servizio di TSPORT).

La fase successiva ha spostato il focus sull’aggiornamento delle strutture e della logistica. I programmi sviluppati tra il 2025 e il 2026 hanno confermato l’intenzione di agire su paddock, hospitality e aree per il pubblico (qui l’articolo). Nel corso del 2025 è stata avviata la fase di sviluppo e definizione delle opere relative al Box B2, con particolare attenzione alla riqualificazione degli spazi hospitality, all’ampliamento delle aree dedicate all’accoglienza e agli sponsor e al potenziamento delle funzioni di supporto ai grandi eventi internazionali. Parallelamente, è stato delineato un piano di rinnovo delle strutture metalliche destinate al pubblico, concepite come strutture modulari e coperte, composte da una parte permanente e una temporanea, installabile in occasione degli eventi di maggiore affluenza. Sono inoltre previsti adeguamenti sulle tribune permanenti, a partire da quelle sul rettilineo principale, con l’introduzione di nuovi servizi per migliorare l’esperienza degli spettatori.

La complessità di questi interventi non è tanto di natura tecnica, quanto gestionale: i vincoli ambientali e paesaggistici, legati alla storicità del circuito e alla sua ubicazione nel Parco di Monza, influenzano i tempi, le modalità e i limiti degli interventi. In questo scenario, la gestione delle fasi cantieristiche si conferma uno dei principali banchi di prova.

I lavori di ammodernamento previsti per il 2026 sono iniziati a dicembre 2025, subito dopo il Rally di Monza, con una chiusura dell’impianto protrattasi fino al 26 aprile 2026. In questa finestra sono stati concentrati gli interventi più invasivi, riducendo l’impatto sulla stagione sportiva. Una seconda fase di lavori è programmata tra la fine di giugno e la metà di luglio 2026, in vista del Gran Premio di Formula 1 in calendario dal 4 al 6 settembre. La capacità di coordinare queste finestre operative, garantendo al tempo stesso la continuità delle attività sportive e collaterali, rappresenta uno degli elementi chiave nella valutazione complessiva del progetto.

Dal punto di vista strategico, Monza continua a rappresentare un riferimento per il sistema degli autodromi italiani. Il rinnovo del contratto con la Formula 1 fino al 2031 ha fornito una cornice temporale più stabile, senza tuttavia attenuare la pressione competitiva esercitata da nuovi circuiti e da modelli infrastrutturali più recenti. I lavori già completati e quelli attualmente in corso non rispondono quindi soltanto a un’esigenza di adeguamento normativo, ma costituiscono un investimento necessario per mantenere la credibilità dell’autodromo. Più che come un cantiere destinato a chiudersi, Monza si configura oggi come un processo in evoluzione: un laboratorio complesso in cui aggiornamento infrastrutturale, tutela del contesto e sostenibilità gestionale sono chiamati a procedere insieme. È in questa prospettiva che il confronto con altri impianti italiani acquista significato, tra pressioni comuni e risposte progettuali differenti.

 

Intervista a GAUarena sui futuri interventi all’Autodromo di Monza

Per approfondire contenuti, obiettivi e criticità del programma di riqualificazione dell’Autodromo Nazionale di Monza, riportiamo di seguito l’intervista a GAUarena, lo studio internazionale con sede a Roma, fondato dall’architetto Gino Zavanella, che è oggi coinvolto nella progettazione dei futuri interventi sul circuito. Abbiamo Parlato con Simone De Feo, Creative Director, Architect and Engineer.

 – Qual è il vostro ruolo nei futuri interventi previsti all’Autodromo Nazionale Monza e con quale incarico siete stati coinvolti?

GAUarena è coinvolta come progettista nell’ambito del raggruppamento aggiudicatario per la riqualificazione dell’Autodromo di Monza, con un ruolo focalizzato sul coordinamento generale e sulla definizione architettonica e funzionale degli interventi. L’attività si sviluppa in stretta integrazione con le discipline ingegneristiche e impiantistiche, contribuendo alla progettazione coordinata degli edifici strategici del circuito. In particolare, lavoriamo sulla qualità spaziale, sull’identità architettonica e sull’esperienza degli utenti, garantendo coerenza tra innovazione, prestazioni tecniche e valore simbolico dell’autodromo.

– In quale fase si trova attualmente il lavoro su Monza e quali sono, a oggi, gli obiettivi principali dell’intervento?

