Il progetto del verde, che sia urbano o sportivo, diventa sempre più centrale nel cammino verso la Green City. Ne abbiamo parlato con Andreas Kipar di LAND.
Sport e verde guidano il cambiamento verso il benessere

Durante l’evento fieristico MyPlant & Garden abbiamo approfondito con Andreas Kipar, Co-Founder e CEO di LAND e presidente e fondatore di Green City Italia, il tema della natura e di come essa sia – e debba essere – il vero motore del cambiamento.
L’occasione è stato l’evento curato da Green City Italia “Un verde per il benessere: il cammino verso la Wellness City”: la natura rimessa al centro per salvare le città , lo sport e il movimento come parte integrante di questo percorso.
Un cambio di paradigma che risulta necessario, oggi, partendo dalle grandi città come Milano, che con il progetto “Milano Wellness City 2030” punta a diventare un modello di riferimento per le altre città .


Andreas Kipar – @LAND
Lo sport, il verde, la città vivibile diventano un unicum che ci chiede di essere protagonisti, non solo a Milano: il progetto del Parco dello Sport di Lugano – che abbiamo ampiamente illustrato in questo articolo – è un ottimo esempio di progettazione che mette la natura al centro. “Il progetto del Parco dello Sport al Maglio parte dal percorso del fiume Cassarata e dalla capacità di ospitare altre funzioni in compatibilità idraulica. L’impianto sportivo si adegua alle esigenze idrauliche: progettare in questo senso e con un inserimento paesaggistico moderato da queste esigenze ha portato una nuova forma, una nuova composizione“.
Il Parco dello Sport è prevalentemente verde, e tutte le sue funzioni sono nature-based, studiate per ospitare meno cemento possibile.”Questo è un po’ il senso della Wellness City: noi dobbiamo adeguarci a ciò che la natura ci propone, senza stravolgerla“.
La narrazione della natura di cui siamo parte integrante si connette al concetto di green city con il quale la città si mette al servizio della natura, che recupera il suo spazio: non è più quello che resta, ma è ciò che deve essere messo al centro della progettazione. “Esattamente. Per restare a Lugano, sappiamo che la municipalità ha cambiato il paradigma nel PAL, il Programma d’Agglomerato del Luganese, passando da un flusso che partiva dall’infrastruttura, portava all’inserimento e si concludeva con il paesaggio, a una struttura invertita che parte dal paesaggio e finisce con l’infrastruttura. Con risultati – e ricadute sulla vita di ciascuno- che sono realmente diversi“.
Parliamo di verde e progettazione del paesaggio nel convegno del 20 febbraio a MyPlant & Garden: info e iscrizioni qui.
