Nel Porto Vecchio di Trieste sorgerà Aquamarina, un nuovo centro natatorio dedicato alla fisioterapia e riabilitazione per atleti e disabili.
Aquamarina, la piscina terapeutica nel porto di Trieste

É stato presentato in primavera il progetto di fattibilità tecnico-economica di Aquamarina, il centro natatorio terapeutico che sorgerà nel porto di Trieste, in un contesto urbano caratterizzato da una crescente riqualificazione, con la ristrutturazione del palazzo ex Meccanografico e della stazione, e il nuovo Parco del Mare.
Aquamarina sostituirà l’ex piscina e sarà mirata a cure riabilitative e per disabilità , oltre che terapie per atleti.

Il volume compatto e regolare si inserisce in continuità con il fronte del molo, “un progetto ecosostenibile e all’avanguardia, che risponde alle esigenze del territorio“, come ha dichiarato l’assessora alle Politiche del Patrimonio Immobiliare e dello Sport di Trieste, Elisa Lodi.
L’impegno economico per questa realizzazione è importante: 16 milioni di euro, di cui quasi 13 milioni sono fondi comunali, 1 milione proviene dalla Regione Friuli Venezia Giulia e 2 milioni dallo Stato.


Il progetto di Aquamarina a Trieste
Il centro natatorio si svilupperà su un basamento rialzato e sarà caratterizzato da ampie vetrate verso il porto, che mettono in relazione diretta la sala vasche con l’acqua e il paesaggio portuale. L’organizzazione interna integra funzioni natatorie e terapeutiche in un sistema unitario accessibile, al piano terra.
Quattro le vasche previste, tutte alimentate da acqua di mare e a diverse temperature:
- vasca talassoterapica da 25 metri
- vasca terapica per malattie neurodegenerative da 12 metri
- vasca riabilitativa da 5×11 metri
- percorso vascolare
Al piano rialzato sono ospitati gli spogliatoi mentre al primo piano ci saranno ambienti per ginnastica e fisioterapia e un punto ristoro panoramico aperto sul mare.
Grande attenzione alla sostenibilità e all’efficienza energetica grazie a impianto di illuminazione LED dimmerabile e fotovoltaico, isolamento termico ad alta efficienza, ventilazione meccanica e naturale, ottimizzazione della luce solare grazie a vetri selettivi, dispositivi fissi di protezione solare.
Il PFTE è stato presentato dallo studio bolognese TECO+.
La gara di appalto per la concessione, costruzione e gestione della piscina sarà pubblicata entro l’autunno.
L’avvio dei lavori potrebbe essere già tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027, con durata stimata in 2 anni.



