Speciale Verde
Manutenzione dei campi di calcio

Il Consiglio di Lega della Serie A nel 2024 approvava un dettagliato Regolamento per la realizzazione e la manutenzione dei campi di calcio, valido per le tre annate calcistiche dal 2024 al 2027. Ne seguiamo le tracce per delineare il quadro di una ottimale manutenzione dei campi in erba naturale o rinforzata.

Pubblicazione cartacea su: Tsport 367
Bergamo, New Balance Arena (foto Michele Nastasi).

Riferimento: Comunicato ufficiale n. 248 del 21 maggio 2024 “REGOLAMENTO PER LA REALIZZAZIONE E IL MANTENIMENTO DI UN CAMPO DA CALCIO IN ERBA NATURALE O NATURALE RINFORZATA – Stagioni Sportive 2024/2025, 2025/2026 e 2026/2027” come approvato dal Consiglio di Lega del 24 aprile 2024.

L’intelligenza artificiale, a una rapida ricerca sulla manutenzione dei campi di calcio, ci risponde così:

La manutenzione dei campi da calcio, sia in erba naturale che artificiale, si basa su attività fondamentali come taglio, irrigazione, concimazione, arieggiatura e sfeltratura per garantire sicurezza, durata e prestazioni ottimali; l’erba naturale richiede interventi più specifici come carotatura, sabbiatura e risemina per migliorare drenaggio e densità, mentre l’artificiale necessita di pulizia, spazzolatura e controllo del riempimento, con necessità di intervento che variano in base all’intensità d’uso”.

Tsport e Sport&Impianti si sono occupate spesso della manutenzione dei manti in erba sportivi: fra le iniziative più interessanti ricordiamo il webinar del 17 aprile 2023, collegato con lo Speciale di Tsport 350 “Campi in erba e manutenzione”; ma anche gli interventi che abbiamo organizzato durante le ultime edizioni della fiera Myplant&Garden, come pure, nel corso del 2025, le rubriche su Tsport dell’agronomo Filippo La Franca.

In questa occasione vogliamo dare dei contorni più precisi al tema della manutenzione valendoci di quanto viene prescritto, nero su bianco, dalla Lega di Serie A per i campi al massimo livello.

Si tratta di prescrizioni che, per la corrente stagione calcistica, interessano 18 stadi: ma si intende che, con i passaggi da un serie all’altra nelle tre annate di validità del regolamento, le regole siano applicate a un numero maggiore di campi, e sono comunque buone pratiche per tutti gli impianti dotati di erba naturale o rinforzata.

La Lega Serie A

Ricordiamo che La Lega Nazionale Professionisti Serie A (o Lega Serie A) è “un’associazione privata non riconosciuta di cui fanno parte in forma privatistica le società affiliate alla FIGC che partecipano al Campionato di Serie A e che, a tal fine, si avvalgono delle prestazioni di calciatori professionisti” (art. 1 dello Statuto).

Lo stesso Statuto, all’art. 38, descrive ciò che riguarda i campi di gioco delle Società affiliate:

1. I campi di gioco delle Società Associate sui quali si svolgono le gare ufficiali devono essere conformi alle disposizioni del Regolamento di gioco, delle N.O.I.F., delle licenze nazionali FIGC, nonché alle disposizioni che seguono.

2. Presso la Lega Serie A è operante un organismo consultivo ed ispettivo nominata dal Consiglio, su proposta dell’Amministratore Delegato, composta da tecnici con specifici requisiti professionali in materia di edilizia civile e sportiva.

3. La Lega Serie A sottopone i campi di gioco a verifiche di primo impianto e periodiche tramite l’organismo di cui al punto precedente e rilascia apposito certificato di omologazione che le Società Associate dovranno tenere esposto nello spogliatoio del direttore di gara.

4. Le Società Associate devono comunicare ogni eventuale variazione intervenuta in epoca successiva alla data del certificato di omologazione.

5. Le Società Associate devono disputare tutte le partite interne del Campionato disputato dalla prima squadra sul campo di gioco indicato all’inizio del Campionato. Il Consiglio può autorizzare lo spostamento definitivo del campo di gioco indicato in conformità alle norme federali vigenti.

