Il nostro racconto sull’evento formativo dedicato agli stadi e alla nuova experience dei tifosi, organizzato lo scorso 27 gennaio al Mapei Stadium.
Tappeto erboso e fan experience: il convegno al Mapei Stadium

(tutte le foto sono Tomaso/Sport&Impianti)
Il 27 gennaio il Mapei Stadium – Città del Tricolore a Reggio Emilia ha ospitato il convegno formativo “Dal tappeto erboso alla Fan Experience: le tecnologie al servizio degli stadi“, che è stato l’occasione per posare uno sguardo attento e trasversale sugli stadi e sulle tecnologie e le infrastruttura che li animano e li momento sportivo.
Non è la prima volta che noi di Sport&Impianti siamo coinvolti in un evento al Mapei Stadium: per l’esattezza si è trattato della terza occasione – la prima fu nel 2022 – e a ogni appuntamento c’è qualcosa di nuovo da comunicare e da osservare, in uno stadio che è in continua evoluzione sia tecnica che tecnologica ed estetica. L’impressione generale è certamente di cura e attenzione verso una struttura sportiva che sempre più diventa base di partenza per coinvolgere l’utente finale in un’esperienza a 360 gradi, oltre che essere sede di grandi incontri calcistici e, quindi, oggetto di puntuale manutenzione e implementazione.

La mattinata del convegno è stata dedicata allo stadio, alla sua storia e al territorio, con lo speech introduttivo di Simona Giorgetta, Amministratrice Unica di Mapei Stadium e membro del CDA di Mapei Spa. “L’impianto sportivo di oggi è frutto di 10 anni di investimenti. Nel 2013, con la promozione del Sassuolo Calcio in Serie A e la necessità di dotarsi di un impianto adeguato alla massima serie calcistica, lo stadio è stato affidato in concessione di gestione dal Comune di Sassuolo e da quel momento sono partiti i primi lavori di ammodernamento che nel corso del tempo l’hanno reso una struttura moderna ed efficiente”.
“Oltre a ospitare le partite di calcio del Sassuolo e della Reggiana, lo stadio è aperto a eventi di diversa tipologia, un passo importante nell’ottica di restituire la struttura alla cittadinanza e alla città, dando valore al territorio”.
Il Mapei Stadium è uno stadio senza barriere, e, da quest’anno, ha un manto 100% naturale. “Il passaggio da ibrido a completamente naturale è stato realizzato con il supporto di validi agronomi, selezionando una varietà di erba che sarà utilizzata anche per alcuni campi dei Mondiali di Calcio degli USA”.
Dalla dismissione del filato sintetico e dal suo riciclo è nata una panchina sostenibile, che è stata inaugurata in presenza degli amministratori comunali, direttamente sul campo del Mapei Stadium. Un’operazione che rientra perfettamente nel filone di sostenibilità che guida l’operato di Mapei. Un modo per creare qualcosa di solido, vivo, per la comunità e il territorio.


Così ha commentato Alessandro Trentini, direttore tecnico dell’azienda Ideaplast, che si è occupata di questa trasformazione. “Vogliamo essere portatori di un progetto sostenibile e qui ci siamo mossi con il riuso e recupero di materiale, convertendolo in prodotto utile per la collettività. Grazie alla collaborazione con il Comune di Reggio Emilia, abbiamo usato il filato raccolto nel campo e riciclato altro materiale da raccolta differenziata. La panchina realizzata è la dimostrazione che la plastica può essere riutilizzata e avere nova vita”.

Andrea Lorenzi, Stadium Manager di Mapei Stadium, ha proseguito con un approfondimento sui lavori effettuati allo stadio nel corso degli anni. “Gli importanti investimenti messi in campo ci permettono di disporre oggi di un palcoscenico all’avanguardia per tecnologia e innovazione”.
“Portiamo avanti una manutenzione puntuale, continua e di alto livello sul campo, che viene utilizzato per le partite delle due società sportive. Il nostro obiettivo è rendere lo stadio fruibile e per questo abbiamo scelto il modello inglese, senza barriere, con le sedute vicine al terreno di gioco. Una caratteristica distintiva, che crea un coinvolgimento di alto livello per tutti i 21.500 posti a sedere”.
I lavori di riqualificazione del campo e delle tribune sono stati condotti con l’obiettivo di mantenere la storia dello stadio, seguendo i principi di Mapei. “Ha contato molto avere una visione complessiva e unitaria e poter contare su una direzione lavori e maestranze competenti. Siamo stati in grado di condurre diversi cantieri in contemporanea, senza infortuni. L’attenzione al dettaglio è stata fondamentale“.

