Perché il mono materiale è la svolta sostenibile dell’erba sintetica

Il mono materiale dell’erba sintetica è una scelta sostenibile, in grado di semplificare e ridurre costi e impatto ambientale del riciclo dei prodotti.

Pubblicazione cartacea su: Tsport 367

Il futuro dell’erba sintetica passa dal riciclo, e il riciclo passa dal mono materiale come modello virtuoso, capace di ridurre tempi, costi ed emissioni nell’ambiente.

Negli ultimi anni il tema della sostenibilità dei materiali ha assunto un ruolo centrale nel dibattito pubblico e nelle scelte tecniche delle amministrazioni. Anche l’erba sintetica, un prodotto fino a poco tempo fa considerato “problematico” da riciclare, è oggi al centro di un cambiamento profondo, che mette al primo posto la qualità delle materie utilizzate, la loro riciclabilità e la capacità di conservare valore alla fine del ciclo di vita.

Per capire la direzione in cui sta andando il settore, è utile osservare come vengono costruiti i prodotti attualmente più diffusi e perché proprio la loro struttura sia spesso il vero ostacolo a un riciclo efficiente.

La maggior parte dei manti sintetici presenti sul mercato è realizzata con un mix di materiali diversi: fibre in polietilene (PE) talvolta abbinate a fili in polipropilene (PP), un primario generalmente in PP e un rivestimento fissativo finale che può essere in lattice, poliuretano o ulteriore PP.

Questa combinazione, che a prima vista può sembrare innocua, rappresenta invece il principale motivo per cui il riciclo risulta complicato, costoso e quasi sempre destinato a produrre materiali di bassa qualità. Ogni materiale ha infatti un comportamento differente: PE e PP hanno punti di fusione diversi, reagiscono in modo non uniforme durante i processi termici, richiedono impianti specifici e tecniche di separazione complesse. Il risultato è che, una volta macinato un tappeto multi materiale, si ottiene una miscela eterogenea che non può tornare ad essere fibra di qualità e finisce per diventare Recycled Turf Agglomerate (RTA), un materiale utilizzabile solo per prodotti spessi e a basso valore come tavoli da picnic, paletti o bordure.

In altre parole, il riciclo diventa un “downcycling”: si recupera qualcosa, ma a scapito delle proprietà originali e con una forte perdita di valore.

Questo limite non riguarda solo la praticità: è un tema economico, ambientale e progettuale. Se un prodotto nasce come miscela di materiali, finirà inevitabilmente per generare rifiuto complesso e costoso da gestire.

Nel panorama internazionale si guardi ad esempio alla best practice rappresentata dal nuovo Circulair MaterialenPlan (CMP) del governo olandese, documento cardine della strategia nazionale per un’economia completamente circolare entro il 2050.

Il CMP afferma chiaramente un principio fondamentale: un prodotto ha senso solo se è progettato tenendo conto del suo fine vita. In questa visione, non è più accettabile creare materiali compositi difficili da riciclare; bisogna invece rendere semplice, trasparente e prevedibile la fase di recupero. Il piano estende l’attenzione non solo alla fase di smaltimento, ma soprattutto alle fasi di progettazione, uso e riutilizzo, chiedendo che i prodotti siano costruiti in modo da poter rientrare nel ciclo dei materiali senza generare sprechi o perdite di valore.

All’interno di questo nuovo scenario, l’erba sintetica ha finalmente una posizione chiara. Il CMP identifica esplicitamente la necessità di strutture più semplici, meno composite, più trasparenti nella loro composizione. Si afferma che il riciclo deve essere reso possibile, economicamente sostenibile e tecnicamente accessibile, e che la variabilità dei materiali utilizzati nei tappeti tradizionali rappresenta un ostacolo reale alla transizione circolare. Proprio in questo contesto, le soluzioni di erba sintetica mono materiale emergono come risposta naturale e pienamente allineata agli obiettivi del piano.

Ma cosa significa davvero “mono materiale”? Significa costruire il manto dell’erba sintetica- fibra, primario e backing – utilizzando un unico materiale, il polietilene (PE). Il vantaggio è immediato: non è più necessario separare nulla.

Tutto il prodotto può essere triturato, rifuso e reimpiegato come materia prima con la stessa qualità del materiale iniziale. Questo elimina la fase più costosa del riciclo e permette, per la prima volta, di realizzare un vero ciclo chiuso: il vecchio manto diventa risorsa utile per produrre nuovo manto o altri prodotti in PE di qualità. La purezza del materiale non viene compromessa, le prestazioni rimangono elevate e il valore economico della materia non viene perso nel processo.

ONE DNA™ Artificial Grass, erba sintetica mono materiale

Un esempio concreto di questo approccio è ONE DNA™ Artificial Grass, un’erba sintetica progettata fin dall’inizio per essere interamente realizzata in PE. L’idea è semplice: se l’obiettivo è creare un prodotto che non generi rifiuti, allora deve essere costruito come un’unica “famiglia” di materiale, capace di entrare nei flussi di riciclo standard senza bisogno di tecnologie speciali. Proprio questa semplicità – che si traduce in economicità di riciclo, riduzione delle emissioni, trasparenza nella composizione e totale riciclabilità – è ciò che rende ONE DNA™ Artificial Grass perfettamente in linea con i criteri del CMP.

Per le amministrazioni pubbliche, significa avere finalmente un prodotto che non richiede interpretazioni complesse o analisi sofisticate: un tappeto di erba sintetica mono materiale è semplicemente più facile da gestire, più prevedibile negli anni e più sostenibile dal punto di vista economico. Per gli utilizzatori meno esperti che installano erba artificiale paesaggistica, significa sapere che l’erba sintetica non è più un materiale “a perdere”, ma un elemento che può essere riciclato senza sprechi e senza generare volumi di rifiuto difficili da trattare. E per l’ambiente significa ridurre drasticamente energia, emissioni e consumo di nuove materie prime.

Nel momento in cui l’Europa e i governi nazionali chiedono ai produttori di assumersi la responsabilità del destino dei propri prodotti, la scelta del materiale diventa una scelta strategica. Il settore dell’erba sintetica vive oggi un passaggio epocale: da un modello basato su materiali misti, difficili da valorizzare, a un modello che mette al centro il riciclo reale e la conservazione del valore grazie al mono materiale.

Il mono materiale dell’erba sintetica non è solo una soluzione tecnica: è il linguaggio del futuro dell’economia circolare. Un linguaggio che ONE DNA™ parla già da anni, anticipando una transizione che ora è riconosciuta a livello nazionale e normativo.

(Notizia a cura di Formula Prato)