Con i fondi PNRR afferenti al Piano Integrato 31 “PiùSprint” della Città Metropolitana di Venezia è stata rimessa completamente a nuovo la pista compresa negli impianti sportivi di via Trento a Martellago, mantenendo la base del sedime preesistente.
Martellago (Ve): riqualificazione della pista di atletica

Gli impianti sportivi di via Trento a Martellago, nella Città Metropolitana di Venezia, sono costituiti da campi da calcio di varie dimensioni e importanza, da una pista di atletica leggera abbinata, da alcuni campetti per il gioco spontaneo, da un circuito ciclistico e annesso circuito didattico per la pratica del ciclismo, da una tribuna con relativi locali sottotribuna, da edifici isolati adibiti a spogliatoi.
Gli interventi susseguitisi negli anni, dal 1976 al 2015, non hanno avuto un unico filo conduttore; nell’ultimo quinquennio un primo stralcio del progetto di adeguamento degli impianti ha riguardato la riorganizzazione funzionale degli spazi sotto tribuna per poter ricavare ulteriori spogliatoi, spostando alcune funzioni in due nuovi edifici a forma di parallelepipedo che sono stati collocati ai lati della tribuna.



In alto, condizioni dell’impianto prima dei lavori.
Qui sopra, sezione della tribuna con gli spogliatoi, primo stralcio dell’intervento.
La pista di atletica di Martellago
In generale l’impianto sportivo si trovava in buone condizioni, ma la pista di atletica, non avendo mai subito interventi di manutenzione, non era più utilizzabile per attività agonistica; la sua realizzazione risale a metà degli anni ’80 con l’utilizzo di tecnologie ormai superate.
Durante il sopralluogo effettuato alla fine del 2021 è stato possibile appurare che le infrastrutture di base erano in buone condizioni, in quanto realizzate correttamente con materiali di base di buona qualità; sono state però rilevate alcune situazioni che non corrispondevano a quanto richiesto dal Regolamento della Federazione di atletica leggera italiana.

L’intervento nel suo complesso ha quindi previsto il rifacimento della pista di atletica di Martellago partendo dal sottofondo, con adeguamento delle pedane. In dettaglio, è stato previsto l’allargamento interno della corsia dei 3.000 siepi per il rispetto delle geometrie di costruzione; l’allungamento della pedana del giavellotto la cui appendice è stata riportata alle quote altimetriche corrette; le pedane di salto in lungo/triplo ed asta poste parallelamente nell’area Nord dell’impianto sono state fisicamente unite in maniera da formare un’unica pedana di gara, questo per consentire di avere delle ulteriori zone pavimentate da utilizzare durante le fasi di preparazione e riscaldamento.
La pista consta di 6 corsie di larghezza 1,22 m interno, il suo raggio di curvatura alla corda è di 37,70 m, che sommato ai rettilinei di lunghezza 80,62 m, fornisce la lunghezza totale di 398,12 m sul cordolo interno; misurata a 30 cm dal cordolo, come da norma FIDAL, questa determina una lunghezza totale di 400,00 m.
Il fondo in asfalto presentava una classica finitura “anni ‘80” in rub-tan, ormai consumata dall’usura e dal tempo, che si è assottigliata sempre di più, tanto da essere ora pari a pochi mm; ovviamente tale situazione non consentiva lo svolgimento di attività sportiva agonistica; inoltre, come sopra evidenziato, non era considerabile a norma la gabbia del martello, le geometrie della corsia dei 3.000 siepi non rispondevano a quanto previsto ed anche la pedana del giavellotto non era posizionata correttamente, in quanto ancora con proiezione orizzontale parallela al lato maggiore del campo da calcio, non garantendo la necessaria sicurezza di lancio sull’out destro.
L’intervento, pertanto, oltre alla rimozione della pavimentazione (considerata dopo opportune analisi “rifiuto speciale dannoso”), è stato quello di riallineare il tappetino in asfalto esistente per poterlo utilizzare come base d’appoggio per il nuovo pacchetto.
Quanto alla tipologia di intervento, si è optato per una soluzione tipo “sandwich” costituita da un tappetino prefabbricato SBR di nuova generazione incollato al nuovo manto in asfalto, reso impermeabile da turapori e successiva finitura mediante colata di resina allo stato liquido e granulo EPDM colorato.

