Milano – Il Parco della Torre alla Bicocca

Inaugurato nel settembre scorso, è uno dei nuovi parchi di Milano, inserito nel moderno quartiere, a cerniera tra Milano e Sesto San Giovanni, che ha preso ormai il posto delle storiche industrie milanesi oggi scomparse.

(tutte le foto sono di BG per sport&impianti)

Il progetto

Entrare nel nuovo Parco della Torre a fine autunno, con il verde giovane ed avviato alla quiescenza invernale non rende merito al valore paesaggistico dell’intervento, che possiamo vedere anticipato nei rendering di progetto.

Fatta la tara alla vegetazione che ancora deve crescere, gli ampi spazi per ora si contraddistinguono per le diverse funzioni che vi sono previste, con una modalità di compartimentazione degli utenti non originariamente voluta dai progettisti ma richiesta dal Comune, il quale ha tacciato le linee guida cui attenersi (l’opera è a scomputo oneri di urbanizzazione).

Ecco quindi l’area giochi per i bimbi; lo skatepark per i giovani un po’ scapestrati; il campo da basket per i giovani più seri; lo spazio per i cani e i loro maturi accompagnatori; le panchine per gli anziani…

Le ampie aree pavimentate (3.300 mq in aggregato Levocell), arricchite da aiuole e grafismi di superficie, sono pensate come “piazze dinamiche” in cui accogliere attività diverse, quali piccole fiere o mercati o eventi in genere, dialogando – anche funzionalmente – con il prospiciente Bicocca Village, evitando così di invadere le aree a prato o quelle specificamente attrezzate. L’accesso al centro commerciale è in effetti l’asse portante del disegno in pianta, e il ricorrere dei cerchi nel disegno della pavimentazione è già richiamato nei percorsi del centro pedonale (vedi la terza immagine qui sotto).

Le quinte

Il paesaggio percepito all’interno di un “vuoto urbano”, come la piazza o come questo rettangolo di verde attrezzato, è fortemente condizionato dalle architetture che lo circondano, e che sono del tutto indipendenti dalla volontà di chi ha progettato lo spazio. Almeno fino a quando la vegetazione non si imporrà con le folte chiome di alberi adulti, il parco, pur circondato sui quattro lati da nastri d’asfalto, sarà definito dalle facciate che vi prospettano, al di là delle quattro strade, nelle quattro direzioni.

Lato est

(1) Bicocca Village

È il fronte che più direttamente dialoga con il nuovo parco: infatti l’asse principale di attraversamento del parco conduce esplicitamente al portale di accesso alla galleria del centro commerciale e, da questo, al retrostante cinema multisala.

Il blocco del Bicocca Village è nato e si è sviluppato nell’arco di quasi vent’anni e il progetto porta, nelle successive fasi, diverse firme.

Il masterplan, su incarico diretto di Pirelli Re, firmato da Benedetto Camerana (collaboratori Cristina Franco, Daniele Suppo, Hermann Kohllöffel, Andrea Tonin) risale al 1997 mentre la costruzione degli 80.000 mq del centro multifunzione è stata eseguita tra il 2000 e il 2005.

Parallelamente, il centro commerciale (comprendente UCI Cinemas, Virgin Active Villaggio Fitness, Unieuro, Play City) per una superficie di 29.165 mq è allestito da SGR per il Fondo Olinda di Prelios.

Ma l’architettura che prospetta direttamente sul parco è in realtà il successivo ampliamento, su un’area di 13.000 mq in un primo tempo adibita a parcheggio, dove è stato realizzato, tra il 2008 e il 2011, il Bicocca Village Gate, su progetto architettonico coordinato da Lombardini 22, con LAB43, e progettazione strutturale di SCE project (responsabile di progetto Andrea Edoardo Spiazzoni). Nel 2016, L22 cura il restyling dell’intero Bicocca Village, compreso il concept delle facciate. L’organizzazione dei percorsi interni è predisposta già per “invitare” ad entrare nel parco, allora non ancora creato.

Lato sud

(2) Centro Ricerche

Su questo versante, delimitato da via Chiese, siamo al confine con l’area Pirelli. Il fondale del parco è infatti occupato da due edifici facenti parte del Progetto Bicocca.

Il primo di essi ospita il Centro Ricerche Pirelli di Gregotti Associati International (A. Cagnardi, V. Gregotti, M. Reginaldi, con C. Calligaris – Associato -, F. Ancillotti, G. Fuenmayor, C. Garretti, G. A. Giannoccari, L. Montalbano, C. Scortecci, C. Vedovello), completato nel 1999.