(…)

I Criteri Infrastrutturali

Ma non basta: ogni anno il Sistema Licenze Nazionali detta i “Criteri infrastrutturali” per ciascuna delle Serie. Fra questi, un punto è dedicato a “protezione e mantenimento in efficienza del terreno di gioco”:

“I terreni di gioco in erba naturale e naturale rinforzata/mista, ad eccezione di quelli ubicati nelle seguenti regioni: Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna, devono essere dotati di idonei sistemi di riscaldamento del prato o analoghi sistemi di protezione dal gelo (qualsivoglia sistema o apparato tecnologico funzionale all’innalzamento, anche momentaneo, della temperatura superficiale del terreno di gioco) che consentano di mantenere i terreni praticabili per tutta la durata della stagione sportiva.

Per le altre regioni occorrerà integrare il criterio geografico di ubicazione dell’impianto considerando altezza sul livello del mare e latitudine e longitudine.

La società si impegna – con separata dichiarazione – a conservare in efficienza il campo di gioco, ed in particolare a mantenere condizioni di uniforme inerbimento e complanarità del terreno, nonché efficace drenaggio per tutta la durata della stagione sportiva, autorizzando la Lega Nazionale Professionisti Serie A ad effettuare interventi in surroga, con riaddebito delle spese, qualora ritenuto necessario, con giudizio insindacabile da parte della Lega stessa.

Con la medesima dichiarazione, la società si impegna altresì in caso di precipitazioni nevose, a provvedere allo sgombero della neve fino all’orario di inizio della gara, anche in caso di variazione di orario e/o data della medesima, con il necessario utilizzo di idonei mezzi e sufficienti risorse umane.”

Come si vede, sono indicazioni di larga massima, alle quali la Lega Serie A intende fornire un approfondimento per la definizione della miglior tipologia costruttiva e realizzazione nonché gestione agronomico-sportiva dei campi in erba naturale o naturale rinforzata.

Uomini e macchine

Alla base di un programma di manutenzione si pongono innanzitutto le risorse umane: è necessario quindi un presidio minimo di due groundsmen, dotati della necessaria formazione, e auspicabilmente coordinati da un tecnico specializzato nella gestione dei campi professionistici.

Per quanto riguarda le macchine, la dotazione minima suggerita è indicata nella tabella seguente:

Il taglio dell’erba

Nel giorno della gara l’erba deve avere un’altezza di 22 mm. Nei giorni di riposo, in funzione della essenza erbacea e della stagione il taglio può variare di 5 mm in più o in meno (le macroterme sono tagliate più basse delle microterme). Subito dopo ogni gara è necessario operare un taglio erba con macchina rotativa al fine di raccogliere il materiale vegetale strappatosi durante il gioco.

Falciature regolari migliorano la densità del tappeto erboso e così facendo consentono adeguate presentazioni del campo nel giorno di gara, efficientando lo schema di taglio a bande trasversali che risulteranno maggiormente evidenti e con ciò mediaticamente più gradevoli.

Per far ciò, l’erba deve essere tagliata in linea retta, per tutta la larghezza del campo, perpendicolarmente alla linea laterale. Nessun’altra forma di taglio dell’erba (diagonale, cerchi, ecc.) è consentita. Il taglio deve essere eseguito in nove bande per ciascuna metà del campo. La preparazione della banda inizia dal lato sinistro del campo come visto dalla telecamera principale; le prime quattro fasce del campo, sia da un lato che dall’altro, devono essere sempre larghe esattamente 5,5 metri, mentre le rimanenti debbono essere di larghezza uniforme (nei campi lunghi 105 m queste bande saranno larghe 6,10 m). Per massimizzare la definizione e la chiarezza delle bande, il prato deve essere sempre tagliato secondo questo schema (usando tosaerba elicoidali) al più tardi a partire dal secondo giorno antecedente la partita e per tutti i successivi tagli prima della partita.

Nei tagli erba precedenti, è opportuno effettuare tagli anche in senso longitudinale, per garantirsi la resilienza ed il portamento eretto delle lamine fogliari.