La posa del nuovo manto della pista di atletica di Martellago
Per poter livellare correttamente le pendenze e garantire il rispetto normativo, è stato realizzato in opera su tutto il perimetro esterno un cordolo in cls a forma trapezoidale, consentendo così un più facile raccordo del terreno esterno, un miglior drenaggio delle acque meteoriche e una distanza tra tappeto di gara e manto erboso sufficiente per effettuare correttamente taglio e diserbo; tale cordolo è collocato sul perimetro esterno della pista a ridosso dell’esistente cordonata, consentendo così di impostare le quote e le pendenze nel pieno rispetto dei parametri FIDAL.





Internamente invece la quota della cordonata interna in cls soggetta a taglio per ridurne la parte emergente è stata regolarizzata mediante la sovrapposizione di un profilo in acciaio 50×15 mm in grado di garantire il riallineamento delle pendenze; la stessa operazione, per uniformità, è stata fatta anche sulle pedane, laddove collegate fisicamente alla pista, ovvero alto/giavellotto e lungo / triplo.
Successivamente si è effettuata la stesura di un tappetino di finitura in asfalto da 3 cm il più possibile chiuso, opportunamente rullato, che garantisce un fondo omogeneo e compatto; tale stesura è di fatto “guidata” dal bordo esterno realizzato con la cordonata gettata in opera e dal bordo interno che sfrutta sia la parte finale dell’esistente cordonata che il tubolare di regolarizzazione di nuova posa.
Dopo aver atteso un corretto periodo per consentire all’asfalto di espellere e ripulirsi dell’emulsione superficiale, è stata posata la pavimentazione scelta, ovvero un manto omologato IAAF tipo sandwich.
Tale manto è composto da uno strato di gomma prefabbricata riciclata SBR realizzato in rotoli avente prestazioni costanti e uniformi. Il tappetino non necessita di alcun processo di impermeabilizzazione perché garantito già dalla produzione in fabbrica. Il rotolo è incollato al sottofondo bituminoso mediante adesivo poliuretanico bicomponente formulato in modo specifico. Lo strato superficiale finale è eseguito mediante stesura sul tappetino prefabbricato di un rivestimento continuo in poliuretano bicomponente resistente ai chiodi, applicato allo stato liquido con finitura superficiale mediante semina manuale di granuli di gomma EPDM colorata.
La particolarità di questa tipologia costruttiva sta nel fatto che il materassino prefabbricato garantisce una risposta elastica uniforme su tutta la superficie e lo strato superiore in granuli di EPDM conferisce all’atleta una sensazione di morbidezza e di comfort apprezzata sia nelle gare che negli allenamenti.
Per controllare lo sgranamento “fisiologico” del EPDM nei primi mesi di vita di questa soluzione costruttiva, è stata posata una canaletta perimetrale interna che unitamente alle canalette “a fessura” previste nelle pedane consente di creare un anello continuo; questo sistema di raccolta viene poi filtrato attraverso due ampi pozzetti in cls con funzione di decantazione e convogliato all’interno di ampi pozzi perdenti che ne garantiscono il drenaggio verticale profondo.
Questo sistema fa decantare l’acqua scaricata che uscirà pulita lasciando le micro-plastiche sul fondo del pozzetto evitando sversamenti e situazioni di contaminazione biologica.
Il quadro economico dava la possibilità di realizzare un impianto continuo di raccolta, ed essendo l’intervento in regime 2 di DNSH (trattandosi di finanziamento PNRR), si è preferita una soluzione che evitasse la dispersione delle microplastiche tipica dei primi mesi di vita delle finiture seminate e scongiurare il pericolo di inquinamento ambientale.
A conclusione dell’intervento di ripavimentazione alla pista di atletica di Martellago sono state realizzate la posa di attrezzature sportive per la zona salti e lanci, la segnatura della pista, la targhettatura esterna ed interna di riferimento, la posa di nuovo cordolo perimetrale interno in alluminio.

