Il fattore X degli impianti sportivi iconici

Gentili lettori,
mi sono sempre chiesto perché nell’immenso patrimonio impiantistico sportivo internazionale vi siano degli esempi che abbiano il potere di trascendere dall’epoca in cui sono stati realizzati ed abbiano la capacità di essere ciclicamente riproposti come immagine evocativa di un impianto pienamente riuscito.

A pensarci bene gli esempi non sono molti gli impianti sportivi iconici e sono svincolati sia dalla matrice compositiva che dall’evento sportivo che spesso ne ha determinato l’eventuale necessità di realizzazione e certamente siamo in grado di ricordare una decina di esempi al massimo sulle centinaia che conosciamo con una certa precisione e sulle migliaia che abbiamo visto.
Intanto occorre precisare che la dimensione, la struttura e la destinazione (impianto all’aperto o al coperto) possono essere elementi non determinanti: sembra piuttosto che siano altri gli aspetti salienti, un certo rapporto “aulico” nelle dimensioni, il contesto ambientale, una certa immagine di novità.

Gli impianti sportivi ionici

Il mio personalissimo elenco inizia con gli impianti sottoelencati e di alcuni cercherò anche di spiegarne le ragioni:
– tempio del rugby di Twickenham a Londra
– parco olimpico di Monaco di Baviera
– stadio nazionale di Pechino (The bird’s nest)
– circuito automobilistico del Principato di Monaco
– collina olimpica del Montjiuic a Barcellona
– Kaohsiung National Stadium a Taiwan
– complesso sportivo del Foro italico a Roma
– complesso tennistico di Wimbledon a Londra
– Sapporo Dome in Giappone
– Moses Mabhida Stadium in sud Africa

Come si può intuire l’elenco non è esente da una certa “contaminazione epica” legata alle immortali gesta sportive ammirate nel corso dei decenni e alcuni casi in particolare trascendono veramente nella cultura del genere umano non solo sportiva.
Analizzando meglio quali possano essere gli aspetti che più di altri determinano la magnificenza di un caso rispetto all’altro, indipendentemente dall’investimento specifico che ha determinato, evidenzio quale primo aspetto sicuramente la perfetta relazione architettonica ed urbanistica con il contesto che lo ospita: l’insieme dei volumi, dei materiali, dei colori e delle viste che nei vari ambiti se ne possono devono risultare in perfetta armonia con il contesto che lo ospita. In altre parole l’edificio, una volta realizzato, non solo non pregiudica un mirabile conteso ambientale esistente ma se possibile lo esalta ulteriormente.

Due esempi inarrivabili: Foro Italico e Stadio Olimpico Monaco di Baviera

I due esempi a mio avviso inarrivabili sono il complesso del Foro Italico a Roma e lo stadio olimpico di Monaco di Baviera. Del primo tutti conosciamo la stupefacente proporzione dei numerosi impianti ospitati lungo i due assi principali di sviluppo, uno derivante dal ponte Duca d’Aosta e l’altro dai viali paralleli delle Olimpiadi e dei Gladiatori. Un utilizzo di materiali lapidei pregiati, lo sviluppo di forme armoniche, la proporzione tra spazi chiusi e fughe prospettiche (mirabili su tutte il club del tennis e lo Stadio dei marmi), il tutto sullo sfondo dell’intenso verdeggiare della collina Monte Mario. I numerosi impianti ospitati ed il relativo stile razionale, paiono mantenere una straordinaria modernità sia distributiva che estetica ed i numerosi interventi di potenziamento eseguiti nel corso del tempo, per quanto a volte discutibili (vedi la copertura dello stadio olimpico) non ne hanno alterato la complessiva aulicità.

L’impianto di Monaco di Baviera quando venne presentato al mondo rappresentò un tale contributo di modernità ed eleganza da generare immediatamente un prima e un dopo nella cultura impiantistica sportiva mondiale. Un mirabile esempio di tecnica ingegneristica e composizione architettonica per i più assolutamente irraggiungibile nel panorama impiantistico internazionale. Il mirabile equilibrio tra l’ambito verdeggiante a parco posto nei dintorni e le flessibili coperture di parte delle tribune e degli ambiti comuni con le nuovissime strutture tensoelastiche stupiscono ancor oggi per proporzione ed eleganza.

Altri impianti magnifici

Un esempio a mio avviso parimenti sorprendente, ancorché trattasi di un allestimento, è rappresentato dal circuito automobilistico del Principato di Monaco. Essenzialmente per tre ragioni: la prima è che l’ambito che ospita l’evento è di incomparabile somiglianza con l’eccellenza dello sport automobilistico sia sotto l’aspetto sportivo che del glamour, la seconda perché a differenza dei maggiori circuiti internazionali il percorso non è mai cambiato e nonostante l’incremento tecnologico dei bolidi ospitati le condizioni di sicurezza, sia per il pubblico che per i piloti, sono infinitamente maggiori rispetto a quarant’anni fa, la terza è che dopo pochissimi giorni dal termine della manifestazione si ha la possibilità si ripercorrere gli stessi percorsi di gara come in pochissime manifestazioni sportive capita di vivere.

Il secondo aspetto è senza dubbio la mirabile unicità compositiva dell’opera: la realizzazione dello stadio olimpico di Pechino o il Kaohsiung National Stadium a Taiwan rappresentano soluzioni compositive che vanno ben oltre le più alte aspettative possibili. Sono soluzioni tecniche dove l’investimento per la componente funzionalmente non sportiva (la copertura delle tribune) va ben oltre l’immaginabile: il rischio di cadere nell’autoreferenzialità è particolarmente elevato ma di fronte al risultato ottenuto si rimane stupefatti.
L’ultimo aspetto riguarda il prestigio intrinseco di vivere un evento sportivo da protagonista in certi luoghi simbolo sia dell’atleta che dello spettatore. E’ il caso delle prestigiose sedi del tennis e del rugby londinese, ma potrebbero esserlo anche molti autorevoli stadi calcistici, i quali rappresentano dei veri e propri templi laici moderni.

Sicuramente nel prossimo futuro questa gerarchia verrà messa fortemente in discussione dai mirabili esempi in corso di realizzazione sia per i giochi olimpici in Giappone che per i campionati mondiali di calcio in Qatar e sicuramente possiamo fin d’ora affermare che il costante trend di sviluppo che ha portato ad individuare lo spazio per lo svago sportivo come destinatario dei più ingenti investimenti economici ed intellettuali non troverà ancora il suo punto d’arrivo.