Giochi del Mediterraneo: Taranto fa il punto

Un incontro organizzato dall’Ordine degli Ingegneri ha raccolto le valutazioni tecniche dei diversi professionisti al lavoro sugli impianti tarantini e gli interventi delle autorità e della struttura commissariale con un focus anche sulla futura gestione.

Rendering dello Stadio del Nuoto (MDU Architetti).

Si è svolto il 15 aprile presso la sede della Camera di Commercio di Taranto un incontro di natura tecnica e istituzionale sugli impianti sportivi in fase di realizzazione per i Giochi del Mediterraneo e sulla futura gestione delle strutture.

L’evento fa parte di un ciclo di quattro appuntamenti organizzati dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Taranto, dedicati alle infrastrutture del capoluogo ionico e alle prospettive di sviluppo del territorio.

Sul piano istituzionale hanno partecipato all’incontro Sandro Catta (Consiglio nazionale Ingegneri), il presidente dell’Ordine territoriale Luigi De Filippis con il consigliere Antonio Pisto, il direttore generale del Comune di Taranto Marco Lesto e l’ingegner Silvio Scarcelli, coordinatore della struttura commissariale per i Giochi del Mediterraneo.

Al centro del dibattito non solo lo stato di avanzamento dei lavori, ma anche le prospettive di utilizzo e gestione delle strutture una volta conclusi i Giochi. Un tema considerato strategico per garantire sostenibilità e continuità agli investimenti realizzati, evitando che le opere restino inutilizzate nel tempo.

Gli interventi dei tecnici

Tobia Zordan, dello Studio Bolina Ingegneria, è intervenuto a proposito del cantiere dello Stadio Iacovone. Zordan ha riferito che in corso d’opera sono state apportate numerose migliorie riguardanti sia il campo di gioco che i servizi di supporto alla gestione corrente dello stadio. È stata messa in evidenza l’esistenza di limiti naturali dovuti alla posizione dello stadio, che non consentiranno di classificare lo stadio in categoria UEFA 4.

Alessandro Corradini, di MDU Architetti, autori del progetto vincitore del concorso per lo Stadio del Nuoto (il cui esecutivo è elaborato da Sportium), ha messo in evidenza le difficoltà dovute alle tempistiche, sottolineando oltretutto la particolarità del luogo con una valenza paesaggistica importante. L’impianto è dotato di due piscine olimpioniche, una interna e una esterna.

Giuseppe De Martino di Sportium, che cura il progetto esecutivo del Palaricciardi, ha messo in evidenza l’importanza dell’impianto per l’atletica indoor, che assume rilevanza nazionale essendocene solo 3 in Italia. Ad oggi la struttura è tutta montata, il telo di copertura è già installato, le partizioni interne sono quasi ultimate e parte delle pavimentazioni sono già state realizzate.

Manuela Castagno, dello Studio Arch. Paolo Pettene & Partners, è intervenuta sul Centro Tennis Magna Grecia, del quale lo Studio è progettista, ricordando che si tratta di una struttura pensata per i Giochi ma anche per una gestione sostenibile nel post; fra l’altro l’illuminazione è pensata per le riprese televisive ma modulabile per l’attività ordinaria. I campi sono in corso di realizzazione e le finiture verranno completate a ridosso dell’evento.

Le altre opere di cui si è parlato riguardano il Centro Nautico Torpediniere, area ceduta al Comune dalla Marina Militare, sul quale è intervenuto Davide Mancarella (Infratec Consulting srl); e il Campo di Regata, con l’intervento di Gianfranco Tonti, dello Studio Associato Start, progettista esecutivo.