Con Amadei Garden Street i progettisti hanno riconfigurato una lunga arteria periferica di Mantova come un parco stradale continuo, trasformando il limite dei 30 km/h in un dispositivo di progetto.
Chicane, depavimentazioni e un verde pubblico ricco e cosmopolita, ispirato ai giardini privati esistenti, ridefiniscono la strada come spazio pubblico condiviso, capace di rafforzare la comunità e incidere significativamente sulla percezione della città .
Speciale Verde
Mantova: Amadei Garden Street

(tutte le foto: © Stefano Graziani)
L’amministrazione comunale ha scelto di trasformare via Amadei, per una lunghezza di 850 metri e 14 di larghezza, in una strada di quartiere a traffico rallentato, comprendente una pista ciclabile.
Ha affidato la sua riqualificazione a Studiospazio che ha coinvolto nel progetto Openfabric, lo studio di architettura del paesaggio che ha anche in cura il Piano del Verde recentemente adottato dalla città , descritto nelle pagine precedenti.


Il progetto ha convertito il rettifilo in un percorso frammentato e sinuoso, formalmente inquadrato come zona a velocità ridotta, in cui la riduzione della carreggiata e la depavimentazione della superficie corrispondente a una corsia liberano spazio per il verde e per nuovi usi pubblici. Ne emerge una forma di spazio pubblico inattesa, che ridefinisce la percezione dell’intera area.


Il progetto si fonda su una strategia tanto semplice quanto precisa: riconsiderare la linearità della carreggiata per rallentare il traffico in modo naturale, senza ricorrere a dispositivi coercitivi. Una sequenza di chicane sostituisce il rettifilo continuo, separando il marciapiede pedonale dalla pista ciclo-pedonale e generando una serie di spazi pubblici localizzati, ciascuno con una propria configurazione e qualità .
Elemento centrale del progetto è il verde, lussureggiante e composito, che trae origine dall’osservazione dei giardini privati esistenti che costeggiano la strada – piccoli recinti verdi, separati dall’asfalto da semplici recinzioni, ma ricchi di una sorprendente biodiversità .


A partire da questa condizione, il progetto assume un approccio diretto e intenzionale: le stesse specie presenti nei giardini privati caratterizzano il nuovo spazio pubblico. In questo modo il tradizionale confine tra privato e pubblico viene progressivamente sfumato, rendendo lo spazio collettivo più domestico, riconoscibile e vicino alla comunità locale, che può più facilmente identificarsi in un paesaggio percepito come proprio.
Già parte del più generale Piano del Verde della città di Mantova, Amadei Garden Street si offre come un modello replicabile, offrendo alla riflessione architettonica e urbanistica un esempio concreto di come la strada possa tornare a essere luogo di relazione, biodiversità e vita collettiva.


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