Grazie a Sport Missione Comune, lo sport guadagna una marcia in più, con le possibilità di credito agevolato concesse da ICSC per realizzare nuovi impianti o mettere a norma e ammodernare quelli già esistenti. Ne abbiamo parlato nel convegno del 13 maggio a Milano.
Sport Missione Comune, un convegno che ha parlato di sport per tutti

Nella doppia formula in presenza e in streaming e un’ampia partecipazione di pubblico in entrambe le modalità, si è concluso il Convegno Sport Missione Comune, dalle risorse ai risultati organizzato il 13 maggio da ICSC, Istituto per il Credito Sportivo e Culturale in collaborazione con noi di Sport&Impianti e il patrocinio di ANCI presso la nuova sede milanese di ICSC.
Nel convegno si è partiti proprio da Sport Missione Comune 2026, lo strumento messo a disposizione degli enti locali per realizzare interventi su impianti sportivi nuovi o già esistenti, con un plafond complessivo di 250 milioni di euro e la possibilità di accedere a mutui con tasso abbattuto.
È stato un momento cruciale di confronto tra istituzioni, tecnici, operatori e rappresentanti del mondo sportivo per comprendere come usare le risorse disponibili.
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Sport Missione Comune: territorio, risorse e pianificazione
Dopo l’introduzione di Alessandro Bolis, vice responsabile direzione commerciale e marketing e responsabile comunicazione per ICSC, è intervenuto Roberto Pella, vicepresidente ANCI e delegato allo sport, che ha definito Sport Missione Comune “uno strumento di continuità e pianificazione in linea con un percorso che negli anni è stato portato avanti, producendo risultati significativi: oltre 1miliardo e 700 milioni erogati da ICSC nei confronti dei Comuni“.
La possibilità di accedere ai mutui agevolati consente agli enti locali di liberare le risorse dalla programmazione corrente per continuare a investire nell’ammodernamento degli impianti comunali e migliorarne accessibilità e usabilità. Sport Missione Comune ha un ruolo importante specialmente per i piccoli Comuni con l’esaurirsi delle risorse PNRR e non si può dimenticare il valore intrinseco dello sport, che è sociale ed educativo e il suo rilevante ruolo nel contesto dell’abbattimento dei costi sanitari. “L’integrazione delle risorse e degli enti è fondamentale per lavorare insieme e non disperdere le risorse“, ha concluso Pella.

Della stessa opinione anche Ivan Tassi, coordinatore ANCI Giovani Lombardia, che ha ribadito l’importanza di questi strumenti specialmente nei Comuni più piccoli che grazie a queste risorse possono dare vita a nuovi impianti o ammodernare strutture obsolete. “Togliere i ragazzi dalla strada è un obiettivo comune che si può ottenere grazie a impianti e iniziative a loro dedicati, luoghi di aggregazione e un grande apporto per la salute: ci vuole coraggio e lungimiranza per pensare e proporre un’offerta nuova, adatta a tutti“.
Anche Kevin Bravi, coordinatore sport per Anci Emilia Romagna, ha rimarcato l’importanza sociale dello sport e degli impianti sportivi outdoor nel contrasto dell’abbandono sportivo in età adolescenziale, causato da diversi fattori – eccessiva pressione agonistica, aumentati costi per le famiglie, cambiamento degli interessi e la volontà di vivere lo sport in maniera più libera. “Gli impianti sportivi liberi e outdoor abbassano le barriere all’accesso e permettono di portare lo sport alla portata di tutti, nella quotidianità e intercettando nuovi stili di vita in contrasto alla sedentarietà. Viceversa, impianti sportivi obsoleti e scarsamente accessibili vanno attenzionati e rinnovati con l’impegno di renderli vivi, vivibili e utilizzabili da tutti“.
Lo sport outdoor crea aggregazione, presidio, rende le città vive e più sicure oltre a essere un motore importante del turismo sportivo.
Il convegno Sport Missione Comune ha ospitato anche un breve intervento in collegamento di Marco Riva, presidente di CONI Lombardia, che si è dichiarato d’accordo sulla necessità di rinnovare l’impiantistica sportiva lavorando in squadra per far crescere il movimento sportivo che impatta su tutta la società.
Gabriele Bressan vicepresidente vicario di ANCI Friuli Venezia Giulia ha focalizzato il suo intervento sullo sport territoriale, presidio sociale importante perché vicino alla comunità, ai quartieri, con una ricaduta inclusiva, aggregativa ed educativa. “Viviamo in un territorio ricco di impianti sportivi e di associazioni che li gestiscono: le priorità sono quelle di sostenere i piccoli comuni e di intervenire sull’efficienza energetica degli impianti con una riqualificazione programmata nel lungo termine, condivisa con chi le strutture poi le utilizza. In particolare in Friuli Venezia Giulia stiamo lavorando sull’utilizzo multifunzionale degli impianti da parte delle scuole e delle associazioni e sull’integrazione degli impianti nel territorio in modo da non lasciare zone sguarnite o impianti isolati“.
Sport Missione Comune: la tavola rotonda ANCI
La mattinata si è conclusa con una tavola rotonda tra i rappresentanti di ANCI Lombardia, Piemonte, Liguria e Veneto. Tutti concordi nel definire come cruciale il ruolo delle ANCI nel supportare e coordinare gli investimenti e la progettazione dei vari Comuni per dare vita a una rete di impianti che possano essere condivisi. Una progettazione, poi, che va ripensata per dare vita a strutture sportive che si rivolgano non solo ai giovanissimi ma a una popolazione più ampia: così gli impianti sportivi possono diventare motore di cambiamento sociale, fruiti tutti i giorni da diverse fasce di popolazione.
D’altra parte, l’art 33 della Costituzione, dal 2023 nell’ultimo comma ribadisce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva. Lo sport come diritto e dovere: investire nello sport permette di risparmiare sulla sanità e un piano regolatore dello sport deve guardare al territorio in modo non orizzontale ma “diffuso”, al di là dei confini di ogni Comune. Unire gli sforzi tra più municipalità darebbe maggiori risorse a tutti.
La progettazione deve essere inclusiva, come ha puntualizzato Dino Angelaccio del Ministero per le Disabilità: “l’accessibilità è una necessità e un’emergenza, definita dalle linee guide internazionali che riguardano eventi ed impianti sportivi: pochi di essi hanno piani di sicurezza inclusivi. Ma non va vista come vincolo, bensì come opportunità, in grado di mettere insieme estetica e funzionalità e di far vivere e incontrare le persone con diverse disabilità, non solo fisiche ma anche intellettive“.