Gli altri interventi
Come detto sopra, è stato effettuato il ritracciamento della corsia d’ingresso ed uscita dall’ostacolo siepi onde ricalibrarla e darle le corrette geometrie richieste.
Le pedane di salto in lungo / triplo e con l’asta, che distavano soltanto 3,60 m, sono state unite realizzando un’area pavimentata ove potranno essere ospitate le gare e gli allenamenti, garantendo spazi “al pulito” agli atleti ed allargando di fatto l’area pavimentata calpestabile a tutto vantaggio delle attività e delle frequenze numerose.
La fossa di caduta della pedana del salto in lungo (esageratamente larga pari a 5,01m) è stata stretta per consentire l’inserimento di due desabbiatori (uno per lato) a maggior pulizia e gestione delle pedane. La nuova misura di larghezza della buca (3,89 m) consentirà l’attività agonistica degli ipovedenti.
L’appendice della pedana del giavellotto è stata allungata per consentire una lunghezza di rincorsa di almeno 30 m che è il massimo raggiungibile per le geometrie attuali e la vicinanza del campo da calcio.
Inoltre la segnaletica a terra che indica la pedana di rincorsa è piegata verso l’interno mediante una rotazione di 4°, in maniera da correggere l’inclinazione del cono di lancio rispetto al campo in erba e garantire uno spazio di caduta dell’attrezzo in assoluta sicurezza.
Le pedane dei lanci sono state riposizionate per una maggiore sicurezza, oltre a garantire la possibilità di gestire al meglio l’attività per disabili, che trova nel getto del peso una delle attività più seguite.
Martellago nel PNRR
Questo secondo stralcio del programma di adeguamento degli impianti e della pista di atletica di via Trento a Martellago ha potuto beneficiare dei fondi PNRR per un ammontare di 800.000 euro. L’intervento era infatti inserito nel progetto M5C2 – Investimento 2.2 – PIANI INTEGRATI, e in particolare nel Piano Integrato Urbano n. 31 della Città Metropolitana di Venezia denominato “PiùSprint”: lo stesso che comprendeva il noto progetto del “Bosco dello Sport”, poi stralciato dal PNRR, oltre a interventi sparsi in altri 27 Comuni.

Questa la descrizione riportata nella relazione descrittiva del Piano Integrato Urbano n. 31, dove Martellago beneficia di due distinti contributi:
iI primo progetto prevede il completo rifacimento della pista di atletica, ormai vetusta, obsoleta e ultimamente non più in grado di rispondere alle esigenze delle molteplici società sportive che ne chiedono l’utilizzo. La pista di atletica fa parte dell’impianto sportivo di Martellago, il quale attualmente è già interessato da un progetto di riqualificazione che concerne gli spogliatoi, e la sua posizione è strategica: oltre alla vicinanza ai plessi scolastici, con possibilità di usufruire dell’alternanza scuola-sport, la pista riveste un interesse sovracomunale, essendo collocata a confine del territorio comunale, a ridosso dei comuni di Venezia, Mogliano, Spinea, Mirano.
Il secondo intervento è destinato alla creazione di due poli di aggregazione: uno, localizzato a Maerne, finalizzato principalmente a iniziative di tipo sociale-culturale, sia puntuali (conferenze, corsi di formazione su specifici argomenti, eventi di carattere culturale), sia progettualità di durata costante nel tempo (attività dedicate ai cittadini per contrastare la solitudine e l’isolamento, iniziative di tipo ricreativo, laboratoriale, culturale, ginnastica dolce); l’altro, con sede a Martellago, dedicato a ospitare manifestazioni e spettacoli durante tutto l’anno grazie all’area verde di pertinenza ed agli spazi coperti, ovvero per promuovere giornate di incontri o manifestazioni legate allo sviluppo della creatività, della fantasia, della cultura o della musica.
La preziosa connessione già attiva fra le diverse realtà associative locali e la strategica collocazione geografica (vicinanza al centro cittadino, alle scuole e/o impianti sportivi) generano un sistema virtuoso per moltiplicare l’effetto che il singolo polo aggregativo può produrre in termini di servizi e di inclusione sociale. Si tratta di una preziosa opportunità per dotare il territorio di adeguati spazi oggi mancanti da dedicare alla realizzazione di attività di interesse trasversale.





