Giardino Manifesto a Milano

Un progetto che punta a riqualificare l’area esterna dello stabile di Santeria a Milano realizzando un giardino pluviale di 1000 metri quadrati.

Sono prossimi a iniziare i lavori di Giardino Manifesto, il progetto che riqualificherà l’area esterna dello stabile di Santeria in viale Toscana 3\1 a Milano (visibile qui sotto).

Deimpermeabilizzazione, rain garden, spazi aperti al quartiere contraddistingueranno il nuovo volto dell’area, che risponderà a due problemi concreti dell’ambiente urbano contemporaneo milanese legati al cambiamento climatico: le esondazioni da eventi meteorologici intensi e le isole di calore.

Il progetto di Giardino Manifesto nasce con il sostegno del Comune di Milano, la partnership di Gruppo CAP, Fondazione CAP come finanziatore e Our Carbon.

Con una collaborazione tra pubblico e privato in cui ognuno fa la propria parte per Milano, l’obiettivo è restituire qualcosa che funzioni, che sia aperto al quartiere e che dimostri che questo modello di rigenerazione urbana è praticabile“, ha commentato Andrea Pontiroli, CEO di Santeria SpA, società benefit.

Alla presentazione del progetto era presente anche il Sindaco di Milano Giuseppe Sala (qui a lato): “La nuova oasi urbana che sarà realizzata rafforzerà le attività culturali e la socialità del quartiere, in uno spazio che il Comune ha dato in gestione a Santeria“.

Il progetto di Giardino Manifesto

Studio ReValue ha presentato un progetto che prevede un giardino pluviale di 1000 metri quadrati dei quali il 55% sarà destinato a verde: ci sarà un rain garden per la gestione del deflusso delle acque piovane, bacini di raccolta, cool spot vegetali, un sensory garden con piante aromatiche e frutti, materiali tattili a regalare un’esperienza multisensoriale immersiva.

Tra le aree aperte è prevista una quinta-installazione artistica permanente, pensata per portare attenzione sui temi ambientali, un anfiteatro e pergole in bambù.

Giardino Manifesto prevede un investimento complessivo superiore al milione di euro e segue i principi della “città spugna” e delle “emissioni zero” (nZEB).