Speciale Outdoor: Torino, i Giardini Saint Bon al quartiere Aurora

L’inaugurazione dei Giardini Saint Bon, a Torino, avvenuta all’inizio dell’Estate 2025, rappresenta un interessante intervento virtuoso realizzato dalla municipalità del capoluogo piemontese, in quello che è uno dei quartieri più eterogenei della città, il quartiere Aurora.

Pubblicazione cartacea su: Tsport 366

La riqualificazione dei giardini Saint Bon Torino rientra nelle azioni previste dal Piano Integrato Urbano (PIU) della Città di Torino, volto a migliorare la qualità degli spazi pubblici e delle aree verdi adiacenti alle Biblioteche Civiche.

Da tempo i residenti chiedevano un giardino più sicuro, accessibile e funzionale e, grazie a un progetto realizzato sulla base di proposte condivise con la Circoscrizione 7 e i tecnici comunali, si è arrivati a ritrovare uno spazio completamente trasformato, in grado di adeguarsi alle esigenze di bambini, famiglie e anziani.

Questo intervento di rigenerazione urbana, per quanto puntuale, va letto anche nell’ambito della realtà del quartiere Aurora, uno dei più popolosi di Torino ma allo stesso tempo uno dei più disomogenei. “A Sud di Torino Nord”, Aurora è di fatto un quartiere cuscinetto, compresso fra la parte che guarda verso il quartiere di Barriera di Milano (con tutte le sue problematiche sociali e di micro-criminalità) e il lato che a sud si aggancia alle prime vie che conducono al centro storico.

Il lavoro della Città di Torino su Aurora è stato in questi anni frammentato fra piccole iniziative, legate al locale e ai residenti (com’è anche l’intervento su questi Giardini), e soluzioni di pseudo-gentrificazione, sfruttando per esempio la costruzione del moderno polo universitario Campus Einaudi, la scuola Holden e l’Istituto IAAD. Così il quartiere si è aperto a una nuova fascia di residenti, gli studenti e i ricercatori fuori sede, che in linea teorica possono rinnovare il tessuto sociale dell’area ma che in realtà sono residenti “temporanei” – in quella che è la zona con il maggior numero di abitazioni pre-1945 della città (55% contro il 35% della media cittadina), una densità abitativa che è il triplo del resto di Torino, e la minor percentuale di parchi e aree verdi (14% contro il 17% di media degli altri quartieri).

Ecco perché la riqualificazione dei Giardini Saint-Bon è da considerarsi un intervento rilevante, che può ridare energia alla socialità e al decoro degli spazi condivisi, elemento alla base della buona percezione dei cittadini rispetto alla vicinanza delle amministrazioni.

Come confermato dal Presidente di Circoscrizione 7, Luca Deri, dal 2021 sono stati riqualificati già quattro giardini nel tessuto del quartiere Aurora (sempre grazie ai finanziamenti dell’Unione Europea), sempre progettando gli interventi in ascolto e sintonia con le necessità dei residenti, e condividendo le scelte su arredi e materiali.

Ai Giardini Saint Bon, uno spazio a cuneo posto alla convergenza fra Via Damiano e Via Saint Bon, a poca distanza da via Cigna e dall’area ormai dismessa delle ex Grandi Officine Motori, l’idea è partita dal ritrovare uniformità, eliminando innanzitutto la precedente struttura a gradoni che convergeva verso lo spazio circolare incassato al centro e riportando tutto al piano-strada: ne è scaturita così la possibilità di creare una nuova piastra sportiva multifunzionale dedicata a calcetto e basket e dotata di un tavolo da ping-pong in calcestruzzo, sicuramente più accessibile e meglio legata al resto del giardino.

La demolizione della precedente struttura laterale in mattoni, che rappresentava un elemento visivo caratteristico dei giardini ma era anche un oggetto invasivo e opprimente, libera ora la vista verso tutto il comprensorio, alleggerendo la percezione dei visitatori e l’impatto positivo del rapporto fra il verde e gli arredi.

Si è provveduto a un ampliamento della precedente area-giochi, con due nuove piastre, quattro giochi inclusivi e una pavimentazione antitrauma. La recinzione metallica con due ingressi, di nuova installazione, delimita lo spazio in modo semplice ma efficace dal punto di vista della sicurezza.

La commistione fra verde, gradoni e giochi della precedente situazione rendeva questi giardini come uno spazio ibrido, troppo incline al degrado e a un utilizzo mal organizzato, quasi di passaggio, e certamente poco confortevole. Il progetto ha invece ripristinato e riqualificato i vialetti interni, tramite una pavimentazione drenante in calcestre, e la messa a dimora di 25 nuovi alberi e arbusti – oltre al livellamento del terreno e la semina di nuovi prati – garantirà zone d’ombra e una migliore e più piacevole suddivisione degli spazi.

Hanno completato l’intervento il potenziamento dell’illuminazione pubblica e l’installazione di 12 panchine in legno, 2 tavoli da picnic, 10 cestini.

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