Il progetto si trova in una fase avanzata di sviluppo progettuale esecutivo, con approfondimenti tecnici e definizione delle soluzioni architettoniche e impiantistiche. Gli obiettivi principali sono l’adeguamento agli standard internazionali, il miglioramento delle prestazioni funzionali e la valorizzazione dell’esperienza degli utenti. Parallelamente si lavora sull’ottimizzazione delle strutture esistenti, limitando interventi invasivi e garantendo sostenibilità e fattibilità realizzativa.

– Su quali aspetti dell’autodromo si concentrerà maggiormente il progetto?

Il progetto si concentra su edifici chiave come l’hospitality (B2), la sala stampa (B0) e la direzione gara (B3), intervenendo su funzionalità, comfort e qualità architettonica. Particolare attenzione è dedicata alla relazione visiva con la pista, alla flessibilità degli spazi e all’integrazione impiantistica. Gli interventi mirano a migliorare sia l’esperienza del pubblico sia l’efficienza operativa durante gli eventi. Un ulteriore lotto riguarderà la costruzione di nuove tribune lungo il tracciato.

– Quali sono, dal vostro punto di vista, le priorità oggi per un impianto storico come Monza, chiamato a confrontarsi con standard internazionali sempre più elevati?

Le priorità riguardano l’adeguamento funzionale e tecnologico, il miglioramento della sicurezza e l’innalzamento della qualità degli spazi per pubblico, operatori e media. È fondamentale garantire comfort, flessibilità e prestazioni impiantistiche elevate, senza perdere l’identità storica del circuito. Al tempo stesso, è necessario rendere l’impianto competitivo a livello internazionale, sia in termini di servizi sia di esperienza complessiva.

– Quanto conta, in un progetto come questo, il rapporto tra innovazione e tutela dell’identità storica di un circuito iconico come Monza?

È un equilibrio centrale. L’innovazione deve essere introdotta in modo compatibile con il valore storico e simbolico del luogo, evitando interventi invasivi che alterino la percezione del circuito. Il progetto interpreta questo rapporto attraverso soluzioni leggere, reversibili e integrate, capaci di aggiornare le prestazioni senza compromettere l’identità iconica di Monza.

In questo senso, la sopraelevazione dell’edificio B2 rappresenta un esempio emblematico: l’intervento nasce dalla volontà di trasformare una struttura esistente in un nuovo landmark contemporaneo, capace di dialogare con la velocità, la spettacolarità e il carattere iconico dell’autodromo. La nuova copertura si configura come un elemento riconoscibile e sospeso, tecnologicamente avanzato ma al tempo stesso leggero, che ridefinisce il profilo dell’edificio senza alterarne l’impianto originario.

L’uso di materiali performanti e leggeri, insieme alla grande vetrata affacciata sulla pista, traduce l’innovazione in un linguaggio architettonico trasparente e dinamico: lo spazio interno si apre completamente verso l’esterno, trasformando l’hospitality in un’esperienza immersiva e continua. In questo modo, il progetto non sovrascrive l’identità di Monza, ma la amplifica, reinterpretandola attraverso un’architettura contemporanea che diventa parte integrante dello spettacolo della pista.

– Quali sono le principali criticità e, al tempo stesso, le maggiori opportunità per un autodromo con queste caratteristiche?

Le principali criticità riguardano la complessità dell’esistente, i vincoli normativi e la necessità di intervenire senza interrompere le attività del circuito. Tuttavia, queste condizioni rappresentano anche un’opportunità per sperimentare soluzioni innovative e sostenibili. Monza ha il potenziale per diventare un modello di riqualificazione di infrastrutture sportive storiche, coniugando tradizione e contemporaneità.

– Più in generale, come sta cambiando oggi il modo di progettare o riqualificare gli impianti sportivi e quali richieste arrivano ormai con maggiore frequenza dalla committenza?

Oggi la progettazione degli impianti sportivi è sempre più orientata alla multifunzionalità, alla sostenibilità e all’esperienza dell’utente. Le richieste della committenza riguardano spazi flessibili, utilizzo continuo durante l’anno e integrazione tecnologica avanzata. Cresce anche l’attenzione per l’efficienza energetica, la gestione dei flussi e la qualità architettonica come elemento identitario.

– Che cosa dovrebbe rappresentare Monza, anche dal punto di vista infrastrutturale e architettonico, nei prossimi anni?

Monza dovrebbe affermarsi come un benchmark internazionale per la riqualificazione di circuiti storici, capace di coniugare memoria e innovazione. Dal punto di vista infrastrutturale e architettonico, può diventare un sistema integrato, efficiente e riconoscibile, in cui tecnologia, sostenibilità e qualità dello spazio contribuiscono a rafforzare il suo ruolo nel panorama motorsport globale.

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