L’Aquila: nel dopo terremoto, rinasce anche il rugby

Proseguendo nella ricostruzione degli impianti sportivi danneggiati dal terremoto del 2009, è stato completato nel 2015 il campo destinato al rugby nell’ampia area di Piazza d’Armi, primo stralcio di un progetto più ampio che interesserà anche gli annessi spogliatoi e le ulteriori opere necessarie alla sua funzionalità. In attesa del Parco.

(foto L’Aquila Rugby Club)

Gli impianti sportivi della città dell’Aquila versano in gravi condizioni, a causa dei danni provocati dal terremoto che ha colpito il territorio comunale il 6 aprile 2009, e nei giorni seguenti con altre scosse di forte intensità.

Uno di tali impianti è il vecchio campo di calcio sito in località Piazza d’Armi, ulteriormente danneggiato a seguito dell’insediamento della tendopoli, che ha compromesso lo stato del campo e delle altre strutture annesse. A ciò si è aggiunta la necessità di traslare in parte l’area del campo di gioco, per sopperire all’occupazione che avverrà nella parte meridionale del campo a causa dell’allargamento della sede stradale dell’adiacente viale Corrado IV, come previsto dal masterplan dell’area, oggetto di un concorso che vedrà la realizzazione di un vasto parco attrezzato dal costo di 18 milioni.

Si è deciso pertanto di ricostruire il campo destinandolo al gioco del rugby, dotandolo di un manto in erba sintetica.

Il campo è stato inaugurato nel luglio del 2015 alla presenza della nazionale di Rugby con a capo l’allenatore Jacques Brunel, il Sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, l’Assessore ai Lavori pubblici Maurizio Capri, autorità comunali e regionali. Presente anche Mauro Zaffiri, presidente dell’Aquila Rugby Club, la società che ha preso in gestione provvisoria il campo per 6 mesi, e Carlo Caione, ex rugbysta neroverde e della nazionale, animatore dell’associazione Forza L’Aquila, che ha contribuito alla realizzazione con una donazione di 170.000 euro. Importante la presenza in città della Nazionale Italiana di Rugby, che dall’epoca del sisma assiste L’Aquila, quando tutti i giocatori decisero di rinunciare al 50% dei compensi della loro tournée per dare un aiuto concreto alla popolazione.

Il campo di gioco

Il campo in terra e le annesse strutture (spogliatoi, recinzione, gradinata e impianto d’illuminazione) si presentavano, come si è detto, in condizioni precarie. La parte meridionale dell’area di gioco è stata tra l’altro interessata anche dal passaggio di una linea fognaria.

Il livello del campo risultava ad una quota inferiore di circa 80 cm rispetto a quella della pista di atletica adiacente, da poco ristrutturata, e di oltre 4 metri rispetto al terreno circostante; l’accesso avviene attraverso un ingresso carrabile in comune con l’area dell’atletica.

Il nuovo campo mantiene l’orientamento di quello preesistente, secondo l’asse principale nord-sud.

Per la traslazione e conseguente realizzazione del nuovo campo di rugby e degli annessi spogliatoi – questi ultimi ricompresi in un secondo stralcio di lavori – da collocare sul lato settentrionale, sono stati eseguiti lavori di sbancamento del terreno sui lati nord ed ovest demolendo la gradonata, i vecchi spogliatoi, il muro di cinta formato da elementi prefabbricati e le strutture d’addestramento presenti dietro di esso, impiegate in passato dall’esercito.

Le dimensioni per l’area di gioco (composta dal campo di gioco, dalle aree di meta e dalle fasce laterali) sono di metri 120×70, con l’aggiunta di un’area perimetrale tra area di gioco e recinzione, avente su entrambi i lati lunghezza minima di metri 5 come da regolamento.

La superficie del campo da rugby è stata innalzata cospargendo sull’area parte del terreno proveniente dallo sbancamento delle zone circostanti e sovrapponendo il “pacchetto” sintetico da gioco con il sottofondo dello spessore complessivo di circa 21 cm, raggiungendo a lavori ultimati la stessa quota dell’adiacente pista di atletica.

Tra le fasi di lavorazione preliminari si segnala la preparazione del sottofondo, la formazione del collettore di raccolta delle acque meteoriche posto perimetralmente al campo, la formazione di canaletta prefabbricata in cemento precompresso nei lati lunghi del campo di gioco per la raccolta delle acque meteoriche superficiali, i pozzetti perimetrali ispezionabili e posti alla medesima quota del manto in erba artificiale, il sistema per la raccolta e smaltimento delle acque drenate dalla superficie di gioco, l’impianto di irrorazione del campo realizzato con 24 irrigatori a scomparsa collegati tramite diramazioni secondarie dell’anello di adduzione principale e disposti in modo da ricoprire tutta l’area interessata.

Il manto in erba artificiale è conforme al regolamento della I.R.B. e realizzato secondo criteri e materiali approvati dalla Commissione Impianti della F.I.R.

La struttura dell’erba è del tipo monofilo monoestruso, composto da fili verdi con sezione a diamante e nervatura, in due diverse tonalità di colore di altezza 65 mm anti-abrasivi, dotati di elevata memoria dimensionale, estremamente resistenti all’usura e con speciale trattamento anti-UV, tessuti su supporto in doppia tela di polipropilene. L’intaso di stabilizzazione è in sabbia silicea.

L’ intaso prestazionale in gomma è invece costituito da SBR rivestito con resine poliuretaniche e pigmenti atossici, con granulometria compresa tra 0,5 e 2,5 mm.