Prezziari e andamento degli appalti nel settore impianti sportivi

Nel convegno svoltosi a Milano lo scorso 4 marzo presso la sede di ANCI Lombardia è stata presentata la ricerca di Sport&Impianti su gare e prezzi del settore degli impianti sportivi.

(Foto Tomaso/Sport&Impianti)

Con una grande partecipazione di pubblico in presenza e in streaming si è svolto il 4 marzo a Milano presso la sede Anci il convegno di formazione professionale Gare, prezzi, partenariato: impianti sportivi e Pubblica Amministrazione in cui abbiamo parlato di gare, prezziari e PPP con un focus privilegiato sugli impianti sportivi.

Un argomento, quello degli appalti e dei prezziari relativi agli impianti sportivi, molto partecipato e dibattuto. In particolare con l’architetto Bruno Grillini abbiamo approfondito una interessante ricerca settoriale condotta dal team di Sport&Impianti.

Nel 2025 abbiamo analizzato con questa ricerca quasi 700 bandi, provenienti da 454 stazioni appaltanti – statisticamente, di bandi relativi agli impianti sportivi ciascuna stazione ne bandisce in media 1 o 2 all’anno.

Per quanto riguarda l’andamento numerico nel corso del tempo (dal 2021 a oggi), il numero di gare è stato prima frenato dal post-Covid e poi accelerato dal PNRR: negli ultimi due anni invece la situazione si è stabilizzata sia come numero di gare che come importi medi di gara.

Parlando di stazioni appaltanti emerge che il 75% dei bandi fa capo ai Comuni o alle associazioni di più Comuni. Sono sempre più gli enti comunali che, per sopperire al noto problema della specializzazione del personale e delle strutture interne alle Amministrazioni, si affidano alle CUC (Centrali Uniche di Committenza) composte da più Comuni, a volte anche in territori provinciali differenti da quelli in cui si trova il Comune in cui si realizzerà l’impianto sportivo. Gli operatori più esperti vedono con favore la possibilità di avere come interlocutore in sede di gara una struttura qualificata con cui dialogare; viceversa, all’interno dei Comuni si rischia di tagliar fuori la struttura tecnica dalle fasi iniziali della gara e di perdere, col tempo, l’esperienza e la qualità delle strutture municipali.

Appalti integrati e Project financing

In base alla ricerca, solo il 3,3% degli appalti è un Project Financing, ma il valore in rapporto all’importo totale è molto alto – va considerato infatti che essi includono anche i costi di gestione e di progettazione.

Sono in aumento gli appalti integrati: in tempi di PNRR, in particolare, si è iniziato a fare uso della modalità con cui progettazione e costruzione vengono affidati a un unico soggetto.

I bandi che includono solo incarichi professionali sono spesso bandi per realizzazioni di piani di fattibilità tecnico economica o direzione lavori o collaudo.

Prezziari e categorie SOA

Veniamo al cuore della ricerca, ovvero indagare gli appalti relativi agli impianti sportivi in Italia e le loro caratteristiche. Cominciamo con il dire che non esiste una categoria SOA specialistica per gli impianti sportivi. Per esempio per i campi in erba sintetica la categoria è quella OS06 che si riferisce alle finiture di opere in materiali lignei, plastici, metallici e vetrosi. Questa mancanza di specificità che affligge il settore fa sì che spesso partecipino a tali bandi aziende che non sono specializzate in impiantistica sportiva come -in questo caso – fabbri e serramentisti rendendo poi tutto il processo a seguire più complesso.

Il valore statistico dei costi di costruzione

L’indice ISTAT dei costi di costruzione ci dice che tra il 2024 e il 2025 ci siamo attestati su dei livelli che con tutta probabilità rimarranno a lungo stazionari.

I prezziari oggi devono fare riferimento a quelli delle Regioni e Province e, in mancanza di essi, ai prezzi correnti di mercato. Questa analisi ci fa capire l’importanza di avere dei prezzi regionali e del riconoscimento dell’aumento dei costi.

Se analizziamo i prezziari regionali, quelli che indicano voci specifiche di impianti sportivi sono davvero pochi.

Solo due Regioni, Piemonte e Puglia, contano più di 200 voci nel capitolo impianti sportivi; altre tre regioni hanno un capitolo che arriva a 40-80 voci (Lombardia, Lazio, Marche). In tutte le altre Regioni figurano solo voci sparse o nessuna voce e quindi è necessario realizzare dei prezzi ad hoc.

Se ne evince che spesso un professionista che deve stilare l’elenco prezzi per un appalto sportivo non ha un riferimento chiaro e dettagliato da utilizzare.

Per ovviare a questa problematica, abbiamo fatto un lavoro di analisi con la media dei valori degli elementi che costituiscono un impianto sportivo per determinare i prezzi indicativi degli impianti e poter così disporre di un primo elemento di analisi, utile per un documento di fattibilità o da proporre a una pubblica amministrazione che debba avanzare una richiesta di finanziamento o fare una proposta per ottenerlo.

Abbiamo ad oggi realizzato i prezziari per calcio, calcio a 5, tennis, atletica leggera, pallacanestro outdoor e pallavolo, polivalente indoor e arrampicata sportiva. Sono attualmente in preparazione padel, baseball-softball, rugby, bocce, nuoto e parchi gioco. I risultati di questa ricerca sui prezzi saranno prossimamente resi accessibili su queste pagine in occasione di un rinnovamento dell’immagine del portale sporteimpianti.it.

Gli altri interventi della giornata

Il convegno si è poi arricchito con l’esame dei tipi di Partenariato Pubblico-Privato a disposizione degli enti appaltanti, grazie agli interventi dell’architetto Marco Bendetti e di Massimo Cocchi (Tipiesse), per concludersi con un approfondimento sugli indicatori tratti dal Rapporto Sport dell’Istitutto epr iL Credito Sportivo e Culturale e sulle modalità di accesso al credito per le Pubbliche Amministrazioni e per gli operatori del settore, a cura di Giuseppe Pagani e Marco Rossi dell’ICSC.

Per rivedere tutto il convegno Gare, prezzi, partenariato: impianti sportivi e Pubblica Amministrazione vai qui.

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