Con Stefano Ranghieri – Marketing & Communication Director di Mapei – si è parlato infine di customer experience, dello stadio come luogo di riconoscibilità.
“Con il Mapei stadium disponiamo di uno stadio di alto livello, così trasformato per il Sassuolo che si affacciava alla Serie A. Da qui a pensarlo come una vera e propria piattaforma di marketing il passo è stato breve: abbiamo iniziato a coinvolgere partner di Mapei delle diverse zone d’Italia nelle partite che il Sassuolo disputa con altre squadre“.
“La Customer Experience ha un coinvolgimento emotivo e relazionale: il marchio Mapei, attraverso lo stadio, comunica con il cliente e disporre di una struttura eccellente permette all’azienda di trasmettere un’immagine di alto livello”.

Alec Invernizzi, Head of Operations di US Sassuolo, ha parlato di centralità dei training centre prendendo come esempio quello del Sassuolo Calcio, costruito nel 2019. “Un’infrastruttura che serve da supporto a un nuovo paradigma nel calcio: le società di calcio sono custodi della passione dei propri tifosi e in questo noi abbiamo un ruolo in senso più ampio, oltre al ruolo formativo, con i bambini e i ragazzi delle scuole calcio”.
Il training center, come lo stadio, non è più solo “un luogo di allenamento, ma un hub, un contenitore di esperienze”. Il football center è un luogo dove ci si allena ma anche un fulcro di comunicazione e condivisione.
“Si generano legami con i tifosi, con le scuole, con le associazioni”, per portare poi nuove leve in Prima Squadra e generare un modello sostenibile che apporta sempre nuove risorse.


Lo stadio: oltre il manto erboso, la fan experience
Il pomeriggio è ripreso con l’intervento dell’ing. Elisa Portigliatti, Corporate Key Account Manager di Mapei, che ha parlato dell’area di gioco del Mapei Stadium. “Il legame tra l’attività di Mapei e lo sport parte dall’impegno nel mondo del ciclismo, passando dal basket al golf. L’attività dell’azienda non si limita al supporto della squadra, dell’atleta, ma entra operativamente sul campo al fianco degli operatori che assicurano lo standard qualitativo della facility”.

“Siamo arrivati al Mapei Stadium quando la vecchia proprietà non aveva dedicato risorse alla manutenzione dello stadio e abbiamo dovuto concentrarci sul campo di gioco che potesse rispondere anche alle avverse condizioni climatiche. Abbiamo usato una tecnologia no pipe: al di sotto del prato non ci sono tubi di raccolta dell’acqua ma uno strato che permette una rapida ed omogenea velocità di scarico dell’acqua. Siamo stati tra i primi a introdurre una tecnologia del genere, che ha preso vita qui al Mapei Stadium e sta entrando in realtà variegate in ambito sportivo”.
Nelle aree spettatori – spiega la Portigliatti – Mapei ha dovuto lavorare per assicurare sicurezza e durabilità in una zona soggetta alle intemperie e con la complessità legata ai tempi di asciugatura. “Siamo intervenuti con la pulizia delle gradonate, con base bianca di regolarizzazione e poi lo strato di resina colorata. Un sistema di questo tipo, in condizioni tipicamente estive asciuga in 3-4 ore ma spesso non avevamo questo tempo a disposizione. Abbiamo risposto con la resina TLS Fast dall’asciugatura rapida, che oggi applichiamo in tantissimi stadi”.
Con i lavori iniziati a fine 2013, e in seguito a tutti i miglioramenti, lo stadio ha ottenuto la licenza UEFA e ha potuto ospitare la finale di Champions League femminile.

L’approfondimento tecnico sul manto erboso del Mapei Stadium arriva grazie all’intervento dell’agronomo di riferimento per Lega Serie A, Giovanni Castelli, che ha portato una visione internazionale sulla tecnologia applicata alla superficie sportiva calcistica.
“Investire sul campo in erba vuol dire mantenerlo vivo con una serie di accorgimenti che vanno dall’impianto di irrigazione – che deve avere precise caratteristiche – al riscaldamento del terreno”. Il risultato non deve essere solo sportivo ma guardare anche all’integrità dei giocatori che sul campo si allenano e giocano le partite.
“Il pitch protection plan è un piano accurato che punta a mettere le basi di un ottimale utilizzo dei campi di calcio: se fosse applicato alla lettera, permetterebbe una lunga vita a ogni campo. Ovvio che è difficile rispettare tutti i canoni ma quello che è certo è che negli ultimi anni è cresciuta l’attenzione al campo e la consapevolezza di volere e dovere fare meglio rispetto al passato. D’altra parte, se il campo di gioco non è in ottime condizioni, tutto il resto conta davvero poco”.
La Serie A nel 2022 ha approvato un regolamento per l’utilizzo e la gestione dei campi da gioco che apre alla condivisione mettendo al centro il terreno di gioco e non solo i giocatori. “Dall’anno scorso è obbligatorio e ci auspichiamo che venga sempre più rispettato. È uno strumento che serve per stimolare maggiore consapevolezza, nell’interesse delle società”.

