La parola ai gestori dello sport: riaperture e Green Pass

Dopo l’intervista pubblicata nel mese di aprile 2021 ai gestori sportivi, riprendiamo con loro il discorso sulle criticità del settore sportivo, affrontandolo ora che ci sono state le riaperture e ci si avvia verso una nuova normalità, tra incertezze e restrizioni, all’alba del Green Pass.

Milano, Get Fit Village.

Quali sono le aspettative e quale il sentiment degli attori del settore sportivo? Come stanno vivendo questo periodo complicato? Cosa hanno sperimentato in questi mesi di riaperture e cosa prevedono per la prossima stagione? Lo abbiamo chiesto direttamente ad alcuni gestori del settore sport; con alcuni di loro avevamo riflettuto già qualche mese fa.

La parola ai gestori dello sport: il settore delle palestre

Livio Leardi, architetto e gestore dei centri Get Fit di Milano, è fiducioso. “Al momento della riapertura la risposta dei nostri soci è stata particolarmente positiva. L’essere costretti ad una maggiore sedentarietà ha fatto sì che molti milanesi sentissero la necessità di ritrovare del tempo per sé, per il proprio benessere fisico e mentale. Questo è stato possibile farlo nei nostri Club grazie agli elevati standard di sicurezza che abbiamo garantito fin da subito. Per esempio, abbiamo installato in tutti i nostri club dei nuovi dispositivi certificati che consentono di purificare l’aria e sanificare l’ambiente contro il 99% dei virus e dei batteri”.

Durante la pandemia si è molto parlato dell’importanza della pratica sportiva per la salute, e tutto il settore si è battuto con forza per la ripresa delle attività prima possibile.

Sì, e noi crediamo molto al rapporto simbiotico tra salute e attività fisica. Riteniamo, infatti, che il movimento sia l’alleato più potente del nostro sistema immunitario, un vero e proprio farmaco naturale. A questo proposito abbiamo lanciato da poco il progetto Gym Therapy, nato dalla collaborazione con il gruppo ospedaliero MultiMedica. Grazie a questo progetto, che prevede attività e allenamenti studiati in base alle esigenze del paziente per la prevenzione e la terapia di particolari patologie, il mondo del fitness e quello dei gruppi ospedalieri si alleano, per la prima volta in Italia, all’insegna di un nuovo approccio al fitness che cura.”

La parola ai gestori dello sport: gli impianti natatori

Angelo Gnerre, socio e amministratore unico delle società sportive dilettantistiche Snef, Libertas Snef e Progetto Nuoto sud, conferma le perplessità che aveva espresso nella precedente intervista, quando parlava di una ripresa “complessa, per le difficoltà economiche in cui ci ritroviamo dopo questo lunghissimo periodo di chiusura”. 

D’altra parte il settore piscine è uno dei più compromessi e complicati da gestire, ora. “La ripresa è più lenta e complessa di quanto l’intero settore si aspettava”, afferma Gnerre, puntualizzando che permangono alcune limitazioni per i centri natatori che sembrano discriminatorie nei confronti di altri impianti. Per esempio, è richiesto il distanziamento di 7 mq negli impianti natatori, anche se “è dimostrato che il cloro inibisce la trasmissione del virus”, ma permane la possibilità di fare partite di rugby e calcio senza distanziamento in campo.

Complice il meteo molto incerto, inoltre, la reazione delle persone dopo la riapertura è stata molto tiepida: fatta eccezione per i week end con condizioni meteo favorevoli, in settimana “la presenza del pubblico in piscina è molto inferiore alle aspettative e mancano le grandi presenze di oratori e centri estivi che non hanno potuto frequentare gli impianti per le molte limitazioni esistenti”.

Nonostante il risultato di questi mesi sia abbastanza positivo rispetto allo stesso periodo del 2019, continuiamo a perdere circa il 40% di fatturato rispetto al periodo pre-Covid. Le piscine, come le palestre, soffrono una frequentazione discontinua e non a regime. È difficile pensare a come potrà essere la ripresa dopo l’estate, con la ripartenza dei corsi indoor e il Green Pass. Non sappiamo se le persone vorranno riprendere o cercheranno soluzioni alternative”.

Quel che è certo è che è mancato e manca tuttora un sistema unitario di rappresentanza capace di fare chiarezza nel settore. “Ancora oggi non si capisce come saranno gestiti gli ingressi nelle piscine che sono frequentate anche da bambini e ragazzi sotto i 12 anni e quindi non vaccinati”. Per concludere, il fattore economico e gli incentivi alla ripresa: “servono ristori importanti, proporzionali a perdite e fatturato altrimenti ci sarà una drastica riduzione degli attori che operano nel nostro settore”. 

Renato Baladelli, Presidente di Sport Center Parma Polisportiva, è cauto. “Le riaperture sono iniziate a rilento, del resto il periodo estivo è sempre in calo per quanto riguarda le attività delle palestre e delle piscine indoor. Per gli impianti natatori outdoor, abbiamo registrato una diminuzione dei ricavi del 20% rispetto al 2019. Per agevolare la ripresa presso il nostro centro sportivo abbiamo allestito una palestra all’aperto e una tensostruttura dedicata alla corsistica per un totale di 350 mq”. 

Questa pandemia sta forzatamente cambiando il modo di gestire gli impianti, almeno per quanto riguarda l’accessibilità, e le richieste dell’utenza. Dobbiamo essere maggiormente flessibili e adattarci velocemente alle esigenze del momento garantendo sempre la qualità del servizio e l’attenzione alla persona”.

Per quanto riguarda il Green Pass, “siamo favorevoli a qualsiasi strumento che ci consenta la continuità della nostra attività in sicurezza. Abbiamo solo qualche perplessità dal punto di vista gestionale: chi sarà deputato al controllo? Nel caso il controllo fosse rimandato a noi, sarebbe un ulteriore costo, visti gli orari prolungati di apertura, circa 16 ore al giorno, e il volume degli accessi che prima del lockdown si aggiravano intorno ai 70mila al mese”. 

Come puntualizzava più sopra Angelo Gnerre, rimane aperta la questione degli ingressi per tutti i giovani sportivi under 12: ancora non è chiaro come andranno gestiti. “Al momento ci sono davvero tanti dettagli da capire e valutare con attenzione. La stagione invernale è alle porte, vogliamo essere fiduciosi perché le persone hanno voglia di fare attività sportiva e rispetto allo scorso anno la vaccinazione dovrebbe garantire maggior serenità da parte di tutti nel frequentare i luoghi pubblici. Ma è certo che servirà almeno un altro anno per recuperare le perdite che arrivano anche al 75% del fatturato”.

La parola ai gestori dello sport: gli impianti outdoor

Giampietro Novara, gestore di diversi impianti sportivi tra Varese e Milano, tra cui diversi campi di padel, si esprime con positività. “Le aspettative oggi sono quelle di una ripresa importante e costante, che in parte si è già verificata. È evidente che la gente ha tantissima voglia di recuperare opportunità e tempo perso durante l’anno trascorso e ha voglia di fare, di aderire a iniziative, corsi e tornei”. 

Il Green Pass è una delle tante difficoltà che il settore deve affrontare. “Per gli impianti all’aperto l’impatto sarà relativo, visto che il Green Pass coinvolgerà solo le strutture di ristorazione e l’uso degli spazi comuni come spogliatoi e servizi”. Rimane ovvio che tutti, compresi i giovani over 12, dovranno vaccinarsi se vorranno frequentare palestre e impegnarsi in attività sportive come il nuoto o i corsi fitness.