In un ciclo di cinque puntate, il tema dell’impianto sportivo in rapporto con la città e con il suo pubblico, analizzato attraverso il tennis, disciplina dalle dinamiche variabili nel tempo che appare oggi in gran forma.
Conversazione sul tennis – 3
Estremismo infrastrutturale vs. Integrazione urbana: il dualismo tra Bernabéu e Piazza del Popolo

Roma, piazza del Popolo per gli Internazionali di Tennis 2026 (foto Sport e Salute).
Quando l’adattabilità infrastrutturale viene forzata per ragioni di mero marketing promozionale, il rischio di un cortocircuito tecnico e urbanistico è altissimo. Il dualismo tra le recenti iniziative collaterali del Mutua Madrid Open e degli Internazionali BNL d’Italia evidenzia in modo emblematico la differenza tra un’estremizzazione fuori scala e un’integrazione urbana virtuosa.
Nel caso della capitale spagnola, l’operazione è nata da una sinergia tra la direzione del torneo (sotto l’egida di IMG) e il Real Madrid. Sfruttando la colossale riqualificazione dello stadio Santiago Bernabéu dotato oggi di un sistema ipogeo per la conservazione del prato calcistico che lascia a disposizione una vasta piastra polifunzionale è stato allestito un campo in terra battuta regolamentare al centro del catino da 80.000 posti. L’infrastruttura, destinata alle sessioni di allenamento dei top player per promuovere l’evento, si è tuttavia rivelata uno stunt promozionale più che un reale asset sportivo.
Le criticità sollevate dagli addetti ai lavori si sono concentrate su due fronti: in primo luogo l’evidente frizione logistica, che imponeva ai tennisti di attraversare il traffico cittadino per spostarsi dall’impianto ufficiale della Caja Mágica fino al Paseo de la Castellana; in secondo luogo, la grave alterazione delle condizioni di gioco. Il tennis richiede un’assoluta sensibilità ambientale. Allenarsi in una struttura mastodontica e semi-chiusa, con un’illuminazione asimmetrica e un microclima differente rispetto ai campi all’aperto, ha di fatto vanificato il valore performativo delle sessioni. Il campo è risultato visivamente eclissato dalle proporzioni dello stadio, dimostrando che l’inserimento di uno sport di situazione in un contenitore fuori scala produce un’inevitabile disconnessione funzionale.

Jannik Sinner al Foro Italico, maggio 2026 (foto ErreRoberto).
Diametralmente opposta è la strategia adottata a Roma. Grazie alla collaborazione strutturale tra la Federazione Italiana Tennis e Padel (FITP), Sport e Salute e l’Assessorato ai Grandi Eventi di Roma Capitale, è stato allestito un campo in terra rossa nel cuore pedonale e storico della città : Piazza del Popolo. Giunta nel 2026 alla sua terza edizione, l’iniziativa ha superato la natura di esperimento isolato per affermarsi come solido format urbano. A differenza dell’ambiente sterile e recintato di un mega-stadio, l’installazione romana sfrutta pavimentazioni modulari flottanti in grado di assorbire i carichi e preservare intatti i sanpietrini sottostanti, integrando l’infrastruttura sportiva con il patrimonio monumentale senza intaccarlo.
Inoltre, il campo romano non è relegato a semplice vetrina, ma è una struttura profondamente viva: ospita match ufficiali del tabellone di pre-qualificazione degli Internazionali, sessioni di allenamento a porte aperte dei grandi campioni e iniziative di base rivolte alle scuole tennis o a campagne di prevenzione sanitaria come Tennis & Friends. Questo approccio ribalta il concetto di esclusività tipico dei circoli storici. La polifunzionalità temporanea viene qui declinata come un potente strumento di partecipazione civica: il tennis esce dai suoi confini tradizionali per dialogare a stretto contatto con residenti e turisti. Si restituisce così vitalità alla piazza, dimostrando come un allestimento modulare, se governato da una chiara visione delle dinamiche cittadine, possa arricchire il tessuto urbano anziché soffocarlo.
Vai alle puntate precedenti:
1 – Il tennis fuori dal circolo: tra l’ossessione del mercato e il dialogo urbano
2 – Il caso Miami: la rinuncia all’arena perfetta e l’estremizzazione dell’Hard Rock Stadium
