Il valore etico dell’ architettura sostenibile

Cari lettori,
in questa rubrica ho più volte trattato, descrivendoli nel dettaglio, gli esempi che costituiscono eccellenza assoluta in tema di edilizia sportiva e architettura sostenibile, realizzazioni che testimoniano quanto di meglio si possa concepire nella tecnica e nell’ingegno professionale per la realizzazione di un edificio performante.

Il senso di questa ricerca è quello di considerare l’attività di progettazione, realizzazione e messa a disposizione di un edificio sportivo come un elemento qualificante l’attività delle relazioni umane; una struttura in grado di garantire agli utilizzatori attuali ma anche alle generazioni future un patto di solidarietà che testimoni, meglio di qualunque altro luogo, la funzionalità nel pieno rispetto dell’ambiente in cui è inserito.

Sintetizzato in una parola, spesso usata anche con disinvoltura, questo senso può riassumersi con il concetto di “etico” in grado cioè di garantire affidabilità, comfort e prestazioni agli attuali fruitori non aggravando l’impronta ambientale odierna e soprattutto non facendo ricadere sulle generazioni future, con l’utilizzo di opportune e ben percepibili tecniche impiantistiche ed edilizie, le conseguenze dell’attività sportiva per alcuni ritenuta erroneamente voluttuaria.
Concepire, progettare, realizzare ed utilizzare correttamente le tecniche di edilizia sostenibile costituiscono attività umane che possiedono intrinsecamente un patto generazionale fondamentale: io realizzo una struttura che contiene chiari ed evidenti elementi di modernità e sensibilità ambientale perché tu, un giorno, possa ancora goderne efficacemente nel pieno rispetto dell’ambiente.
Sulla scorta di queste elementari enunciazioni concettuali desidero sottoporvi questi due esempi. Il primo intervento è il Sunny Gymnasium progettato da Tekhnê Architectes a Lione nel 2012.

Questa imponente struttura sportiva, con 45 m di lunghezza, 25 m di larghezza e 10 m di altezza, riesce armoniosamente ad integrarsi e coesistere con il tessuto urbano circostante formato principalmente da basse abitazioni. Il palazzo dello sport, infatti, si adagia al dislivello naturale del terreno, ottenendo così una percezione dell’altezza assoluta più contenuta rispetto alla realtà e lasciando libera la vista sull’ampio paesaggio collinare. Numerose sono le scelte edilizie ed impiantistiche in grado di caratterizzare l’originalità degli interventi: nell’intercapedine controterra tra l’edificio e la scarpata è stato creato uno spazio vuoto che funge da scambiatore termico stagionale in grado di veicolare l’aria trasportandola all’interno dell’edificio da una temperatura costante tutto l’anno tra i 12° e i 14°C. La copertura piana a giardino viene sostenuta da undici capriate in legno capovolte che forniscono al progetto una caratteristica naturale e dalla forma organica all’interno della semplice geometria della palestra. Sul lato sud invece si trova un’ampia parete vetrata dotata di “ripiani” orizzontali lignei. Essi sono stati posizionati in modo tale da regolare l’intensità della luce del sole in base alle stagioni. Alcuni moduli della parete vetrata, posti in posizione funzionale, risultano apribili meccanicamente consentendo di conseguenza di regolare la ventilazione naturale e la temperatura interna. La struttura dispone di un sistema di riscaldamento a pavimento a bassa temperatura fornito da una caldaia alimentata a combustibile naturale riciclabile.

L’edificio è degno di interesse perché risolve in maniera magistrale alcune criticità spaziali e di esposizione non solo non essendone sopraffatto ma anzi vedendone ingigantito, con l’ampio utilizzo del legno strutturale e decorativo, l’appeal naturale.
La seconda architettura presa in esame è il Multifunctional Swimming Pool Complex progettata da Slangen+Koenis Architects all’interno del cuore pulsante del Guesseltpark a Maastricht nel 2013. Lo studio di architettura citato è particolarmente noto nella realizzazione di impianti sportivi natatori e risultano in corso ulteriori esempi di complessi ancora più articolati e performanti.

Il parco collinare accoglie aree sportive ed aree verdi e diverse altre varie attività pubbliche. L’edificio, anch’esso parzialmente incassato nel terreno, ospita cinque piscine ma anche altri spazi sportivi quali ad esempio campi da calcio, da hockey e per il gioco delle bocce. Il calcestruzzo ed il legno sono i principali protagonisti di questa architettura. L’ampio utilizzo di elementi strutturali in legno, in particolare per quanto riguarda la copertura, presenta numerosi vantaggi funzionali ed estetici nella struttura: possibilità di creare ampie campate, costruzione e posa particolarmente rapida, elevati valori di isolamento e conferimento di un ambiente caldo e confortevole all’interno della piscina. La copertura risulta formata da particolari pannelli isolanti acustici prefabbricati in legno. Per quanto riguarda la facciata, invece, viene adottata una nuova maxipiastrella in ceramica dal design sofisticato e durevole concepita da un noto produttore olandese.

Il consumo di energia è ridotto al minimo grazie all’orientamento complessivo delle facciate principali ed all’uso ottimale della luce naturale ed alti valori di isolamento dei serramenti. Il complesso ha dimostrato di garantire in maniera certificata (metodo BREEAM) il concetto di emissioni zero, utilizzando solo la rete elettrica e rendendo superflua la connessione alla rete del gas. Un apporto energetico considerevole viene fornito dai pannelli solari, particolarmente utili per il riscaldamento dell’acqua delle piscine.