Tra maggio e giugno di quest’anno sono stati inaugurati i cinque “parchi d’affaccio” lungo il Tevere previsti in occasione del Giubileo. Uniti da una logica comune – la riappropriazione del rapporto con le sponde del fiume – i cinque parchi sono diversi tra loro per caratteristiche e funzionalità.
Speciale Outdoor: Roma – Il Tevere e i parchi d’affaccio

Uno scorcio del Tevere dal Parco d’Affaccio del Foro Italico (tutte le foto, salvo diversa indicazione, sono BG/Tsport).
Va detto innanzitutto che i cinque interventi giubilari rientrano in un disegno complessivo di pianificazione del corso urbano del fiume, inquadrato in un Masterplan denominato “Rigenerazione Tevere Urbano, infrastruttura d’acqua natura e cultura”.
Come riportato nella relazione generale, partendo dalla ricognizione e messa a sistema degli interventi in atto (Giubileo, PNRR, ecc.) e in programma da parte di tutti gli enti coinvolti (Roma Capitale, Regione Lazio, Autorità di Distretto, Soprintendenza Speciale, solo per citarne alcuni), il Masterplan individua aree e progetti strategici e prioritari da realizzare con risorse speciali e tramite una programmazione adeguata; individua una serie di soluzioni tipologiche e “prototipali” ripetibili in altri contesti lungo i fiumi romani; definisce le linee guida, materiali e soluzioni applicabili in diversi contesti lungo il fiume per garantire unitarietà cromatica, materica e di soluzioni che rendano riconoscibili gli interventi lungo il fiume come parte di un “Sistema” unitario; dà attuazione alle previsioni del Piano Stralcio di Bacino (PS5 Tevere).
Il Masterplan si compone di interventi sistemici di tipo lineare (connettivo) e di interventi in 20 aree strategiche, di cui 5 Giubilari. Per ciascuna di queste 20 aree sono indicate: le schede di pre-fattibilità e i prototipi progettuali; i costi parametrici per la loro realizzazione; le linee guida d’intervento con l’individuazione di un abaco di elementi di arredo e attrezzatura delle aree (pavimentazioni, delimitazioni, arredi ecc), un abaco di soluzioni NBS (Natural Based Solution) e un abaco di soluzioni per migliorare il drenaggio urbano e mitigare il microclima nelle aree contermini al fiume e a maggior vulnerabilità.


Gli studi di fattibilità tecnico-economica per i cinque parchi giubilari, redatti dai tecnici del Dipartimento di tutela Ambientale della Capitale, sono stati approvati dalla Giunta capitolina nel gennaio 2023. L’investimento complessivo di Roma Capitale su questi progetti è stato di 7,3 milioni di euro di fondi giubilari, suddivisi tra i vari parchi d’affaccio.
Vedremo più da vicino il più grande dei parchi, che è anche il primo scendendo da nord dopo la confluenza dell’Aniene con il Tevere. Seguiremo poi più sommariamente il corso del fiume fino a Ostia.
SCHEDA PROGETTO MASTERPLAN
Roma Capitale – Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica – Direzione Trasformazione Urbana
RIGENERAZIONE DEL TEVERE NEL TRATTO URBANO – INFRASTRUTTURA D’ACQUA, NATURA E CULTURA
Masterplan/Progetto Pubblico Unitario dell’intervento di rigenerazione del tratto di Tevere urbano
Progetto: arch. Maria Cristina Tullio con paesaggisti: Elisa Monteduro, Mattia Proietti Tocca
Consulenti: arch. Gianni Celestini , dott, agr. Simone Amantia Scuderi
Collaboratori: paesaggista Chiara Zanlorenzi, Marta Murru
1 – Parco d’affaccio Prati dell’Acqua Acetosa
(Le foto di questa sezione sono dei progettisti)
Il progetto di riqualificazione del tratto di Lungotevere, identificato tra gli interventi giubilari come opera 169, è tra quelli prioritari individuati nel Masterplan “Rigenerazione Tevere Urbano–Infrastruttura d’Acqua, Natura e Cultura”, che ha l’obiettivo di valorizzare l’asta fluviale come asse strutturante la città dal punto di vista ecologico-ambientale e paesaggistico.


Localizzato in prossimità della confluenza del Tevere con l’Aniene, tra via del Foro Italico, Ponte di Tor di Quinto e la ferrovia Roma-Civita Castellana, nell’area golenale in sinistra idrografica del Fiume Tevere, il nuovo parco riqualifica un’area di circa 8,6 ettari attraverso il recupero e valorizzazione della vegetazione esistente, nuove piantumazioni e la realizzazione di infrastrutture per la fruizione pubblica. Questa parte golenale del Tevere è di fatto il risultato di un abbandono pluriennale da parte della città in termini di programmi e interventi di trasformazione e controllo, condizione che ha da un lato permesso la conservazione degli habitat di sponda, ma dall’altro un uso improprio con interventi di sversamenti di rifiuti ed attività illecite che ne hanno reso necessario un intervento di bonifica. L’area infatti presenta aspetti di valore paesaggistico quanto mai rari nel tessuto della città: l’isolamento e la lontananza delle edificazioni ne fa un luogo particolare in cui il carattere naturale è predominante rispetto a quello antropico in cui la presenza del fiume, non stretto, confinato, da argini è il protagonista assoluto del paesaggio circostante.


La posizione di rilevanza strategica di un’area di così forte valore naturalistico va inoltre inquadrata in una visione più ampia, in quanto parte di un esteso corridoio ecologico connesso con il Monte Antenne, il Parco di Villa Ada, oltre che con gli impianti sportivi all’aperto dell’Acqua Acetosa del CONI. La posizione è strategica anche da un punto di vista infrastrutturale, sia per mezzi pubblici, sia privati, sia per la rete ciclopedonale esistente. La riqualificazione, bonifica e funzionalizzazione di questa parte di fiume, si inserisce all’interno di una visione sistemica della via dell’acqua che ha lo scopo di ridare al fiume quel ruolo di attore primario capace di innescare e organizzare la trasformazione e il consolidamento della forma urbana. Le azioni progettuali per il recupero ai fini naturalistici della vegetazione e la valorizzazione ai fini fruitivi di questa parte della sponda del Tevere, hanno visto:
• la rimozione degli elementi di degrado e il ripristino della permeabilità dei suoli a lungo compattati o interessati da discariche (i primi interventi hanno infatti portato alla rimozione di tonnellate di rifiuti di vario genere – oltre 3.952 tonnellate inerti, oltre 590 tonnellate indifferenziati, oltre 145 tonnellate ingombranti e metalli);
• interventi di bonifica vegetazionale e valorizzazione degli ambienti di sponda con la realizzazione di pedane belvedere, percorsi di affaccio diretto sul fiume;
• la realizzazione di differenti percorsi, pedonali e ciclabili per la fruizione dell’area;
• La riconnessione dell’area al sistema della mobilità urbana attraverso la riqualificazione ecologica (depaving) di un parcheggio esistente di ingresso e la realizzazione di una pista ciclabile a connettere due corridoi esistenti della rete cittadina.





Aperto al pubblico il 10 maggio scorso, ma non ancora attrezzato con tutte le stazioni previste, al termine dei lavori vedrà la messa a dimora di circa duemila arbusti e 100 alberi, di cui 45 sono già stati impiantati; nelle aree più compromesse è stata invece eseguita un’operazione di copertura con terra di riporto e successivamente sarà eseguito un intervento di idrosemina sulle superfici più difficili.
Attualmente sono state realizzate le cinque terrazze panoramiche caratterizzate dalle ampie pedane in legno che affacciano direttamente sul Tevere; postazioni in progetto sono: le “altalene del paesaggio”; il percorso vita lungo il percorso di affaccio; una stazione ginnico sportiva; un’area ludica; una cavea profilata a gradoni.
SCHEDA PROGETTO PARCO DELL’ACQUA ACETOSA
Società Giubileo 2025 – Roma Capitale, Dipartimento Tutela Ambientale (RUP arch. Eleonora Rogato)
Progetto: 1AX Srl (arch. Antoenllo Piccirillo, arch. Luca Piccirillo, arch. Maria A.Carboni) con arch. Paesaggista Diego Colonna
Direzione Lavori: arch. Antonello Piccirillo, coll. Arch. Paesaggista Diego Colonna, arch. Gaetano Campana.
2 – Parco d’affaccio Oasi di Ponte Milvio
Inaugurato il 10 giugno 2025, il nuovo parco si estende su un’area di 6,5 ettari nella sponda destra del Tevere, da Ponte Flaminio a Ponte Milvio.

La sponda è qui abbastanza ampia, e consente di far viaggiare un comodo percorso lineare con diramazioni all’interno del bosco igrofilo ad alto fusto, rigenerato e arricchito di nuovi arbusti e di nuove piante tappezzanti. Passerelle in legno conducono alle tre nuove aree di sosta distribuite lungo il percorso.
La prima parte da ponte Flaminio e consente una sosta sotto i pioppi e i salici; è connessa alla presenza di una vasca preesistente trasformata in giardino acquatico con piante igrofile proprie del Tevere.
La seconda, situata al centro del parco, si apre su una radura ed è un luogo particolarmente adatto ad attività didattiche e di gruppo.