Gli elementi di maggiore caratterizzazione architettonica dell’edificio a facciata continua sono costituiti dal sottile coronamento conclusivo che, fortemente aggettante per proteggere i laboratori collocati al terzo piano, è al contempo funzionale al contenimento degli impianti tecnologici posizionati sulla copertura, e dallo smusso di due piani del volume in corrispondenza degli angoli, che consente una maggiore articolazione volumetrica.

(3) Sarca 226

Accanto al Centro ricerche, all’incrocio con viale Sarca, un edificio per uffici che sostituisce una preesistenza industriale (il vecchio fabbricato 143) di cui recupera il sedime, l’altezza e la volumetria. Progetto di Gregotti Associati International (A. Cagnardi, V. Gregotti, M. Reginaldi) con F. Battisti (responsabile del progetto), G.A. Giannoccari, A. Gerli, B. Medini, A. Motta Suares de Andrade, C. Pirola (Associato). Il volume, di quattro piani sul lato esterno, appartiene ad un programma di interventi edilizi che tendono a restituire un’immagine architettonica unitaria agli edifici esistenti e di progetto del comparto, in modo da rappresentare e identificare la corporate image del gruppo.

Lato ovest

(4) Chiese 72-74

Alle spalle della torre piezometrica, dal fondale del lato ovest emerge un altro edificio recentemente ristilizzato. Si tratta di un blocco per uffici delle Generali, su 15.000 mq di superficie, uno dei primi realizzati sull’isolato negli anni ‘80 e profondamente ristrutturato tra il 2016 e il 2018 da Park Associati (Design team: Filippo Pagliani, Michele Rossi, Alessandro Rossi – Project Leader -; Marinella Ferrari, Marco Siciliano, Lorenzo Merloni, Beatrice Gerli, Filippo Fagioli, Davide Pojaga, Marco Vitalini, Elena Ghetti, Alessia Serino, Fabio Calciati, Mario Frusca).

(5) Testi 280

Fra i due edifici che affacciano più direttamente su viale Sarca, si staglia il retro di un altro complesso edilizio, prospettante invece sul parallelo viale Fulvio testi, e quindi filtrato, in direzione di viale Sarca, da uno spazio verde. L’immobile, degli anni ’90, attualmente in corso di ristrutturazione (e del quale sono visibili solo i ponteggi) è di proprietà delle Generali e viene riqualificato oggi su progetto architettonico di Corrado Caruso e Iacopo Dellafontana.

(6) Sarca 235

Il fondale oltre viale Sarca, quasi in simmetria con il gate del Bicocca Village, è dominato dalla nuova sede della Philips, inaugurata nella primavera del 2018.

In realtà si tratta di un edificio realizzato nel 1992 dall’ingegner Vittore Ceretti, già rivestito in alucobond, che è stato aggiornato architettonicamente da Scandurra Studio Architettura; l’adattamento degli spazi per Philips è stato realizzato con un contratto di project management da Studio Matildi & Partners.

Lato nord

(7) Vivere Milano Bicocca

Ha assunto questo nome il progetto di intervento su questo ampio lotto, del quale il lato corto prospetta sul Parco della Torre, dettandone l’altro percorso pedonale, e il relativo cancello di entrata, in asse con l’accesso alle proprie corti interne arredate a loro volta a verde.

Il complesso è costituito da 7 torri alte 14 piani, piuttosto incombenti sul viale Sarca, che si propongono fortunatamente con maggior respiro quale sfondo del parco, grazie anche alla colorazione delle facciate.

A funzione residenziale, in parte convenzionata, con 44.000 mq di superficie, le torri sono state realizzate tra il 2009 e il 2014 dalla CMB (Cooperativa Muratori e Braccianti di Carpi), su progetto di Progeca srl (arch. Giorgio Montorfano).

La storia

Ma diamo conto del ruolo che questo piccolo (poco meno di due ettari) rettangolo, disegnato per il tempo libero, svolge all’interno del quartiere.

Stiamo parlando di un settore urbano in profonda trasformazione. “La riconversione delle aree occupate dagli stabilimenti Pirelli nella zona nord di Milano in un nuovo polo tecnologico e di ricerca inaugura la fase delle grandi dismissioni in territorio milanese che prenderà piede a partire dagli anni Novanta”, come si legge sul sito web dell’Ordine degli Architetti di Milano nella pagina dedicata al Progetto Bicocca, il grande concorso a inviti partito nel 1986, vinto in prima fase da Gabetti e Isola, Studio Gregotti, Gino Valle e successivamente realizzato su progetto di Gregotti Associati.

