Pista di atletica leggera a L’Aquila: la rinascita

A cinque anni dal terremoto del 6 aprile 2009, quello che è stato nell’emergenza un campo di accoglienza, il centro sportivo Piazza d’Armi, è tornato alla città con il nuovo manto per la pista di atletica e le nuove attrezzature, inaugurate il 14 maggio 2014 alla presenza del presidente Coni Giovanni Malagò e del presidente Fidal Alfio Giomi

L’Amministrazione comunale di L’Aquila ha provveduto al rifacimento della pista di atletica leggera e degli spazi attrezzati limitrofi del complesso sportivo denominato “Piazza D’Armi”, consistenti nella realizzazione di una tribuna coperta con sottostanti locali spogliatoi e servizi.

Tale intervento si è reso necessario a seguito del terremoto del 6 aprile 2009 perché l’area citata è stata individuata dal DPC quale campo di accoglienza e di prima emergenza per la gestione delle prime necessità da fornire alla popolazione. Tutta l’area è stata utilizzata per il montaggio di tende da campo e di altro necessario per soddisfare le prime esigenze dei cittadini. L’utilizzo improprio dell’area ha portato al deterioramento del manto della pista di atletica e dei restanti spazi limitrofi attrezzati per lo più a verde e camminamenti. Partendo ora, in prima battuta, dal rifacimento della pista di atletica, e la realizzazione della nuova tribuna e spogliatoi, si va a recuperare un’importante area della città, che ha svolto da sempre un ruolo di aggregazione e di attrazione per molte generazioni di cittadini.

L’impianto sportivo ristrutturato ha caratteristiche che vanno oltre un impianto ”di esercizio”, in cui potranno svolgersi attività regolamentate dalla Fidal e anche destinate all’agonismo: in altre parole tutte le attività propedeutiche, formative o di mantenimento dell’atletica leggera.

L’ambito sportivo interessato comprende complessivamente un’area pressoché pianeggiante di circa 34.000 mq di proprietà dell’Amministrazione Comunale, situata in posizione centrale rispetto al nucleo abitativo principale verso il confine nord del territorio comunale.

Il complesso era dotato di una gradinata ora demolita, e dell’ammalorata pista di atletica priva di un edificio a uso spogliatoio per atleti.

Nelle linee generali la funzionalità, la durevolezza e l’economia di esercizio sono gli obiettivi primari che il progetto ha perseguito in ciascuna delle sue fasi di sviluppo; l’intervento si caratterizza per un’estetica sobria ed essenziale, anche al fine di integrarsi con l’ambiente circostante.

Nell’intervento si è posta attenzione in modo particolare alla funzionalità dei collegamenti e dei percorsi degli utilizzatori, oltre che della distribuzione degli spazi interni, alla scelta di materiali e colori di finitura esterna, alla sicurezza dell’utilizzo delle strutture e dei servizi.

La pista

Il progetto è stato redatto partendo dalla rilevazione dello stato di fatto e dalle condizioni di usura della pista di atletica e dell’area circostante, e in particolar modo della gradinata (che come detto è stata poi demolita). È stato pertanto effettuato il ripristino del manto di copertura della pista mediante l’asportazione del manto esistente; la rimozione della canaletta e del cordolo in cls esistente lungo il perimetro interno ed esterno dell’anello esistente e pedane interne, previo taglio del manto bituminoso; la demolizione delle lunette e della pedana asta e lungo triplo esistenti; la fresatura dell’asfalto esistente per tutto lo spessore; la rimozione della ghiaia presente all’interno dell’anello pista; lo scavo di sbancamento del terreno per una profondità di 30 cm circa; la rullatura, livellazione e sistemazione del sottofondo esistente; la formazione dei sottofondi con ghiaione scelto di cava o di fiume per uno spessore di 30 cm circa e conseguente spianamento secondo le dovute livellette e compattazione; la livellazione finale della massicciata eseguita mediante fornitura e stesa di materiale stabilizzato per uno spessore medio di 10 cm. soffici, compresa la rullatura sino a completo assestamento; la formazione di cordoli prefabbricati in cls per il perimetro interno, esterno e per pedane interne; la realizzazione della raccolta dell’acqua composta di canalette prefabbricate in cls con griglie e con taglio a fessura, di pozzetti in cls con fondo a perdere, tubi in pvc pesante per attraversamenti condotte elettriche, del diametro di 200 mm; rifacimento totale della fossa percorso siepi; la formazione della fossa di caduta per salto in lungo e triplo; la formazione delle pedane per lancio del peso, disco e martello; trattamento di diserbo della massicciata mediante spargimento di erbicida a carattere totale; la formazione secondo pendenze dello strato di collegamento intermedio mediante fornitura, stesa con vibrofinitrice e compattazione di conglomerato bituminoso (binder) a massa chiusa per uno spessore non inferiore a 5 cm; formazione secondo pendenze dello strato finale, mediante fornitura e stesa con vibrofinitrice di conglomerato bituminoso (tappetino), perfettamente chiuso, nello spessore minimo di 3 cm compattato, rullato secondo pendenze compresa la pulizia del sottofondo ed emulsione di ancoraggio finito al piano dei cordoli, il tutto secondo normativa Fidal.

