Il Centro Tecnico Federale di Coverciano: naturale, sintetico e misto nella “casa del calcio”

Un piccolo microcosmo nella pre-collina a est di Firenze, a poca distanza dallo Stadio Artemio Franchi, Coverciano è il luogo che celebra la storia della Nazionale e accoglie il presente e il futuro del calcio italiano.

Pubblicazione cartacea su: Tsport 344
(Tutte le foto sono di Antonio Cunazza).

La storia del Centro Tecnico Federale inizia con l’inaugurazione del 6 novembre 1958 per volere del marchese fiorentino Luigi Ridolfi Vay da Verrazzano, all’epoca vice presidente della FIGC e a cui oggi il centro stesso è intitolato. La sua collocazione in Toscana era stata pensata volutamente per abbracciare il Paese calcistico in tutto e per tutto, data la posizione mediana di Firenze sulla carta geografica. La struttura doveva essere il punto d’incontro del calcio italiano, il luogo di tutti i tifosi azzurri, e in effetti lo diventerà arrivando fino a oggi con 19 selezioni azzurre (maschili e femminili) che si radunano regolarmente qui per preparare i rispettivi impegni internazionali.

Nonostante alcune ipotesi di realizzare il centro ad Arezzo o a Montecatini, la scelta cadde sulla collina fiorentina del quartiere di Coverciano e i terreni furono acquistati nel 1952, con i lavori poi ultimati nel 1957. Il progetto venne firmato dagli architetti Francesco Tiezzi e Arnaldo degli Innocenti e, su precise indicazioni del marchese Ridolfi, restituì un centro polisportivo che doveva avere il calcio come fulcro ma non come singolo protagonista: originariamente, infatti, il complesso venne dotato anche di una piscina, di una pista d’atletica e di un’ampia palestra indoor, in quella che era un’idea di sviluppo virtuoso (e precursore dei tempi) che Ridolfi aveva immaginato dopo varie visite in giro per l’Europa per capire e conoscere l’attualità delle realtà estere.

Il Centro Tecnico oggi

Oggi, ovviamente, il Centro Tecnico è diventato “casa del calcio” italiano a tutti gli effetti e in quest’ottica le strutture sono di livello eccezionale: 5 campi da calcio, di cui 4 in dimensioni regolamentari per il calcio a 11 (e uno per 9v9 utilizzato a scopo didattico), si dispongono attorno alla palazzina principale e alla storica palestra coperta. Quest’ultima accoglie i visitatori al fondo dell’ampio viale d’ingresso ed è una struttura di grande impatto stilistico nella sua austera eleganza: soprannominato “il Palazzetto”, è un parallelepipedo che riprende interessanti stilemi del Neoliberty con linee verticali che segnano la grande vetrata frontale, addolcite poi dalla sequenza di archetti rovesciati nel profilo della copertura (il parquet interno, in legno, viene talvolta sfruttato come luogo di conferenze e corsi federali).

L’edificio principale del Centro è poi il corpo di fabbrica comprendente l’Aula Magna “G. Ferrari” (150 posti a sedere), l’hotel e il ristorante (con sala ristorazione e bar che affacciano direttamente sul campo 3) ed è punto di snodo da cui si sviluppano i vialetti che raggiungono i vari campi da gioco, che si susseguono secondo un orientamento in senso orario partendo da est.

Il campo 1 intitolato a Fabio Bresci (dimensioni 105×65 m) è dotato di una piccola tribuna scoperta da 425 posti, ed è stato inaugurato nella sua nuova veste nel 2018; il campo 2 subito adiacente, ed intitolato a Enzo Bearzot (stesse dimensioni), viene nobilitato invece da una bella tribuna coperta, con geometrie oblique che si intrecciano alla struttura squadrata di base e donano un interessante effetto di slancio generale. Sotto la tribuna sono collocati quattro spogliatoi squadre – di dimensioni maggiori – e quattro spogliatoi per istruttori o giudici di gara – di dimensioni minori – oltre a due magazzini, un’infermeria e un’ulteriore stanza dotata di simulatore Video Assistant Referee (VAR), utilizzata off-line dagli arbitri della Commissione Arbitri Nazionale per gli allenamenti. Il simulatore VAR del centro venne utilizzato anche per l’allenamento dei direttori di gara scelti per il campionato del mondo 2018.

