Prix Versailles per lo sport (e altri premi)

Sono stati resi noti lo scorso 19 ottobre i finalisti dell’annuale premio per l’architettura assegnato, presso la sede dell’Unesco, nella categoria “Sports” a livello mondiale. Ma non mancano occasioni di ulteriori riconoscimenti per l’impiantistica sportiva e oltre.

L’Unipol Dome, già conosciuta come Arena di Santa Giulia, a Milano (foto BG/Tsport).

Quelli annunciati il 19 ottobre scorso sono i progetti che concorreranno alla assegnazione del Word Title del Prix Versailles, che spetta, ogni anno, a 24 realizzazioni, distribuite nelle categorie: Aeroporti, Campus, Stazioni, Impianti sportivi, Musei, Centri commerciali, Alberghi e Ristoranti.

Varato nel 2015, il Prix Versailles intende riconoscere qualità come l’innovazione, la creatività, il rispetto del patrimonio locale, l’efficienza ecologica e i valori di interazione sociale e partecipazione.

Per la categoria “Sports” sono stati selezionati 7 impianti di recente realizzazione, fra i quali la Unipol Dome di Milano, progettata da Arup e David Chipeprfield, che abbiamo conosciuto, prima della sponsorizzazione, come arena di Santa Giulia o anche PalaItalia.

Questo il prospetto ufficiale:

Pur non volendo entrare nel merito dei criteri di selezione, dobbiamo notare che la Unipol Dome, pur avendo ospitato l’hockey su ghiaccio durante le Olimpiadi invernali, è stata concepita come arena per concerti, e attualmente non viene adibita ad uso sportivo; e le sue caratteristiche sono difficilmente paragonabili con quelle degli altri impianti selezionati, che sono tutti dei veri e propri stadi.

 

Fra le altre categorie del Prix, tra 75 segnalazioni l’Italia compare solo nella categoria “Passenger Stations”, con due realizzazioni, obiettivamente suggestive, quali la stazione della metropolitana di Roma Colosseo e quella di Napoli Monte Sant’Angelo, realizzata questa dall’artista Anish Kapoor.

Tanti altri premi di architettura

I premi di architettura comunque non si lesinano. Ricordiamo, ad esempio, che il premio Archdaily-building-of-the-year per il 2026, nella categoria impianti sportivi, è stato assegnato allo stadio dell’Università Cattolica di Santiago del Cile, progettato da IDOM (ne abbiamo parlato qui).

 

Sempre a livello internazionale abbiamo il Pritzker Architecture Prize, nonché il The Plan Award – che non prevedono categorie specifiche per gli impianti sportivi – e molti altri.

Limitandoci all’Italia, ci sono annualmente i premi IN/Architettura, organizzati da IN/Arch, ANCE e Archilovers, il cui esito 2026 a livello nazionale è previsto per il 13 novembre prossimo, ma che ha avuto nell’arco dell’anno le edizioni regionali.

Ricordiamo ancora che il CNAPPC assegna i premi “Architetto/a italiano” e “Giovane Talento dell’architettura Italiana”, collegati alla Festa dell’Architetto, con premiazione il 16 dicembre.

Ritornando al nostro specifico settore, menzioniamo il Premio “I luoghi per lo sport”, un riconoscimento a cadenza biennale per progetti e realizzazioni basati su etica, innovazione e ricerca promosso dall’associazione Etica e Sport, IN/Arch Piemonte e Politecnico di Torino, cui Tsport/Sport&Impianti ha sempre dato supporto.

E non dimentichiamo che in occasione di FSB Forum Italy, l’11 novembre prossimo saranno presentati a Bergamo i vincitori del Premio Speciale FSB Forum Italy Sport&Play, una sezione del City’Scape Award 2026 svoltosi in settembre presso la Triennale di Milano: si tratta di progetti in massima parte pubblicati sulle pagine di Tsport negli ultimi anni.

Non solo sport

Negli stessi giorni dell’annuncio del Prix Versailles è stato assegnato a Barcellona il Premio Europeo dello Spazio Pubblico, a cura del CCCB (Centro di Cultura Contemporanea di Barcellona). Il vincitore è il progetto Zuidpark di Anversa, firmato da Tractebel, atelier adr e Georges Descombes, consistente nella radicale riqualificazione di uno spazio in precedenza occupato da un ampio parcheggio, a sua volta ricavato ricoprendo gli ottocenteschi bacini commerciali.  Tra i finalisti è presente anche il Parco della Pace di Vicenza, pubblicato anche sulle nostre testate.

 

Lo stesso progetto per Anversa fa anche parte della 13ma Biennale Internazionale del Paesaggio di Barcellona, a cura del COAC (Collegio degli Architetti di Catalogna) e dell’Università Politecnica di Catalogna, per la categoria “Rigenerazione”, sottocategoria “Parchi Urbani e Metropolitani”.

Torneremo su questa opera prossimamente nelle pagine di Tsport.