Stadio Libero Ferrario a Parabiago (Milano)

Lo storico Stadio Libero Ferrario della società A.S.D. Football Club Parabiago, risalente agli anni ’30, è stato ristrutturato con la posa di un nuovo manto in erba sintetica, e l’adeguamento della tribuna con gli spogliatoi e gli uffici sottostanti. L’inaugurazione ufficiale è avvenuta lo scorso mese di ottobre.

Lo Stadio Libero Ferrario in cui gioca il Parabiago fa parte di un complesso sportivo dotato di: un campo a 11 – ora in erba sintetica di ultima generazione -, due campi in erba sintetica a 5, una tribuna centrale coperta con capienza di 500 posti a sedere, una tribuna ospiti per 200 posti, un campo a 11 in erba naturale, una palestra – intitolata al Ginnasta Ugo Rerina – e infine dieci spogliatoi situati sia nel complesso palestra che sotto la tribuna centrale.

La storia dello Stadio Libero Ferrario

Nel 1933 il senatore Felice Gajo e il Podestà di Parabiago Gaetano Rapizzi inauguravano lo stadio, dedicato al grande ciclista Libero Ferrario che con le sue imprese ha dato lustro alla città di Parabiago.
Nel 1935 si deliberò la realizzazione della palestra, che fu completata il 31 luglio dello stesso anno ad opera di un’impresa legnanese. Il centro sportivo, con particolare riferimento alla tribuna coperta, agli spogliatoi e alla palestra altre all’arcata di ingresso, è segnalato dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia (organismo del Ministero per i Beni Culturali) come “edificio d’interesse storico-artistico”. Nell’archivio comunale sono conservate diverse cartelle che riguardano la realizzazione del campo sportivo e della palestra e proprio quest’abbondante disponibilità di documenti storici ha permesso d’individuare con precisione sia le caratteristiche costruttive dell’edificio, sia i materiali che furono impiegati nella sua realizzazione, così come le modifiche e gli adeguamenti che si sono succeduti nel tempo: informazioni, queste, rivelatesi preziose per i progetti di riqualificazione della Palestra avvenuta nel 2012 e la più recente quella della tribuna centrale e del campo da gioco principale appena conclusa

Il nuovo manto sintetico

Il sistema adoperato per la realizzazione del nuovo manto, omologato, è conforme ai regolamenti FIFA, FIGC e LND.
Il manto vero e proprio è costituito da un prodotto specifico, frutto dell’attività di ricerca e sviluppo condotta all’insegna dell’innovazione nella tecnologia e nel design dell’erba sintetica. Il risultato è una superficie con le stesse caratteristiche di un perfetto terreno da gioco naturale; grazie all’esclusiva forma a doppia S del filato, in due toni di verde e rinforzata nella parte centrale, il prodotto assicura un potenziato assorbimento dello stress da usura e, dopo il calpestio, una notevole resilienza, con il costante ritorno della fibra in posizione verticale garantendo l’ottimale rotolamento del pallone durante i passaggi. La particolare struttura a doppia S, inoltre, trattiene all’interno un grado di umidità tale da garantire un ottimo comfort di gioco.
La performance del manto è accresciuta dal sottotappeto elastico ad altissima impermeabilità. La sua particolare conformazione e la mescola derivante da granuli di gomma SBR garantiscono un assorbimento dello shock pari al 32%, una eccellente restituzione dell’energia e un’alta stabilità, un drenaggio dell’acqua di 0,32 lt / m al secondo, e una resistenza alle temperature: da -40°C a +80°C. Il sottotappeto è inoltre completamente riciclabile e riutilizzabile.

L’A.S.D. Football Club Parabiago

L’A.C. Parabiago, colore sociale “granata” in ossequio al grande Torino, nasce nel 1943 sul Campo Sportivo “Libero Ferrario”.
Il primo Presidente effettivo è il Cavaliere Emilio Lattuada; nei tre anni della sua gestione furono giocati due campionati in Serie C, senza la paura della retrocessione. Fiore all’occhiello la conquista al “Pisacane” della coppa d’oro “Città di Legnano”. Arriva poi come Presidente Raffaele Lampugnani, capitano di un impero cotoniero. Con “Faeli” – così era soprannominato – il Parabiago calcio conosce un periodo di assoluto prestigio. Dal mecenate ai trainer ed ai giocatori, negli anni ‘46 – ‘48 assurse a traguardi notevoli per quei tempi e per le capacità organizzative di allora, al punto di essere chiamata, anche per concomitanza del colore granata della maglia, ma soprattutto per la qualità e l’effervescenza del gioco, il “Piccolo Torino”.
Dopo l’era Lampugnani si susseguono diversi presidenti: Silvio Fusi, Guglielmo Giuseppe Rapizzi, Fiorino Castelli, Efisio Borsani, Ermes Almasio, Giuseppe Mezzanzanica, Cosimo Sormani e Gaetano Arruzzoli. In seguito arriva Adriano Mezzanzanica, il periodo più lungo: abile imprenditore nel settore delle infrastrutture, Presidente giovane, sarà ricordato come il “Presidente Solo”, benvoluto dai suoi collaboratori ma “solo” nella sua lunga gestione dell’A.C. Parabiago, in quanto non ebbe la minima collaborazione né da parte dell’imprenditoria locale né da altri. In seguito ad Adriano Mezzanzanica si susseguono i Presidenti Giuseppe Nebuloni, Roberto Gnagni, Roberto Dell’Acqua e Pietro Casè.
Cominciano poi gli anni bui dell’A.C. Parabiago, che passa dal Campionato di Eccellenza, con quattro retrocessioni, sino alla Terza categoria.
Arriviamo così’ a tre anni or sono, quando la famiglia Tunesi rileva il sodalizio che nel frattempo diventa A.S.D. Football Club Parabiago. Presidente attuale è Stefano Tunesi, efficacemente coadiuvato dal papà Duilio in qualità di Vice-Presidente e da numerosi collaboratori.
Stefano Tunesi ricomincia a ricostruire la Società partendo dal settore giovanile che verrà completato nei prossimi anni e sarà una grande base di partenza per gli anni a venire. Con la prima squadra in Seconda Categoria e la prospettiva di andare in Prima Categoria, la Presidenza spera di riavvicinare la Città di Parabiago al sodalizio, per arrivare un domani, non troppo lontano, ai fasti del “Piccolo Torino”.

Video:

Onorificenza città di Parabiago consegnata al presidente della Gruppo Ciclistico Libero Ferrario, Giuseppe Nebuloni durante l’inaugurazione del centro sportivo dedicato allo stesso Ferrario