Andrea Piva e Gianni Casini di Paradello Green sono intervenuti sull’argomento del manto erboso spiegando la scelta di North Bridge, la gramigna per la serie A, usata per il campo del Mapei Stadium. “È la quarta stagione che il Mapei Stadium utilizza l’erba di Paradello: per i primi 3 anni è stato scelto un manto ibrido microterma cucito, ora siamo passati a una macroterma naturale al 100%. Un passo avanti verso la sostenibilità, mantenendo sempre alta la qualità: si tratta di un campo garantito per almeno 3 stagioni continuative”.
North Bridge 100% naturale risponde agli obiettivi ambientali anche perché permette una riduzione dei consumi idrici, specie in estate, e dell’impiego di prodotti chimici. Ma non solo, si tratta di un’erba che garantisce un ottimo rotolamento della palla, e parametri adeguati di durezza, trazione, assorbimento dello shock. “Il campo naturale è altamente professionale, comparabile a un campo ibrido. Grazie all’impianto di riscaldamento, l’erba continua a crescere anche in inverno e le tecnologie integrate permettono di monitorare le condizioni climatiche per fare scelte mirate di manutenzione”.

In un breve ma incisivo speech Xavi Tordera, Area Manager Southern Europe & Latin America di SGL System, ha illustrato come funziona l’illuminazione fotosintetica al Mapei Stadium.
Le luci fotosintetiche permettono di lavorare sulla radicazione e sulla germinazione, mentre i robot a raggi ultravioletti combattono i microorganismi e consentono di ridurre al minimo i trattamenti chimici. “I sensori misurano umidità, conduttività elettrica, quantità di luce esterna affinché il groundsman possa capire lo stato di salute dell’erba. Le lampade possono essere gestite e controllate tramite un’app e il loro utilizzo consente di prevenire le malattie sulle foglie, garantendo un’alta efficienza energetica”.
La luce è anche un fattore di intrattenimento, come ha illustrato Andrea Mapelli Head of outdoor business di Zumtobel. “La luce in un campo da gioco non è più solo visibilità: trasmette emozioni, regala spettacolarità agli eventi, coinvolge ed evolve il modo di partecipare alle partite di calcio”.

“L’approccio agli eventi sportivi è molto diverso nei giovani, il 47% dei quali non ha mai visto una partita dal vivo e molti di loro non guardano le partite per intero. Dialogare con i nuovi utenti significa cambiare la proposta: ogni momento della partita è un’opportunità per amplificare le emozioni, grazie a un’illuminazione dinamica che può integrarsi e sincronizzarsi con l’audio”.
Aumentano anche le possibilità di sponsorship integrate e la condivisione social che spinge la visibilità dello stadio. “Nel progetto Mapei Stadium c’è stata forte attenzione alla sostenibilità: la tecnologia LED riduce i consumi e abbatte i costi di manutenzione”.
Gli ultimi due interventi della giornata al Mapei Stadium si sono concentrati sulla sicurezza e sul controllo accessi.
Gilberto Polliedri di Zucchetti ha illustrato i sistemi di controllo accessi con uno sguardo al futuro. Al Mapei Stadium è stato cambiato tutto il sistema – come avviene solo per i nuovi stadi: “abbiamo portato qui la tecnologia usata in Qatar, già testata a Roma“, ha commentato Polliedri. “C’è una combinazione di lettori collegati a un software, a sua volta collegato al ticketing per verificare e validare i biglietti in tempo reale”. Il Mapei Stadium è NFC ready: “la tecnologia NFC ha notevoli benefici rispetto al barcode, è uno standard che dovrebbe far scomparire duplicazioni e falsificazioni dei biglietti, oltre che accelerare il riconoscimento“.
“Per accessi più sicuri e veloci il riconoscimento facciale – già usato in aeroporti e sedi di alta sicurezza – potrà essere utilizzato da solo o in combinazione con la presentazione del biglietto. Si tratta di sistemi che si possono integrare con le infrastrutture esistenti e in continuo aggiornamento, che garantiscono massima flessibilità e velocità”.
Ha concluso la giornata l’intervento di Eros Radice di Hikvision Italy. “L’esigenza al Mapei Stadium era quella di sostituire il vecchio sistema con nuove tecnologie per controllo perimetri e aree limitrofe, e controlli interni degli spalti e degli accessi ai locali”. All’esterno – la zona più critica in occasione degli eventi – sono stati forniti TLC IP con AI controllabili da remoto; sul perimetro il controllo è stato attivato sulle biglietterie, rampe di accesso e ingressi tribune con Face Recognition e sugli spalti sono state fornite TLC per le curve e tribune laterali. “In sala regia si raccolgono tutte le segnalazioni, le black list, e si ha una visione completa delle immagini”.
L’evento si è chiuso con un lighting show che ha mostrato le nuove potenzialità del Mapei Stadium.
Qui trovi la registrazione completa dell’evento e i contenuti scaricabili.