Sport Missione Comune: numeri e impatto
Alessandro Bolis di ICSC ha concluso la mattinata con una panoramica specifica di Sport Missione Comune, opportunità che va incontro ai proprietari degli impianti sportivi – dei quali più del 70% è pubblico – valutando anche l’impatto sociale degli investimenti. Con questa misura, gli oneri finanziari vengono abbattuti per i mutui fino ai 10 anni e gli investimenti possono essere estendibili fino a 25 anni; le agevolazioni vengono calibrate in base alla dimensione degli enti con un ventaglio di interventi molto ampio tra nuove realizzazioni e ampliamenti o ristrutturazioni, messe a norma ed efficientamento. “Ma la parte più interessante di queste risorse è la possibilità di sfruttare sinergie con altri contributi come quelli regionali per far sì che gli Enti territoriali facciano squadra, in uno sviluppo armonico delle infrastrutture sul territorio. Con oltre 700 progetti finanziati tra il 2023 e il 2025, l’impatto finanziario è molto altro, con un effetto leva del 2X e un impatto sociale del 4X“.
Sport Missione Comune: fitness e sport outdoor, il presidio sul territorio
Il pomeriggio del convegno Sport Missione Comune si è aperto con l’intervento di Ezio Ferrari di AIS che ha dato una panoramica dell’azione di AIS a supporto delle Pubbliche Amministrazioni per trovare gestori di impianti sportivi con mentalità imprenditoriale, per la parte tecnica e finanziaria e con particolare attenzione all’accessibilità dello sport.
Alessandro Cavallucci di Technogym ha illustrato i progetti di fitness outdoor come leva turistica e di rigenerazione. Grazie a ICSC Technogym può interagire con la PA fornendo elementi duraturi nel tempo, senza costi di manutenzione, non impattanti sul paesaggio, senza barriere e fruibili per l’allenamento outdoor funzionale e calistenico. Ma si va ancora oltre, con dei progetti di ampio respiro – in grado di unire luoghi diversi come playground, isole e percorsi di allenamento.
La giornata formativa si è conclusa con la tavola rotonda sull’argomento “Progettare, finanziare, gestire: modelli operativi per impianti sostenibili”. Ne è emersa la necessità di avere una visione chiara a priori, perché un’occasione di finanziamento non diventi un semplice spunto per agire senza una progettualità sottostante. Mentre le grandi realtà possono accedere ai grandi progetti in PPP, i Comuni più piccoli non possono farlo e i finanziamenti di ICSC permettono anche a loro di sviluppare progettualità importanti, necessarie, dai playground ai parchi attrezzati alle palestre, anche riqualificando quanto esistente.
Marco Zanetel di CSI Milano ha aperto una finestra anche sugli impianti oratoriani e sulle associazioni di volontariato che sempre più devono avere una buona capacità di gestione e organizzazione: ci deve essere un cambiamento di mentalità, perché anche in queste realtà il gestore deve avere capacità imprenditoriale. Il concetto di ecosistema diventa fondamentale: l’integrazione è importante, con una visione strategica del mondo dello sport anche dilettantistico e non profit. Il mondo sociale può lavorare insieme al mondo “privato” per costruire sistemi che funzionano.
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