Risale al 1983 l’accordo iniziale tra le Industrie Pirelli e il Comune di Milano per lottizzare una parte delle aree occupate dagli stabilimenti. Da qui partirà poi il concorso che darà via alla trasformazione di tutta l’area Bicocca, incentrata sul nuovo polo universitario ma che vedrà anche l’insediarsi di funzioni terziarie e residenziali, nonché le sedi di importanti aziende e senza dimenticare il nuovo Teatro degli Arcimboldi.

La nascita del Progetto Bicocca

Qui sopra, stralci della planimetria tratta dal progetto di Gregotti Associati, e la copertina del catalogo della mostra “Progetto Bicocca” alla Triennale di Milano da giugno a settembre 1986.

 

“… Bicocca, quando fu eretto il primo capannone industriale nel 1908, era aperta campagna: per alcuni dirigenti fu costruita una casa nelle vicinanze per evitare il lungo e difficoltoso tragitto che li separava dal centro di Milano.

Oggi sta partendo il nuovo “Progetto bicocca”: bisogna riconoscere che in cento anni Milano è ben cambiata e che si appresta a cambiare ulteriormente, speriamo senza alcuni difetti che hanno accompagnato le fasi precedenti.

La creazione del nuovo “Polo tecnologico Integrato” che dovrà contribuire a porre la città all’avanguardia sia sotto il profilo urbanistico sia sotto quello economico, in linea con le analoghe esperienze avviate in questi anni negli Stati Uniti, in Francia e in Gran Bretagna, rappresenta senza dubbio una grande sfida alla capacità progettuale di tutti coloro che vi sono coinvolti.

Si tratta infatti di un progetto di notevole portata sia per le sue dimensioni – riguarda il futuro di un’area di oltre 400 mila metri quadrati – si apre l’impatto che la soluzione identificata avrà sul contesto urbano e regionale.

La decisione di invitare venti architetti e urbanisti di tutto il mondo ad elaborare idee progettuali per questo nuovo assetto dell’area della Bicocca va certamente oltre il fatto tecnico o d’immagine: riflette la coscienza di voler gestire un tale problema con la maggiore obiettività raccogliendo le forze più valide.”

(Leopoldo Pirelli, dall’introduzione al volume “Progetto Bicocca”, Electa 1986)

L’area di cui ci occupiamo è però esterna al piano Pirelli-Bicocca. Siamo infatti sui terreni della Breda, l’altra storica realtà industriale, le cui installazioni si prolungavano dai confini di Milano al limitrofo territorio di Sesto San Giovanni. Una parte delle aree Breda, nel Comune di Sesto, è diventata un Parco Archeologico Industriale, dominato dal Carroponte, struttura sede di concerti ed installazioni artistiche; nella parte milanese, è stato recuperato invece l’Hangar Bicocca, riconvertito da capannone industriale a sede di gallerie espositive.

Qui sopra, alcune foto storiche delle aree Pirelli e Breda, con la traccia in rosso dell’attuale Parco della Torre; nella terza immagine, l’area della Breda in una ripresa aerea del 28 agosto 1962, in direzione di Sesto San Giovanni (Foto Cera). Stampa 24×30 conservata presso l’Istituto per la storia dell’età contemporanea di Sesto San Giovanni, fondo Sezione fotografica dell’Archivio Storico Breda. La risorsa è visitabile a questo link.

Affianco all’Hangar Bicocca, nei primi anni 2000 sorge un cinema multisala che, successivamente, si amplierà in centro commerciale (Bicocca Village): ed è di fronte a quest’ultimo centro di aggregazione popolare che i due ettari, rimasti incolti e deserti per qualche decennio, sono stati trasformati in parco, completando l’ultimo tassello urbanistico del quartiere.

Qui sotto, la sequenza della trasformazione dell’area negli ultimi 18 anni, attraverso le immagini zenitali di GoogleEarth.

Resta da dire della torre piezometrica che funge da icona del luogo e che resta ultimo testimone del novecento industriale: unitamente al piccolo edificio sottostante, fu realizzata nel 1913 dalla Società Italiana Ernesto Breda a imitazione delle forme romaniche della Bicocca degli Arcimboldi, un villino nobiliare quattrocentesco non distante da qui, che ha dato nome al quartiere, all’Università e al Teatro. Nel 2003, restaurata, la Torre è stata concessa in uso all’Università, della quale svetta oggi il logo nel fregio sommitale.

Il verde

Con una cerimonia simbolica, il primo albero è stato collocato a dimora il 13 marzo scorso.

