Cattedrale Vegetale a Lodi

Quella appena inaugurata a Lodi è la terza delle “Cattedrali Vegetali” ideate da Giuliano Mauri, l’artista scomparso nel 2009; la prima, realizzata nel 2001 a Borgo Valsugana (Trento) nell’ambito del parco Arte Sella, è l’unica che il suo autore ha visto compiutamente realizzata.
La seconda, anch’essa illustrata in questo articolo, è stata completata nel 2010 alle pendici del Monte Arera (Bergamo) a cura del figlio Roberto.

La Cattedrale di Lodi è invece uno dei suoi progetti incompiuti, desunto da uno scritto risalente a poco prima della sua scomparsa, in cui illustra l’idea dell’intervento da collocare in un punto preciso lungo il corso dell’Adda, a un passo dalla città: la sua realizzazione è stata curata da Francesca Regorda, Vicepresidente dell’Associazione Giuliano Mauri che ha sede a Lodi.
Parlare poi di opera “compiuta” nel caso degli interventi di Mauri è del tutto inesatto. Lo spirito e la funzione delle “Cattedrali Vegetali” è infatti tutto nella loro duplice natura: l’impianto artificiale realizzato dall’uomo con materiali lignei degradabili dovrà, nell’arco di vent’anni, lentamente sfaldarsi per lasciar posto alla vegetazione nel frattempo sviluppatasi al suo interno. L’opera sarà allora compiuta quando le colonne di oggi non ci saranno più e resterà la “Cattedrale” costituita dei soli alberi cresciuti naturalmente.

La Cattedrale Vegetale di Lodi occupa un’area di 1.618 mq, lunga 72 m e larga 22,48 m.
È costituita da 108 strutture colonnari, del diametro di 120 cm e alte fino a 18 metri, realizzate con pali e rami di abete e di castagno: al centro di ciascuna di esse è stata piantata una giovane quercia, di circa 60 cm di altezza.
L’intervento è collocato sull’argine dell’Adda, in sponda sinistra, non lontano dal ponte “Napoleone Bonaparte”, in fregio alla zona naturalistica della Foresta di Pianura. Preliminarmente, l’area – già sede di un sito produttivo – ha dovuto essere bonificata, con la successiva predisposizione di un terrapieno affinché la Cattedrale rimanesse a una quota di 3 metri rispetto all’argine stesso.
La Cattedrale è stata realizzata dal Comune di Lodi con il sostegno della Regione Lombardia, di sponsor privati e con il Patrocinio de La Triennale di Milano.
I lavori per la realizzazione della struttura vera e propria sono iniziati ai primi di maggio del 2016 e terminati in ottobre.

Le altre Cattedrali Vegetali

Da un’idea elaborata sin dagli anni ’80, la prima Cattedrale Vegetale è stata eretta nel comune di Borgo Valsugana nell’ambito della rassegna di arte nella natura Arte Sella grazie al direttore artistico Emanuele Montibeller, e oggi richiama oltre 10 mila visitatori all’anno. La Cattedrale, su una superficie di 1220 mq, è composta da tre navate disegnate con 80 colonne lignee che racchiudono al loro interno un giovane carpino ciascuna.
A differenza delle due creazioni più recenti, fruibili direttamente immergendosi tra le colonne, qui si chiede di ammirare l’opera solo dall’esterno.
Realizzata su un dosso isolato e circondata da boschi naturali, la Cattedrale del Monte Arera è costituita da 42 colonne che disegnano 5 navate; all’interno di esse, altrettante piante di faggio.
Posta a 1345 metri di quota, occupa una superficie di 684 mq, essendo lunga 28,5 m e larga 22. La navata centrale raggiunge 13 metri di altezza.
Il sito è contornato da un sentiero punteggiato da citazioni e frasi evocative del rapporto tra l’uomo e la natura.

Giuliano Mauri

Giuliano Mauri è nato a Lodi Vecchio nel 1938.
Nel 1981 è il primo Artista italiano che entra a far parte del movimento internazionale Art In Nature, grazie all’incontro con Vittorio Fagone e Dieter Ronte. Mauri costruisce architetture vegetali, con l’intento di recuperare un dialogo profondo con i luoghi, e diversificandosi dalla Land Art perché non intende lasciare un segno artificiale sul territorio, ma guidare semmai la natura a disegnare il paesaggio stesso.
Tra i suoi lavori i grandi “Mulini”, la “Scala del Paradiso” lunga centoquaranta metri, il Bosco sull’isola alla sorgente del Tormo nel lodigiano, gli osservatori estimativi a Gorliz, in Germania, e a Sgorzelec, in Polonia, “realizzati per invitare i due popoli di due terre di frontiera a osservarsi lasciando alle spalle il peso di una storia che li ha contrapposti”.
Nel 2001 edifica per Arte Sella la sua prima “Cattedrale Vegetale”; nello stesso anno, allo sferisterio di Macerata, Mauri progetta la scenografia naturale della “Norma” per Claudio Abbado.
Nel 2003 per la mostra “Le città invisibili” alla Triennale di Milano realizza “Zenobia”, una grande sfera risalibile all’interno mediante un sistema circolare a palafitta sorretto da rami.
Ancora, negli ultimi anni, il “Reattore” a Carvico, una cupola di venti metri costruita intorno a una sorgente d’acqua; la Voliera per Umani nel Parco di Monza; il teatro alle foci del Bisenzio a Cantagallo.
Scompare nel 2009 a soli 71 anni.

Foto Arte Sella: Di Pava – Opera propria, CC BY-SA 3.0 it
Disegni: Disegno/Progetto di Giuliano Mauri © Archivio Giuliano Mauri