Modelli di integrazione scolastici

Gentili lettori,
in questo numero desidero esporvi due interessanti realizzazioni europee che hanno in comune l’inserimento di un nuovo polo sportivo nell’ambito di una preesistente attività scolastica.
La prima riguarda una mirabile palestra polivalente nel territorio di Seeheim a pochi chilometri da Darmstadt in Germania realizzato dallo studio di architettura tedesco Loewer e Partner Architekten, particolarmente specializzato nello sviluppo di tematiche scolastiche.
L’altro progetto che vorrei proporvi è situato in Danimarca ad Hellerup, quartiere dei sobborghi di Copenaghen, creato ad opera del geniale studio di progettazione BIG di Bjarke Ingels.

La palestra polivalente nel territorio di Seeheim dello studio Loewer e Partner Architekten. Quando fu lanciato il tema posto a base del concorso di progettazione, l’inserimento del nuovo impianto all’interno di una vasta area, l’aspetto ambientale rivestiva per la commissione giudicatrice una prerogativa assolutamente imprescindibile; la proposta vincitrice, aldilà di ulteriori aspetti impiantistici qualificanti di cui diremo, stupisce per il mirabile utilizzo del materiale ligneo strutturale espresso in ogni variante possibile ed armoniosamente inserito nel contesto naturale.
Il volume complessivo della struttura è stato realizzato parzialmente interrato in modo da limitare il più possibile l’inevitabile invadenza spaziale e salvaguardare pertanto la complessiva percezione del parco circostante che non risulta di conseguenza visivamente interrotta.
Ma l’aspetto più interessante è stato il lavoro di trasformazione spaziale e mitigazione dei volumi strutturali: infatti le caratteristiche dimensionali degli spazi sportivi e di servizio sono state trasfigurate da rigorosamente parallelepipedi a curvilinee grazie ad un portico quasi circolare sostenuto da pilastrini circolari in legno lamellare a loro volta inclinati di alcuni gradi rispetto alla verticale.
A coronamento del portico è stata posata una interessante fascia decorativa di colore neutro riproducente un contesto ambientale boschivo. Il risultato ottenuto è un edifico fortemente dialogante con il contesto esterno in grado di rispecchiarsi con le circostanti chiome verdi e restituire alle diverse angolazioni l’immagine di parti vegetali altrimenti non percepibili.
Internamente lo spazio sportivo è disegnato in modo molto essenziale, come è prerogativa dello studio Loewer e Partner Architekten, ma l’utilizzo dei materiali è quasi sempre di particolare pregio; lo stacco materico fra le travi strutturali in legno lamellare e l’utilizzo degli altri materiali garantisce una immediata percezione delle componenti naturali. Rimando l’approfondimento riguardante le caratteristiche specifiche degli impianti e la distribuzione funzionale ai lettori che avranno la pazienza di leggere gli articoli specifici citati in sitografia, richiamo ora in particolare l’attenzione riguardante gli aspetti di sostenibilità dell’edificio circa l’utilizzo di vetrate basso emissive ed il diffuso utilizzo di velette parasole. Ho notato un unico difetto funzionale: l’accesso alla sala sportiva può avvenire esclusivamente attraverso l’utilizzo di scale o di ascensori, non è presente infatti alcuna rampa che agevoli i diversamente abili.

Una volta completata, l’opera ha ottenuto l’importante riconoscimento del premio Iconic Awards 2016.
Ed ora il progetto a Hellerup, quartiere dei sobborghi di Copenaghen, creato ad opera del geniale studio di progettazione BIG di Bjarke Ingels. Anche in questo caso il tema riguardante il completamento funzionale dell’ambito sportivo dell’istituto scolastico è stato svolto con degli importanti contributi di originalità. Infatti il progetto unisce interventi riguardanti l’esterno e l’interno con un’unica matrice compositiva. A colpirci è sicuramente l’arditezza delle soluzioni plastiche volumetriche: una palestra ipogea dalle rigide e geometriche pareti in cemento armato ed un tetto ligneo flessuosamente modellato secondo gli ambiti di gioco, un campo di calcio terminante su una rampa inclinata ospitante palestre e servizi spogliatoi. Insomma, avanti con la fantasia magari non preoccupandosi troppo della funzionalità (mancanza di reti parapalloni dietro le porte, etc) ma sicuramente ottenendo un risultato architettonico di sicuro interesse in linea con le oggettive aspettative d’utilizzo degli studenti della scuola.
Gli interni conservano intatta la dicotomia fra masse volumiche fredde, il cemento armato, ed elementi caldi, le travi in legno, i rivestimenti lignei etc, e più di ogni cosa appare rimarchevole il rapporto mirabile fra gli ambienti interni e quelli esterni attraverso le ampie vetrate traslucide.
La palestra ipogea appare come l’elemento con maggiori caratteri di originalità: come l’esempio proposto in precedenza essa risulta parzialmente interrata a beneficio della stabilizzazione termica e l’originale copertura a carapace crea esternamente un singolare spazio di aggregazione con una pavimentazione in legno ossidato assolutamente dialogante con le coperture degli edifici esistenti. Numerosi sono gli elementi creati per il godimento specifico degli spazi esterni quali panchine curvilinee, originali illuminazioni, varchi d’accesso curvi, etc.
In generale la realizzazione riconcilia il frequentatore stabile od occasionale che viene indotto a percepire e considerare l’architettura davvero come la sublimazione applicata al benessere totale dell’uomo.

Sitografia:
http://www.loewer-partner.de/
http://www.iconic-architecture.com/
http://www.archdaily.com/769159/
http://www.big.dk/
http://www.archdaily.com/631264/