Intervista a Massimo Ferrarese, Commissario Straordinario per Taranto 2026

Qual è stato il ruolo del Commissario Straordinario per gli impianti sportivi di Taranto 2026? Lo abbiamo chiesto a Massimo Ferrarese.

La vera meraviglia è vedere gli impianti sportivi già conclusi o in fase di conclusione, opere che sono sorte laddove solo un anno fa non c’era nulla, o c’erano aree degradate o abbandonate“, così ha esordito il Commissario Straordinario per i Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026, Massimo Ferrarese  durante il nostro incontro di qualche giorno fa, in occasione del sopralluogo ai cantieri da parte della redazione di Tsport e Sport&Impianti.

Nei due giorni trascorsi a Taranto ci siamo potuti rendere conto di persona dello stato dei lavori per gli impianti sportivi realizzati o riqualificati per questa manifestazione che prenderà il via tra circa un mese, dal 21 agosto in poi, a Taranto e in altre città pugliesi: tra lavori quasi conclusi e cantieri in corso (e in lotta contro il tempo!), non si può negare che i tempi di realizzazione sono stati davvero compressi, una tempistica eccezionale se pensiamo a quelle medie – molto più lunghe – spesso necessarie per realizzare grandi impianti sportivi in Italia.

L’impressione è, quindi, che la differenza l’abbia fatta proprio una figura come quella del Commissario. “Credo che sia necessario avere una figura che coordini, ma che in particolare sia esperta nel settore. La burocrazia è molto complessa e in qualche caso bisogna prendersi la giusta dose di rischio se si vuole arrivare all’obiettivo. Noi non avevamo margine di errore e scontavamo scadenze strette e rigide, ma siamo riusciti a raggiungere risultati ottimi anche e nonostante gli imprevisti, come 60 giorni di pioggia o il caldo eccezionale di questi mesi che ha costretto a rimodulare turni e operazioni“, ha puntualizzato Massimo Ferrarese (qui sotto nell’immagine, insieme al Coordinatore della Struttura Commissariale, ing. Silvio Scarcelli).

Un Commissario deve assumersi delle responsabilità senza bloccarsi davanti a situazioni incerte. Io sono un imprenditore e ho questa mentalità, il mio obiettivo era ottenere risultati certi. A luglio del 2024 eravamo pronti per indire le gare di progettazione, quando sono arrivati gli aumenti dei prezzi nel listino delle opere pubbliche che per noi sono risultati in 18 milioni in più rispetto al budget di partenza.

 

Non potevamo attendere che il Governo approvasse questa variazione, abbiamo perciò deciso di procedere con la progettazione, separando alcuni stralci: per esempio allo stadio Iacovone abbiamo separato la copertura della curva nord e altre opere, per poter rientrare nel budget. Abbiamo eseguito questi lavori in un secondo tempo, grazie ai ribassi d’asta. Inoltre, grazie ai risparmi ottenuti come struttura commissariale abbiamo potuto finanziare per milioni di euro altre opere e forniture“.

Al di là delle difficoltà di realizzazione e dei costi sostenuti, resta aperta la questione della legacy di questi impianti sportivi. Una prospettiva di non poca rilevanza, in una città come Taranto. Così conclude Massimo Ferrarese: “Non vogliamo assolutamente che questi impianti che abbiamo realizzato in così poco tempo e con tanti sforzi rimangano come cattedrali nel deserto. Non sarà semplice perché ci sono strutture molto costose da gestire, come per esempio lo Stadio del Nuoto. Non è solo una questione di trovare chi gestirà l’impianto affinché rimanga vivo nel tempo ma di dare una mano a chi si prenderà in carico la gestione, almeno per partire”. 

Da un lato c’è la questione della gestione imprenditoriale degli impianti e dall’altro la domanda di spazi per lo sport: ci si chiede se ci sia abbastanza “domanda” per l’utilizzo di questi impianti, nessuno dei quali è stato pensato per essere un impianto temporaneo. 

Credo che questi impianti, per grandezza, tecnologia e per livello non debbano solo essere pensati per i cittadini di Taranto ma per un’utenza più grande. Per esempio, la Federazione Italiana di Nuoto potrebbe fare dello Stadio del Nuoto un centro federale per il Meridione, visto che è assente. Il PalaRicciardi ospita l’unica pista di atletica indoor del Sud, che segue quelle di Ancona e Brescia e potrebbe diventare un centro federale con la pista da 400 metri collegata a quella di 200 metri. Ma non solo: essendo polivalente, il palazzetto può ospitare anche altre competizioni di discipline come scherma e pallavolo“.

I Giochi del Mediterraneo 2026 porteranno a Taranto e dintorni un notevole indotto. “L’ospitalità è garantita tra Taranto e i Paesi limitrofi, fino a 50 chilometri dalla città. Stiamo sistemando la viabilità e attrezzando la sede della Marina per la mensa dei migliaia di volontari attesi per l’evento“.

Prima di parlare con il Commissario Straordinario per i Giochi del Mediterraneo Massimo Ferrarese, durante il nostro sopralluogo a Taranto abbiamo visitato i più importanti impianti sportivi realizzati in città per l’evento dei Giochi del Mediterraneo. Il reportage della nostra visita è in questo articolo.

Dall’alto verso il basso e da sinistra a destra: Parco Urbano Salinella, pista di atletica al PalaRicciardi, Stadio del Nuoto, Tennis Magna Grecia e Stadio Iacovone.