Il campo 3, intitolato a Vittorio Pozzo (dimensioni 105×68 m), rappresenta il cuore del Centro, affacciato alla struttura ricettiva principale e circondato da una pista d’atletica in erba sintetica, è affiancato dagli spogliatoi della Nazionale maggiore che lo utilizza come suo campo principale d’allenamento.

Completano lo sviluppo degli spazi sportivi il campo 4 e il campo 5 (questo di dimensioni 68×44, del tipo “9 contro 9”), sul lato sud-ovest, a cui segue la piscina da 25 metri – con due campi da tennis laterali – ritornando a ridosso della palestra.

Un centro costantemente all’avanguardia

Il Centro Tecnico di Coverciano è però anche un luogo di sperimentazione tecnologica che garantisce un livello di grande avanguardia nel legame fra performance e nuovi materiali. In questo rientra per esempio la scelta di racchiudere fra i vari campi da gioco ogni tipo di erba attualmente disponibile, naturale, ibrida e sintetica.

Dal 2015 in poi a Coverciano si è scelto di variare le superfici dei campi d’allenamento per ottimizzare le sessioni di gioco e adeguarsi alla frequenza di utilizzo.

Il campo 1 è dotato di un manto in erba naturale rinforzata Football Green Live (produzione Sofisport), dove il manto in erba naturale viene rinforzato dalla presenza di un secondo manto artificiale che garantisce un utilizzo in ogni condizione meteo fino a 4 ore consecutive giornaliere.

Il campo 2 è invece dotato di un manto in erba sintetica del modello Bio Surface (sempre Sofisport), dove lo strato di erba artificiale (monofilo 100% in polietilene) contiene un intaso prestazionale naturale su un ulteriore strato di sabbia sottostante.

Il campo 3, cuore degli allenamenti della Nazionale maggiore, è in erba naturale ma la pista d’atletica che lo circonda è stata rinnovata con un manto di erba sintetica anch’essa Bio Surface, nel 2017, in concomitanza con la stessa soluzione adottata per il campo 5.

Il campo 4 è anch’esso in erba naturale (ultimo rifacimento nel 2017 a cura di Galardini Sport), ed è quello che per posizione e utilizzo garantisce generalmente la migliore continuità di prestazioni durante tutto l’anno; dalle misurazioni autunnali del 2020 (ultimi dati a disposizione della FIGC e gentilmente messi a nostra disposizione dall’ufficio stampa di Coverciano) è stato riscontrato un rotolamento a 5,70 metri e un rimbalzo a 0,82 metri.

Il sistema adottato per il manto del campo 4 prevede un substrato in sabbia silicea arricchito di bioattivatori e zeoliti su cui è seminato un manto erboso consociato con macroterme (certificate da ITGAP – Univeristy of Georgia) e microterme, per una maggior possibilità di fruizione della superficie. La capacità di drenaggio risulta di 300 mm/ora, e la superficie, con la giusta manutenzione, rimane fruibile per almeno 10/15 anni.

Per avere un termine ideale di confronto, nel 2018 gli allenamenti delle Nazionali azzurre (dall’Under 15 alla Nazionale Maggiore, selezioni sia maschili che femminili) sui campi di Coverciano sono stati 374, corrispondenti a un utilizzo del 16% del totale delle ore a disposizione in un calcolo che considera anche la manutenzione ordinaria (che pesa per il 22%). Nel 2021, anno segnato sia dalla pandemia che dalla preparazione per gli Europei di calcio (considerando che quando a Coverciano c’è la Nazionale maggiore, il Centro è a sua esclusiva disposizione) il totale di utilizzo dei 5 campi di Coverciano è stato di 536 volte: in questo caso, il campo 4 è stato quello maggiormente sfruttato (140 volte), insieme al campo 3, quello principale (calcato 109 volte).

La manutenzione

L’opera di manutenzione dell’erba naturale è affidata alla ditta Galardini Sport e per quanto concerne le tempistiche vengono effettuati circa 120 tagli di erba l’anno nei campi utilizzati dalla Nazionale maggiore (il 3 e il 4), da un minimo settimanale a due volte al giorno quando sono presenti gli Azzurri. Sono invece 80-90 circa i tagli in un anno del campo ibrido.

Vengono inoltre effettuati circa 12 interventi l’anno di concimazione a cessione controllata e altrettanti con biostimolanti e integratori fogliari.

Sono poi effettuati in media quattro interventi l’anno di difesa con distribuzione di funghi antagonisti e 2-3 interventi l’anno di trasemina, oltre a bucature e sabbiature a seconda delle esigenze del campo.