L’irrigazione

Le esigenze idriche del prato non sono standardizzabili a priori perché dipendono dalle condizioni locali, dal tipo di prato, dall’areale meteo-climatico, dalle azioni manutentive, ecc. La pratica irrigua va adempiuta in stretta correlazione alla condizione di umidità del campo – che deve essere costantemente monitorata – sia per evitare sprechi ma anche per non eccedere ed ottenere effetti indesiderati quali asfissia, balck layer, marcescenze, alghe e funghi. Sono da evitare automatismi quotidiani che non tengano conto della variazione delle condizioni igrometriche.

Assunto generale è quello di dare l’acqua solo in misura necessaria e mai con automatismi quotidiani quali quelli facilmente e più comodamente assolvibili con le centraline automatiche impostate con turni irrigui che non tengano conto del variare delle condizioni.

La fertilizzazione

Anche per quanto riguarda la distribuzione dei fertilizzanti, è necessario che il groundsman monitori le condizioni del prato e quelle meteoclimatiche non limitandosi ad applicare un piano predisposto aprioristicamente a inizio stagione. Il piano nutrizionale stagionale (ed i suoi successivi emendamenti) dovrà comunque essere trasmesso ai competenti organi della Lega Serie A per la presa d’atto.

La distribuzione dei concimi granulare dovrà avvenire unicamente con carrellini pedestrian, in modo uniforme per evitare striature, bruciature o effetto chiaro/scuro. Tale uniformità è ottenibile applicando preferibilmente la quantità richiesta di fertilizzante con due passaggi incrociati sul campo, in modalità destrorsa (vedi immagine a lato).

A seconda dei prodotti distribuiti, può rendersi poi necessario annaffiare il campo subito dopo la concimazione per evitare bruciature. Va evitata l’applicazione dei fertilizzanti in prossimità del giorno di partita, poiché non si potrebbe ovviare in tempo ad eventuali errori di distribuzione che sarebbero rilevabili nelle riprese televisive.

La fertilizzazione liquida è sussidiaria e complementare a quella granulare, ed è utile per effetti più immediati, come il miglioramento del colore in occasione delle partite.

Trattamenti antiparassitari

È buona norma applicare, nella conduzione agronomica del prato, tutto quanto utile a prevenire l’insorgenza di fitopatie o infestazioni, al fine di evitare/contenere l’impiego di prodotti chimici la cui prescrizione, acquisto e distribuzione va verificata nei confronti della normativa vigente (che fa capo al PAN – piano di azione nazionale sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari di cui al D.Lgs. N. 150/2012 e s.m.i.).

L’uso di specie erbacee resistenti o meno attaccabili, l’adozione di pratiche agronomiche e manutentive che non favoriscano l’insorgenza delle condizioni favorevoli alle malattie costituiscono azioni di “lotta integrata”.

Fermo restando quanto sopra, tra i prodotti fitosanitari reperibili sul mercato professionale vanno assolutamente evitati tutti quelli che in etichetta non riportino quale uso consentito quello sui tappeti erbosi.

Areazione e controllo del feltro

Il piano manutentivo di uno stadio deve prevedere operazioni di bucatura, carotatura, scarifica e verticut, sia per conseguire la miglior salubrità e condizione vegetativa del prato, che per garantire una superficie di gioco ottimale.

L’areazione è essenziale per riconferire al cotico erboso ed alla sua rizosfera il necessario spazio d’accrescimento, eliminando il materiale organico ivi sedimentatosi ed eliminando il compattamento del terreno, cui consegue anche un netto miglioramento del drenaggio del campo. La frequenza e l’esigenza d’intervento è anche monitorabile tramite la misura periodica della durezza del terreno, attuabile con impattometro (Clegg Hammer).

Le scarifiche e i verticut, con l’eliminazione meccanica del feltro, consentono di “tenere pulito” il prato senza impoverirne la densità erbosa. La programmazione degli interventi può essere valutata attraverso il monitoraggio della “trazione del campo”, misurabile con il Turf-Tec Shear Strength Tester.

Le scarifiche e i tagli verticali del prato (verticut), sono da compiersi in corso di campionato con attrezzatura leggera, pedestrian o portata da trattrici di piccola dimensione, quando c’è tempo sufficiente per il recupero del prato prima della partita successiva.

