Speciale Terme e Piscine – San Pellegrino Terme da ieri a domani

Città termale per eccellenza, San Pellegrino in val Brembana scommette su un rilancio che sarà in parte all’insegna dell’ospitalità di lusso.

Pubblicazione cartacea su: Tsport 369
Panorama di San Pellegrino Terme con l’Hotel al centro (foto Michelangeloop).

Un fondo di investimento californiano, uno studio architettonico di Milano e uno di design parigino, alcune catene alberghiere statunitensi e imprese edili bergamasche, oltre a un anno di ritardo sulla tabella di marcia: sono gli ingredienti del restyling del Grand Hotel di San Pellegrino Terme, nella bergamasca, chiuso dal 1979. 

Il progetto di rinnovamento è guidato dal 2024 alla EKN Development, società di investimento con sede a Newport Beach, in California, specializzata nell’hotellerie di lusso. Il Comune di San Pellegrino Terme le ha infatti dato in concessione l’edificio e il parco che lo circonda per 99 anni, con un canone d’affitto annuo di 10 milioni di euro. Il costo del restyling è stimato in 64 milioni di euro, di cui due a carico del Comune e tre di Regione Lombardia.  

Lo scorso autunno lo studio architettonico Lombardini22 si è aggiudicato il bando per lo studio di fattibilità della ristrutturazione del Grand Hotel. Consuetudine prevede che seguirà anche il progetto esecutivo, ma ancora è presto per saperlo e soprattutto non è automatico. 

Secondo alcune dichiarazioni dell’ad di EKN Development alla stampa locale, la progettazione del design interno del Grand Hotel sarà affidata a un importante studio di architettura di Parigi. Ancora più vaghe, invece, le informazioni sulla gestione della spa, che si troverà al piano interrato dell’albergo per sfruttare le sorgenti comunali e avrà scopi ludici ma anche curativi, e dell’albergo nel complesso: saranno forse affidate a gruppi e catene alberghiere statunitensi. 

Il Grand Hotel era stato inaugurato nel 1904 con funzione turistica e curativa, e poi chiuso nel 1979 per via degli alti costi per tenere in funzione l’enorme struttura: destino comune a molti degli stabilimenti e delle strutture termali in Italia. L’edificio è in stile Art Nouveau, con quattro piani di camere e uno di abbaini per più di 18mila m2. Ha una torre centrale con una cupola a sormontarla, e due ali ai lati. La facciata è stata restaurata con un intervento conservativo nel 2009, dal Comune. La posizione è decisamente scenografica, affacciata sul fiume Brembo e con le montagne alle spalle.  

Il restyling di EKN sarà all’insegna dell’ospitalità di lusso: 118 camere in stile Belle Époque, con un ristorante e una zona commerciale di alta fascia a piano terra. La spa sarà, come dicevamo, al piano interrato, mentre per il giardino sul retro della struttura, da 13mila m2, si parla di una piscina a sfioro.  

 

San Pellegrino 

Di impianti termali curativi, turistici e commerciali a San Pellegrino si parla dal 1899, quando venne fondata la Società Anonima delle Terme di San Pellegrino. Allora si era in una fase del termalismo in cui strutture e cura erano pensati per e destinati all’élite, alle famiglie regnanti e all’alta borghesia. Lo stabilimento termale venne inaugurato nel 1901, il Gran Hotel nel 1904 e il Casino nel 1907, tutti nello stile liberty in voga in quegli anni.  Negli anni successivi l’apertura della linea ferroviaria e l’arrivo del telefono resero San Pellegrino una delle destinazioni termali più importanti d’Europa. 

San Pellegrino ha poi vissuto gli alti e bassi del termalismo in Italia, dall’apertura alla classe media al passaggio al Sistema Sanitario Nazionale, per poi affrontare la crisi a partire dagli anni ‘80. 

L’impianto novecentesco è stato chiuso al pubblico nel 2006. Nel dicembre 2014 è stato invece inaugurato un nuovo stabilimento, ricavato dalla ristrutturazione degli hotel Terme e Milano, a poca distanza dalla vecchia struttura. Del recupero e della riqualificazione si era incaricata, a un costo di 25 milioni di euro, la Stilo Immobiliare Finanziaria, holding di proprietà di Antonio Percassi, presidente dell’Atalanta. La struttura da 6mila m2 poi è stata data in gestione a QC Terme, azienda leader del settore, che gestisce stabilimenti in tutto il Nord Italia (Bormio, Pré Sant Didier, Milano, tra gli altri). Tra le ipotesi, c’è anche quella che anche il “nuovo” Grand Hotel venga affidato a QC. 

Tra la holding di Percassi, Regione Lombardia e il Comune di San Pellegrino Terme era stato firmato nel 2007 un Accordo di Programma, che ha reso possibile sia la riqualificazione delle terme che quella dello storico Casinò di San Pellegrino, con un investimento complessivo di 212 milioni di euro, di cui 41 pubblici. Delle Terme la Stilo Immobiliare è proprietaria, mentre del Casinò gestore, dopo interventi di recupero e restauro. Oggi, però, l’edificio non ha funzioni di casinò: non ci sono roulette e croupier, ma spuntini e camerieri. L’edificio infatti è a supporto del vicino impianto termale, facendogli da hall e da sala buffet. Gli interni però sono rimasti quelli originali, e parte della struttura è visitabile. 

Sempre in base all’accordo di programma era stato abbattuto l’antico stabilimento dell’acqua San Pellegrino, che oggi è il parcheggio di pertinenza delle terme. L’accordo però prevedeva la possibilità di trasformare l’area a funzioni commerciali. 

Oggi San Pellegrino ha 4500 residenti, e le terme QC attirano ogni anno un gran numero di clienti, oltre a quelli che vengono ospitati nell’albergo, sempre di proprietà QC. 

Vai agli altri articoli dello Speciale Terme e Piscine: