Con una serie di comunicati ufficiali conseguenti fra loro, nella giornata del 24 Aprile si è delineato uno scenario che apre a un futuro di valorizzazione e rilancio dello Stadio Olimpico Grande Torino, attraverso un progetto ben definito e un partenariato pubblico-privato per l’operazione economica.
Stadio Olimpico di Torino: la strada della valorizzazione attraverso il pubblico-privato

(foto Cunazza)
Dalla stagione 2006/07, e successivamente all’intervento di ristrutturazione e ampliamento per i Giochi Invernali di Torino 2006, il Torino FC era tornato a stabilirsi in quello che era il vecchio Comunale, dopo il periodo al Delle Alpi in coabitazione con la Juventus. Il club da allora gestisce l’impianto in concessione dalla Città di Torino (una co-gestione insieme alla Juventus fra il 2006 e il 2011) e in anni recenti è stato più volte rilanciato il dibattito sul futuro dell’impianto e sull’interesse della società granata ad acquistarlo e rilanciarlo dal punto di vista strutturale.

La nota del Torino FC annuncia: “un protocollo d’intesa finalizzato alla redazione di un progetto di valorizzazione dello Stadio Olimpico Grande Torino e del Centro Sportivo Robaldo. La collaborazione con l’Ateneo torinese permetterà al Torino FC di elaborare una proposta di partenariato pubblico privato mediante finanza di progetto da presentare alla Città di Torino per riqualificare i due impianti sportivi e, all’interno di un più ampio piano d’ambito, anche i territori circostanti. Dopo la formalizzazione di una manifestazione di interesse all’amministrazione comunale, questa collaborazione segna un primo passo concreto verso la presentazione di una proposta nel più breve tempo possibile”.
Nell’equazione rientra quindi anche il Centro Sportivo Robaldo, struttura dedicata alle squadre giovanili del Torino ormai in fase di completamento come risultato di un ampio progetto di riqualificazione degli ex campi del Nizza Millefonti.
La scelta del partenariato pubblico-privato (Codice dei contratti pubblici, d. lgs. 36/2023) sembra quindi essere una soluzione gradita sia al club che alla Città di Torino: da un lato la società del presidente Urbano Cairo non acquisterebbe lo stadio, evitando l’esborso economico che ne consegue, ma lo acquisirebbe in totale gestione sulla base di un piano finanziario che coinvolgerebbe investimenti privati – il Torino FC ha infatti chiarito che lo strumento scelto sarà quello della “finanza di progetto”, senza fornire ulteriori dettagli; dall’altro, il Comune verrebbe sgravato degli oneri di manutenzione previsti dall’attuale classico contratto di concessione, rimarrebbe formalmente proprietario del bene ma vedrebbe ampiamente soddisfatto l’interesse pubblico di una riqualificazione dello stadio con annesso rilancio del Robaldo e creazione di una cittadella dello sport a tinte granata che abbraccerebbe l’area di Torino Sud in modo coerente.

Considerando la distanza fra stadio e centro delle giovanili (che non permette un ragionamento singolo su un’area univoca), la collaborazione con il Politecnico di Torino dovrebbe garantire una pianificazione attenta sulla rigenerazione urbana e sulla valutazione della sostenibilità economica attraverso attività commerciali e immobiliari parallele, oltre a considerare le potenzialità dell’intervento specifico sullo stadio, sul possibile rilancio della Torre Maratona e sulla valorizzazione di tutta la parte di anti-stadio attualmente quasi inutilizzata.
Il commento del Rettore del Politecnico di Torino, Stefano Corgnati: “La partnership con Torino FC ci permette di esplorare nuove traiettorie di innovazione nel contesto dei partenariati pubblico-privati, in un quadro regolato da una specifica normativa sugli Stadi. Una opportunità importante, in un contesto di forte necessità di riqualificazione e rinnovamento delle grandi infrastrutture sportive. L’innovazione nell’interpretazione delle opportunità normativo-regolamentari che si affianca qui all’innovazione infrastrutturale orientata da criteri di sostenibilità e qualità ambientale e all’innovazione sociale, cosi da interpretare appieno la vocazione di Torino come capitale europea dell’innovazione”.
L’attuale contratto di affitto per l’impianto scadrà il 31 Dicembre ma già a breve, in vista della stagione sportiva 2026/27, il Torino dovrà indicare alla Lega Calcio il proprio stadio casalingo per il campionato entrante (ragion per cui è facile prevedere una proroga della concessione in attesa della definizione del progetto).
Storia
Lo Stadio Olimpico, oggi intitolato alla squadra del Grande Torino, fu inaugurato nel 1933 con un tratto prevalentemente votato al Razionalismo (in particolare visibile nella Torre di Maratona laterale all’edificio), su progetto di Raffaello Fagnoni, Enrico Bianchini e Dagoberto Ortensi. Inizialmente Stadio Municipale Benito Mussolini, fu poi denominato Stadio Comunale (accezione entrata nel linguaggio popolare dei tifosi) e per un breve periodo intitolato a Vittorio Pozzo (dal 1986 al 2005).