Sabbiature

La distribuzione di sabbia sulla superficie dei campi di gioco può avere diversi scopi: riempire gli spazi aperti dai lavori di aerazione; diluire i residui delle sostanze minerali ed organiche che si accumulano sulla superficie del prato e nel feltro; coprire il seme in occasione di una semina/trasemina; migliorare la planarità della superficie di gioco; fornire una superficie di gioco più dura e compatta laddove necessario; migliorare il drenaggio.

Le quantità da impiegare sono determinate volta per volta a seconda dell’obiettivo da conseguire, dello stato del manto erboso (sua fittezza) e del tempo a disposizione prima della prossima gara, al fine di evitare che sul piano di gioco sia ancora presente un eccesso di sabbia, cosa che provocherebbe effetto splash, modificazione dei valori di rotolamento e rimbalzo della palla, poco gradimento da parte dei giocatori.

Semine, trasemine, rizollature, stolonizzazioni

Queste diverse operazioni colturali possono essere necessarie in presenza di specifiche condizioni.

Le trasemine consistono nella distribuzione di seme sul cotico erboso esistente quando, in corso di campionato, emergano esigenze di infittimento del prato; oppure quando il prato debba essere convertito stagionalmente da macro a microtermico.

Invece le semine vere e prorpie vengono effettuate a fine campionato su terreno nudo o profondamente scarificato.

Le stolonizzaizoni vengono oeprate su prati macrotermici per implementare il cotico già presente, ovvero per realizzarne uno ex novo su terreno nudo.

Le rizollature (scenario di emergenza per la pronta risoluzione di problemi di ineguatezza o impraticabilità del campo) sono eseguite impiegando prato a rotoli, di grandi dimensioni e peso, posizionate in campo da macchine posazolle di varie tipologie.

La Lega fa presente che il fatto che “prati rizollati sono meno performanti di prati seminati, e ciò sia in ordine alla qualità agronomica del manto erboso, che in termini della qualità del gioco. I prati seminati (se si ha il tempo per farli cioè attendere qualche mese/svariati mesi dopo la loro semina a seconda della stagione, tipo di erba seminata ecc.), attestano profili più omogenei, con migliore infiltrazione superficiale, maggior crescita radicale, con assenza di incompatibilità tra la rizosfera del tappeto erboso e il materiale della zona ad essa sottostante, il che può provocare scivolamento tra zolla e terreno (vieppiù assente in caso di impiego di zolle ibride con supporto, ovvero totalmente assente in caso di ibridazione delle stesse tramite cucitura)”.

Una costruzione del campo derivata da adeguata progettazione ed esecuzione e soprattutto la corretta manutenzione ordinaria e straordinaria di fine campionato, se regolarmente applicate alla superficie di gioco, sono però garanzia di una sua durata e mantenimento in efficienza nel tempo.

Il “Most Valuable Field”

Per finire, ricordiamo che a partire dalla stagione 2021-22 è stato istituito il premio “Most Valubale Field”, che viene attribuito al miglior terreno di gioco tra tutti quelli utilizzati durante la stagione dalle squadre iscritte al campionato.

i terreni di gioco vengono giudicati in base alla resa tecnica, estetica e prestazionale dalle differenti componenti interessate: Capitano della squadra ospitata, Direttore di gara o 4° uomo, Lega SerieA e Regista della produzione TV dell’evento.

Nelle quattro edizioni sono stati premiati, in ordine di tempo: lo stadio Friuli dell’Udinese; lo stadio di Bergamo – all’epoca Gewiss Stadium – dell’Atalanta; lo Juventus Stadium; e infine l’U-Power Stadium del Monza, vincitore nel 2024-25 benché retrocesso, al termine della stessa stagione, in Serie B.

L’erba sintetica

I campi in erba artificiale – lo ricorda lo stesso Regolamento – “da tempo sono validamente disciplinati in ordine alla loro costruzione e gestione manutentiva, attraverso l’applicazione di normativa FIFA (“Fifa Quality Pro”) ovvero FIGC ove ricorrente (“ Regolamento LND Professional”).

In particolare per quanto riguarda la manutenzione il Regolamento della LND (diviso, come è noto, in “Standard” e “Professional”), vi dedica tre pagine. Non le riprendiamo in questa sede, ricordando che il regolamento della LND è reperibile sul sito istituzionale e anche su questo portale alla pagina “Strumenti per il progettista”.

Vai agli altri articoli dello Speciale Verde di Tsport 367: