Un convegno dedicato al colore come elemento di rigenerazione urbana, sportiva e sociale si è svolto dentro il Mapei Stadium con un panel esclusivo di relatori.
La rigenerazione passa per il colore: un convegno al Mapei Stadium

Un convegno, quello svoltosi al Mapei Stadium martedì 6 ottobre, dedicato al colore in tutte le sue espressioni e declinazioni applicate allo sport e alla città, veicolo di rigenerazione. Di una giornata intensa fatta di scambi di opinioni, fatti, racconti rimane senza dubbio una consapevolezza: il colore può davvero rigenerare, dare valore, accogliere, riunire, cambiare volto e dare speranza.
Il panel mattutino: playground, urbanistica e ricadute sociali
Il convegno sul tema del colore si è aperto con un gradito saluto a distanza da parte del Commissario Straordinario per i Giochi del Mediterraneo 2026 che ha raccontato come Taranto sia stata riqualificata grazie a una volontà comune, che ha permesso di consegnare per tempo tutti gli impianti destinati alle competizioni e come ora ci si stia muovendo per lasciare un lascito positivo alla città attraverso una gestione oculata degli impianti.
Dopo il benvenuto del team manager di Mapei Stadium Andrea Lorenzi, che ha descritto come lo stadio sia cambiato negli anni e come sia diventato oggi un contenitore attivo oltre e al di là dei match day con eventi di diverse tipologie tutto l’anno, noi di Sport&Impianti abbiamo tracciato un escursus storico del colore in città e nello sport partendo dai murales e arrivando fino all’urbanistica tattica. In questa carrellata storica ciò che ci è piaciuto far emergere è la capacità del colore di insinuarsi nelle pieghe cittadine creando non soltanto vivacità e rinnovamento visivo: con i playground il colore invita ad aggregarsi, a giocare, a muoversi e con l’urbanistica tattica invece il colore restituisce spazi ai pedoni, ai quartieri e agli studenti.
La ricaduta sociale è un indicatore importante, specialmente nei playground che spesso nascono con l’obiettivo di rigenerare aree degradate e abbandonate, anche in quartieri “difficili” dove poter dare nuove opportunità di stare insieme in modo positivo.


Sabrina Orrico della redazione di Sport&Impianti e Andrea Lorenzi
Nella tavola rotonda successiva Silvio Scarcelli, coordinatore della struttura commissariale XX Giochi del Mediterraneo 2026, ha raccontato cosa c’è stato dietro alla preparazione dell’evento – i grandi stadi e palazzetti, le aree sportive outdoor – e ha fatto il punto sulla riqualificazione del quartiere Salinella grazie alle nuove realizzazioni: sono luoghi che devono rimanere a Taranto e ai suoi cittadini, aree rubate al degrado e alla criminalità che oggi danno ai giovani nuovi spazi per aggregarsi e fare sport in modo positivo.
Cristiana Buscarini, docente di Economia Aziendale all’Università degli Studi di Roma Foro Italico, Dipartimento di Scienze Motorie Umane e della Salute ha posto l’accento sulla valenza sociale dei playground e delle opere di prossimità, sulle riqualificazioni di parti dimenticate, sul Social Return of Investment (SROI) che ogni azione sul territorio comporta.
Diventa importante capire quali “ritorni” ci siano dall’investimento sul territorio in termini di salute, interazione sociale, miglioramento della qualità di vita e lotta alla criminalità, capacità di “portare fuori” i ragazzi e invitarli a giocare e a fare sport insieme. Lo sport è un’infrastruttura trasversale, da cui nasce la sua valenza sociale: le opere che durano vanno decise e realizzate insieme ai diretti interlocutori, per far sì che ci sia durabilità non solo tecnica ma anche economica e sociale.

