Audizione in Senato sul DDL 1312 (legge stadi)

Prosegue l’iter del disegno di legge che riscrive le procedure per la realizzazione degli impianti calcistici, con un occhio al traguardo degli Europei 2032.

È del 31 marzo un’audizione in Senato in merito al ddl recante «Disposizioni in materia di stadi e impianti calcistici italiani», che ha avuto una certa eco fuori del Palazzo.

Il ddl 1312 è stato presentato il 28 novembre 2024 dal senatore di Forza Italia Mario Occhiuto ed è in esame presso le commissioni riunite 7° (Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica) e 8° (Ambente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica).

Tra i firmatari, si leggono i nomi di Claudio Lotito, patron della Lazio, e Adriano Galliani, ex AD di Monza e Milan.

I contenuti del Disegno di legge

A parte le dichiarazioni di principio, il nodo centrale è la semplificazione delle procedure.

Il provvedimento introduce un iter autorizzatorio unico, che non consente il frazionamento dei titoli abilitativi e si conclude con una determinazione finale destinata a sostituire ogni altro atto di assenso. Lo stesso provvedimento può costituire variante urbanistica e dichiarazione di pubblica utilità, urgenza e indifferibilità dell’intervento.

La conferenza di servizi deve concludersi entro 45 giorni, salvo casistiche particolari.

Per seguire l’intero procedimento viene costituita la Struttura di missione per lo sport, ufficio locale istituito presso gli enti che promuovono nuovi stadi o interventi di riqualificazione.

La struttura coordina l’iter, cura l’istruttoria tecnico-amministrativa e rilascia l’autorizzazione unica. Può inoltre operare come stazione appaltante, lavorare anche per conto di altre amministrazioni e, nei casi di partenariato pubblico-privato, attribuire al coordinatore le funzioni di responsabile unico del progetto.

Il testo rafforza anche il ricorso al partenariato pubblico-privato (PPP), indicato come uno degli strumenti per sostenere operazioni complesse e attrarre capitali privati.

In questa logica si colloca anche il ruolo dell’Istituto per il Credito Sportivo, chiamato a facilitare l’accesso ai capitali attraverso garanzie finanziarie e misure di supporto dedicate.

Per gli interventi finanziati interamente con risorse pubbliche, quando la progettazione viene affidata all’esterno, il ddl Stadi prevede il ricorso obbligatorio a concorsi internazionali.

Il disegno di legge istituisce inoltre il Catalogo nazionale degli stadi, che raccoglierà dati tecnici, economico-finanziari e di contesto sugli impianti con capienza superiore a 1.000 posti.

Il Catalogo sarà gestito da Sport e Salute Spa e dal Dipartimento per lo sport, con sede presso l’ICCD del Ministero della Cultura, e dovrà servire sia al monitoraggio continuo del patrimonio impiantistico sia a una cooperazione più ordinata tra amministrazioni pubbliche e soggetti privati.

Le audizioni del 31 marzo

Fra gli interventi, Massimo Righi, presidente della Lega pallavolo maschile e Marco Aloi, responsabile eventi della Lega basket Serie A, nell’esprimere un parere positivo sull’articolato, hanno auspicato che possa esserne estesa l’applicazione anche ad altre tipologie di impianto sportivo.

Per Sport e Salute ha parlato il presidente Marco Mezzaroma, approvando la semplificazione procedurale e sottolineando l’importanza di estendere l’attività degli stadi anche oltre gli eventi sportivi.

Hanno concluso l’audizione Beniamino Quintieri e Antonella Baldino, rispettivamente presidente e Ad dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale, che hanno puntato l’accento sull’importanza del contributo di capitali privati per la realizzazione delle grandi opere.

La registrazione dell’audizione in Senato può essere vista a questo link.

Vai al dossier completo sul Disegno di Legge 1312.