La distribuzione delle specie arboree alternata con erbacee e aromatiche è stata studiata con il preciso intento di dare una caratterizzazione alle diverse zone del parco, a cominciare dal marciapiede esterno su viale Sarca, dove il passante percepisce la presenza del polmone verde attraverso le aiuole alberate che andranno a mimetizzare la cancellata.

Macchie più fitte di alberi e arbusti delimitano, avvolgendole, le aree specializzate per i giochi infantili e, all’angolo opposto, per i cani: l’effetto sarà tangibile negli anni, quando la vegetazione sarà adeguatamente cresciuta.

Gli elementi arborei a carattere prettamente ornamentale caratterizzano i percorsi pedonali centrali, con le magnolie e i prunus dai fiori rosa in primavera (come illustrato dal render in basso).

Un bagolaro di circa 60 anni di età, già esistente in corrispondenza dell’uscita laterale su via Chiese, destinato inizialmente ad essere abbattuto (infatti non compare nelle planimetrie), è stato invece salvato e delimitato da una nuova aiuola con cordolo in pietra.

Le aiuole infine sono progettate con un mix di piante aromatiche e da fiore in grado di dare colore e profumi in ogni stagione.

Sopra, nella terza immagine è visibile il vecchio bagolaro che è stato salvato dal taglio che era previsto in progetto, trovandosi in corrispondenza dell’ingresso ovest.

Particolare attenzione è stata prestata in fase esecutiva nell’adeguamento del sistema drenante alle recenti norme sull’invarianza idraulica, con un sistema di trincee drenanti interrate in grado di smaltire le acque meteoriche eventualmente in eccesso tramite troppo pieni allacciati ai pozzetti stradali.

L’impianto di irrigazione è ad anello gocciolante per glia alberi, ala gocciolante per gli arbusti, irrigatori per le aree a prato, con 6 vasche di accumulo prefabbricate e un locale tecnico pompe interrato.

La scelta delle piante, concordata con il Comune di Milano, è stata orientata anche alla facilità di manutenzione e alla disponibilità delle eventuali sostituzioni necessarie nel corso degli anni.

Gli alberi piantati – prelevati dai vivai pistoiesi – ammontano a 175, mentre sono stati collocati a dimora circa 6.000 arbusti e 5.000 piante erbacee per le aiuole.

Il tappeto erboso, infine, copre 8.700 metri quadrati sui 19.500 dell’intero perimetro. Di seguito, l’abaco delle specie utilizzate.

Lo skatepark

L’area destinata allo skate è stata disegnata, come tutti gli skatepark, con l’aiuto di esperti di questo sport; risulta ad oggi la più completa nell’area di Milano, con un’articolata area street e un catino a trifoglio profondo 2,70 metri.

Le sezioni di dettaglio mostrano le modalità costruttive degli elementi in cemento quarzato che devono essere perfettamente lisciati a mano e non presentare discontinuità in corrispondenza dei giunti, riempiti con materiale elastico.

Nell’abaco, la lista delle strutture di gioco collocate nel perimetro dello skatepark: i numeri corrispondono ai riferimenti nella pianta sopra riportata. Nella galleria che segue, dettagli di alcune strutture dello skatepark.

Il parco giochi

L’area destinata ai giochi dei bambini fino a 12 anni è disegnata in pianta con una serie di 7 anelli colorati concatenati fra loro, ognuno dei quali corredato da un gioco.

Gli anelli sono realizzati con pavimentazione antitrauma in gomma, il cui spessore è calcolato in funzione dell’altezza massima di caduta prevista per ciascun gioco. Questa è realizzata con la stesura, sopra il massetto di fondo in calcestruzzo, di un impasto di granuli in gomma nera riciclata, diametro 6-12 mm, in spessore variabile; sopra di questa, viene steso un getto con granuli di gomma colorata, 100% EPDM, nei colori RAL previsti da progetto.

La pavimentazione esterna ai cerchi anticaduta è in vece realizzata con cemento architettonico con ghiaia a vista, granulato botticino, in pezzatura da 12-16 mm.

I giochi sono prevalentemente con struttura in acciaio e legno, con sedili in plastica e corde o reti colorate. Nell’abaco, le caratteristiche delle singole installazioni.

Il campo da basket

Realizzato secondo gli standard dimensionali del basket (area di gioco 15×28), il campo occupa una superficie recintata di 720 mq, ed è pavimentato con un sottofondo in asfalto ricoperto con manto sintetico sportivo.

 

L’area cani

L’area dedicata al libero sgambamento dei cani, collocata in prossimità dell’ingresso su viale Sarca sotto la torre piezometrica, ha una superficie di circa 1.500 mq ed è dotata di una sabbiera con pali in legno e panchine per gli accompagnatori.