Il panel pomeridiano: colore, identità e comunità
Nel pomeriggio Tobia Zordan, presidente di Bolina Ingegneria ha accompagnato il pubblico in un viaggio nella rigenerazione urbana e sportiva passando dai grandi ai piccoli impianti per arrivare a dimostrare come lo sport abbia una parte rilevante negli obiettivi dell’Agenda 2030, come abilitatore dello sviluppo sostenibile laddove la sostenibilità si declina in ambientale, economica, sociale. Lo sport si fa così portatore di rigenerazione urbana: un luogo diventa comunità, la comunità si riconosce in un luogo e l’infrastruttura ne diventa parte.
Con il colore di Sport Illumina – il progetto che vuole riqualificare 85 playground in tutta Italia, del quale Bolina Ingegneria con Cooprogetti e RPA ha curato il design – lo spazio diventa di qualità poiché il colore ne cambia la percezione e genera senso di appartenenza. Un progetto importante volto non solo a realizzare questi playground ma anche a manutenerli per 6 anni prima di consegnarli alla gestione cittadina.


Marco Cattuzzo, Tobia Zordan e Valentina Martinoli
Non poteva mancare l’intervento tecnico di Marco Cattuzzo di Mapei Sports Technology: il primo intervento di Mapei nei playground risale al 2016 ad Alessandria, quello che è stato poi il motore che ha fatto espandere la parte sportiva dell’azienda. Le resine utilizzate in tutti gli interventi “di colore” come i playground sono una parte fondamentale di ogni realizzazione: devono avere caratteristiche precise, devono essere performanti, antiscivolo, resistenti allo shock termico e al calpestio. Della durabilità, Mapei ha fatto un marchio distintivo.
Ma non solo: perché il colore sa anche essere identitario e può, in base alle scelte cromatiche, far risaltare o mitigare o uniformare con un utilizzo consapevole rispetto al contesto.
Valentina Martinoli di Do More ha in seguito analizzato il rapporto tra neuroscienze e colore, spiegando come il colore influenza attenzione, percezione e movimento e diventa uno strumento di progettazione.
In base alla scelta di determinati colori si può dare vita a spazi che invitano all’azione o alla riflessione e alla concentrazione, che danno calore ed energia o che chiedono attenzione, focus.


Da sinistra, Carlo Fioretti, Claudia Giordani e Guido Iampieri
La tavola rotonda conclusiva del convegno sul colore urbano e sportivo ha visto interagire l’architetto Carlo Fioretti del Comune di Terni, Claudia Giordani vicepresidente di FISI Milano e Guido Iampieri di Officina Tecnica srl, che ha portato al pubblico l’esempio dell’intervento sullo stadio comunale di Montorio al Vomano, un progetto condotto con DO MORE che ha riqualificato le superfici dando una nuova identità sportiva e nuove possibilità di fruire gli spazi in modo inclusivo e non solo per il calcio, ma anche per le famiglie.
L’architetto Carlo Fioretti ci ha raccontato come evolve nel tempo il progetto #Ternirigenera di cui abbiamo parlato già diverse volte sui nostri canali – 7 playground colorati restituiti alla città, in 7 quartieri periferici e degradati.
Grazie a un’oculata gestione che parte dalle esigenze e aspettative dei cittadini e degli utilizzatori, quei playground – a 2 anni dalla prima inaugurazione e a 1 anno dall’ultima – sono diventati luoghi identitari, parti riconosciute del quartiere in uno scambio tra gioco, sport, relazione e rigenerazione.
Infine, Claudia Giordani ha voluto portare un messaggio chiaro: le realizzazioni vanno calate nella realtà in cui si collocano, e con le associazioni locali si deve lavorare per mantenere gli spazi, renderli vivi e curati.
Durante la giornata del convegno dedicato al colore abbiamo raccolto positive sensazioni dei partecipanti: argomenti interessanti, punti di vista diversi ma concordi nell’affermare l’importanza del colore nelle aree sportive e urbane, come elemento progettuale, sociale e sostenibile e non solo come decoro e visibilità.
L’evento è stato promosso e organizzato da Sport&Impianti e Tsport con Colori Urbani in collaborazione con Mapei, Bolina Ingegneria e Do More.






