L’evento del 18 giugno a tema Grandi Stadi ha offerto una panoramica sullo stato dell’arte attuale delle arene sportive, con riflessioni e spunti per l’immediato futuro.
Convegno Grandi Stadi, presente e futuro delle grandi arene sportive

(Tutte le immagini: Tomaso/Sport&Impianti)
Non si è parlato “solo” di grandi stadi al convegno “Grandi Stadi oggi e domani” che abbiamo condiviso con Theatro a Verano Brianza (Mb) lo scorso 18 giugno: c’è stato spazio per un confronto nuovo, per il dibattito, per il networking e l’innovazione. Tutto al servizio degli Stadi, quelli che sempre più sono e saranno “hub” di aggregazione, sport, eventi e strumenti di rinnovamento urbano.
Tra presenza in sala e in streaming a questo evento formativo hanno partecipato circa 600 persone, che hanno ascoltato pensieri e approcci differenti, e posto domande sul futuro delle grandi arene sportive in Italia.

Per questo convegno abbiamo scelto la formula pomeridiana, iniziando alle 14 con una panoramica degli stadi italiani candidati a Euro 2032 – la competizione UEFA che si svolgerà tra giugno e luglio 2032 in più sedi, tra Italia e Turchia. Questa candidatura è stata lo spunto primario per pensare e organizzare il convegno e da qui sì è partiti per approfondire aspetti che riguardano finanziamenti, requisiti, tecnologie legati agli stadi.
La panoramica sugli stadi è stata illustrata dal direttore editoriale di Tsport, l’arch. Bruno Grillini, che ha tracciato i contorni dello stato attuale degli Stadi italiani che potrebbero ospitare Euro 2032: entro il mese di ottobre, la FIGC dovrà comunicare i 5 stadi scelti tra i 12 candidati. Con la considerazione che l’unico stadio già conforme ai requisiti UEFA è l’Allianz di Torino, tutti gli altri dovranno essere sottoposti a interventi di manutenzione più o meno importanti e invasivi. Una sfida tuttora aperta.
Donato Foresta, di 5IVE Sport Consulting ha approcciato la questione Grandi Stadi da un diverso punto di vista, quello della Legge Stadi nella “vecchia” e “nuova”versione con il D. Lgs 38/2021 che ha introdotto il concetto di Rigenerazione Urbana.
Un concetto fondamentale in quello che è il nuovo ruolo degli stadi, oggi e nel futuro: se devono diventare luoghi non solo di sport ma di aggregazione, attivi 7 giorni su 7 e aperti non solo ai tifosi, essi devono avere un impatto positivo sull’intero quartiere in cui risiedono.

Donato Foresta (5IVE Sports Consulting), arch. Bruno Grillini (Tsport/Sport&Impianti)
Con un accenno all’iter procedurale semplificato – e alle sue tempistiche, tra ideali e reali – e alla novità del 2026 che abolisce il diritto di prelazione, Foresta è riuscito a dare una panoramica ampia sulla questione dei Grandi Stadi. Insieme a lui sul palco, oltre a Bruno Grillini, c’era ing.Tobia Zordan di Bolina Ingegneria, che ha accompagnato il pubblico nell’affascinante viaggio della realizzazione delle grandi infrastrutture sportive, nel quale l’approccio BIM è un supporto fondamentale in ognuna delle tante fasi che portano al montaggio in opera. Esemplificativo il caso dello stadio Giardiniero di Lecce, che ospiterà le competizioni di Taranto 2026, con il suo interessante e unico anello di copertura, illustrato in tutte le fasi di lavorazione.

La tavola rotonda successiva è stata un interessante occasione di confronto sulla costruzione degli stadi e relative forniture, tra alcune aziende del settore: Daikin, Faraone, Mapei e Schüco.

arch. Carolina Zavanella (GAU Arena), arch. Luca Romagnoli (Archea Associati)

A conclusione dell’evento Grandi Stadi, la tavola rotonda delle 18 ha reso protagonisti quattro studi di progettazione di livello nazionale e internazionale, con l’ing. Silvia Prandelli di Populous, e gli architetti Giuseppe de Martino di Sportium, Carolina Zavanella di GAU Arena e Luca Romagnoli di Archea Associati.
Analizzando le necessità moderne dei grandi stadi, è emersa la necessità di avere una visione comune che parta da analisi puntuali dello stato di fatto, per comprendere come la costruzione, la gestione, l’impatto ambientale vadano affrontati con competenza e con lungimiranza, per realizzare grandi stadi sostenibili nel tempo, oltre che utili alla comunità , inclusivi e veri e propri motori di sviluppo economico.

L’evento si è chiuso con un aperitivo di ulteriore confronto e condivisione di visioni e prospettive, che ha visto la partecipazione della gran parte del pubblico in sala (quasi 200 persone): un momento che ha testimoniato la forza aggregativa di eventi di questo genere, specie se focalizzati su tematiche attuali e sulle quali c’è ancora molto da raccontare.
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