Per quanto attiene la pavimentazione sportiva, è stata utilizzata una pavimentazione prefabbricata in gomma ecocompatibile, di spessore 13,5 mm, conforme alla normativa EN 14877 ed alle normative vigenti Iaaf e Fidal.

Da precisare che le attrezzature sportive sono state offerte e quindi direttamente acquistate dal Coni di Roma, per espresso desiderio del presidente Malagò.

Gli spogliatoi e la tribuna

A causa delle conseguenze del sisma i vecchi spogliatoi sono stati demoliti. La realizzazione dei nuovi spogliatoi è stata prevista in posizione centrale a ridosso della pista di atletica leggera per una superficie coperta di circa 302 mq. La struttura è costituita da un’intelaiatura di legno lamellare che assolve anche la funzione di tribuna coperta per 657 spettatori, tutti a sedere.

L’intervento comprende: spogliatoi per giudici e atleti separati per sesso, muniti di tutti i servizi; un locale per un presidio sanitario; servizi igienici per il pubblico; un locale tecnico; due locali magazzino.

La tribuna coperta con sottostanti spogliatoi e servizi presenta forma regolare rettangolare di dimensioni massime pari a m 39,00 x 10,50. La struttura del manufatto, in legno lamellare, è composta di 6 pilastri centrali principali realizzati con sezione tripla, 6 pilastri–tirante realizzati a sezione singola, 6 travi a sbalzo realizzate a sezione doppia distanziata con profilo sagomato, struttura secondaria con arcarecci curvi incassati alle travi a sbalzo, 5 travi reticolari composte di lembi superiori e inferiori oltre montanti verticali e diagonali metallici, incassate ai pilastri con funzione di controventamento e sostegno alle travi porta gradoni, 30 travi sagomate porta gradoni a interasse di 1,25 m, compresi 30 pilastri intermedi di sostegno, controventature di falda realizzate con tiranti metallici.

La copertura è composta di travi doppie calastrellate al centro che appoggiano su dei pilastri tripli anch’essi in legno lamellare e posteriormente ancorate a terra tramite dei tiranti sempre in legno. Sopra le travi sono disposti degli arcarecci curvi a interasse di circa 1 m, mentre per i puntoni di controventatura (sempre curvi) sono posti ogni 4 m. Le campate controventate tramite stanghe in acciaio sono due. Il pacchetto di copertura è in perlinato in abete piallato e impregnato sul lato a vista dello spessore di 32 mm con sovrastante struttura impermeabile.

Le gradinate di legno sono dotate di sedute con schienale alto in monoblocco di polipropilene copolimero ignifugo fissate direttamente mediante l’inserimento di 3 punti di fissaggio; le sedute sono colorate di giallo e verde con la scritta L’Aquila sullo schienale.

Gli impianti tecnologici

Per gli impianti tecnologici sono state utilizzate moderne tecnologie a basso consumo energetico e comfort elevato che permetteranno di ridurre le spese gestionali.

Per permettere un’economia gestionale rilevante sui consumi idrici e di riscaldamento è stato previsto un impianto solare termico di ultima generazione per la produzione dell’acqua calda sanitaria attraverso un concentratore parabolico specchiato. L’elemento parabola è collocato “a terra” nei pressi dello spogliatoio atleti.

La struttura sportiva è anche dotata di un pozzo artesiano che servirà sostanzialmente all’innaffiamento del prato, in modo tale da non utilizzare l’acqua potabile.