Intervista a Vittorio & Associati, studio di progettazione specializzato in impianti sportivi che ha festeggiato i suoi 30 anni di attività.
Vittorio & Associati: un viaggio lungo 30 anni

Il parco dello sport di Sacile (Pordenone)
Lo studio Vittorio & Associati, che vanta con noi di Tsport e Sporteimpianti un lungo rapporto di collaborazione, festeggia quest’anno i 30 anni di attività al servizio del settore pubblico e, nell’ultimo decennio, in particolare dell’impiantistica sportiva. Questo traguardo è stato l’occasione per ripercorrere la storia dello Studio e condividerne obiettivi e strategie con il socio amministratore, l’architetto Pietro Vittorio.
La scelta di virare sulla progettazione degli impianti sportivi risale a dieci anni fa: come siete arrivati a questa decisione?
Nella mia vita sono stato uno sportivo praticante, quasi agonista: è un mondo che mi appartiene, mi piace, è la mia zona di comfort. Da qui a scegliere di progettare in modo specifico gli impianti sportivi il passo è stato breve, lineare, semplice: facevo tesoro della già consolidata esperienza nel settore pubblico, puntando a un settore in espansione e a me molto caro. Della mia attività mi piace non solo la progettazione vera e propria ma anche la visita in cantiere. Mi piace tornare nei luoghi che ho frequentato da sportivo e mettere a disposizione la mia esperienza al servizio dello sport locale: una consulenza, un punto di vista esperto, una piccola sistemazione anche “pro bono” può dare un grosso aiuto alle piccole realtà. E sono queste piccole realtà a dare spessore al ruolo sociale che lo sport sta sempre più assumendo.


I progettisti di impianti sportivi non sono molti in Italia. Com’è il rapporto con i suoi colleghi?
È vero, siamo in pochi, per ora, a essere specializzati nella progettazione di impianti sportivi: non è un settore da approcciare in maniera improvvisata, ci vuole esperienza, attenzione ai dettagli, al contesto. Con grande consapevolezza, bisogna essere capaci di collaborare: vale la pena lavorare in team con chi è più esperto, non si può essere bravi in tutto. Io sono una persona collaborativa di natura, faccio volentieri squadra con i colleghi progettisti, con molti di loro ho un buon rapporto di confronto, condivisione della visione progettuale. Inoltre, ho scelto di circoscrivere il mio campo di attività alle zone dove vivo e lavoro: da una parte voglio essere vicino ai diversi cantieri in cui sono presente con i miei progetti, dall’altra cerco di non invadere il territorio di altri colleghi.
Vittorio & Associati ha un team di giovani professionisti: com’è il rapporto tra nuove e vecchie generazioni?
Amo lavorare con persone giovani: i professionisti del mio team apportano conoscenze informatiche ampie e una visione strategica molto diversa dalla mia. In tema BIM e 3D ho deciso di lasciare a loro la progettazione: è un modo di operare con il quale sono sostanzialmente più avvezzi di me.
Compensano con fantasia e modernità quello che a loro manca in esperienza. Ora che stiamo approcciando temi nuovi per noi e molto interessanti – sport destrutturato e parchi sportivi – insieme impostiamo le linee guida, poi confrontiamo le nostre visioni. Metto sul tavolo la mia esperienza, che diventa un punto di partenza ma non di arrivo: non è detto infatti che sviluppando l’idea di fondo non si cambi strada per migliorare il progetto, anzi spesso accade che ci si discosti dall’idea originaria.
Questo è il bello di avere più teste pensanti su un progetto. Il team di Vittorio & Associati lavora in maniera indipendente anche senza la mia presenza: ciò non toglie che sui progetti più complessi e importanti io ci sono, coordino e monitoro per dare loro il feedback che serve. È un gruppo coeso nel quale si collabora, ci si confronta e c’è rispetto reciproco. Facciamo anche team building: un paio di volte all’anno ci riuniamo tutti insieme, e troviamo nuovi spunti su cui lavorare, cercando di migliorarci sempre di più.


Operativo in tutto il Nord Italia, lo studio ha due sedi, ad Affi sul lago di Garda e a Udine. Come viene divisa l’attività?
Le due sedi fanno parte di un progetto di presenza e presidio sul territorio in cui operiamo. Per quanto mi riguarda, di base sono in ufficio ad Affi due giorni a settimana e negli altri tre giorni sono sul territorio di Udine e in visita ai cantieri che abbiamo sparsi tra Veneto e Friuli Venezia Giulia. Essere presenti sul territorio prevede che chi segue il progetto segua anche il cantiere: inizialmente i miei collaboratori vengono con me, poi sono autonomi anche in questo, e ci alterniamo nelle visite. Nei momenti più critici e importanti, quando serve un occhio più esperto, io cerco di essere presente. Non nascondo che andare a vedere dal vivo le opere che progetto mi piace molto, e che anche per la parte di progettazione spesso mi faccio ispirare da progetti esistenti sul territorio. Cerco di dividere il mio tempo tra la progettazione e la parte operativa sui cantieri, senza dimenticare la formazione: partecipo a eventi e convegni e se posso lo faccio insieme a qualcuno del team. Sono occasioni di crescita e di condivisione importanti.