La terza area di sosta coniuga la vocazione naturalistica del parco con quella storico-archeologica: è infatti visibile l’antico cippo terminale che segnava l’ampiezza dell’alveo del Tevere (52 a.C.), la cui valorizzazione si aggiunge a quella del muro in blocchi di tufo, che già affiorava tra la vegetazione e che è stato riportato completamente alla luce, dopo la rimozione di limo, detriti e rifiuti.
Nel corso dei lavori, è stata rinvenuta e riportata alla luce anche una parte degli antichi argini del Tevere in tufo, risalenti al I secolo a.C., un tratto dell’antica via Flaminia con il tradizionale basolato imperiale e un tratto di pavimentazione in sanpietrini del ‘900.
L’area del parco integra una porzione della ciclabile lungo il Tevere e, parallelamente, tra i due ponti è stato realizzato un percorso carrabile per l’accesso ai mezzi di soccorso e manutenzione.
3 – Parco d’affaccio del Foro Italico
Situato sulla riva destra de Tevere, tra Ponte Milvio e Ponte Duca d’Aosta, quello del Foro Italico è il parco d’affaccio a vocazione sportiva di Roma Capitale, sia per il contesto urbano che lo circonda, che comprende lo Stadio dei Marmi e lo Stadio Olimpico, sia per la vicinanza con la pista ciclopedonale di via Capoprati.
Inaugurato il 18 giugno, è l’ultimo dei cinque parchi giubilari. I lavori hanno visto la completa riqualificazione e valorizzazione dell’area su cui si estende per 1,6 ettari, riqualificazione che ha interessato anche gli argini del fiume.



Gli interventi hanno interessato le terrazze d’affaccio, che sono state completamente riqualificate, hanno previsto la realizzazione di una lunga piazza, destinata ad eventi pubblici e momenti di socialità. A valle della piazza sono stati installati alcuni attrezzi professionali per il Fitness. Sono inoltre state installate nuove sedute lineari, piante e un’illuminazione serale.
È stata infine ripristinata la sicurezza e la funzionalità della scalinata in travertino che conduce alla sponda e alla seconda banchina, emersa e valorizzata a seguito dei lavori.
4 – Parco d’affaccio Oasi Naturalistica Lungotevere delle Navi
Un’area di grande valore storico e naturalistico, ex Oasi WWF, racchiude, tra Ponte del Risorgimento e Ponte Matteotti, il primo parco d’affaccio inaugurato quest’anno.

Con un’estensione 1,6 ettari, il Parco è stato realizzato per valorizzare una parte del tratto urbano del Tevere, non occupato da impianti sportivi o strutture galleggianti.
A una quota intermedia tra il lungotevere e la riva del fiume è stato creato un camminamento interamente in legno, della lunghezza complessiva di 570 metri, che serpeggia tra le piante di alto fusto, allargandosi in slarghi e piazzole per 370 mq di superficie. La vegetazione è stata implementata, in particolare nel sottobosco, per ripristinare gli equilibri ecologici.





Le strutture sono in legno, per garantire il minimo impatto sulla flora e sulla fauna; occorre evidenziare però che i materiali altamente degradabili richiedono una costante manutenzione e una sorveglianza per prevenire atti di vandalismo. Un altro punto debole dell’intervento è la protezione a valle realizzata con una staccionata in legno e corda, che richiede la massima attenzione nei confronti dei bambini per il rischio di caduta.
L’area è stata dotata di illuminazione.
5 – Parco d’affaccio di Ostia Antica
Allontanandosi dalla città, poco prima della foce del Tevere si trova il quinto parco d’affaccio, adiacente agli scavi di Ostia Antica.

Qui è stato creato un percorso ciclopedonale ad anello, lungo 700 metri, arricchito di punti di sosta panoramici sull’ampia ansa del fiume, con panchine, aree picnic, gradoni, terrazze e un attracco per i battelli turistici
Per implementare l’aspetto naturalistico del parco sono stati messi a dimora oltre 300 nuovi alberi e più di 550 piante aromatiche e ornamentali (rose, alloro, lavanda, salvia e rosmarino), rimuovendo nel contempo le specie invasive. Particolare la preservazione di un piccolo bosco igrofilo di pioppi grigi.






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