Reportage WEBINAR il nuovo stadio Dall’Ara e gli stadi di proprietà

Ieri, 16 luglio scorso, si è tenuto il terzo appuntamento di formazione per gli operatori dell’impiantistica sportiva organizzato da AIS, Sport&impianti / Tsport, Faraone srl a tema grandi impianti: stadi di proprietà e progettazione integrata. Un breve reportage sul webinar.

Webinar il nuovo stadio Dall’Ara e gli stadi di proprietà

Vi proponiamo un riepilogo del Webinar sul nuovo Stadio dall’Ara e gli stadi di proprietà, andato in onda su Zoom il 16 luglio.

Gli ospiti speciali sono stati l’arch. Carolina Zavanella, Studio GAUarena, e arch. Marco Ducci – Sport e Salute. L’appuntamento è stato il terzo di un ciclo di eventi frutto dalla collaborazione tra Sporteimpianti / Tsport e AIS (Associazione Impianti Sportivi) / Faraone Srl.

Un appuntamento vivace, interessante e con un pubblico interessato alle diverse questioni proposte: costi di gestione, urbanistica, soluzioni finanziarie, soluzioni costruttive, isolamento acustico e progettazione integrata. Si preannunciava in sordina, dato il poco tempo a disposizione per l’organizzazione, ma ne è risultato un Webinar attivo e partecipato, con una costante di 80/90 utenti connessi per un’ora e mezza.

Gestione impianti sportivi e urbanistica

Il Vicepresidente AIS, Giancarlo de Cristoforo, ha approfondito il tema della gestione degli impianti e degli strumenti a disposizione di società sportive, enti e proprietari per realizzare opere di ammodernamento e riqualificazione degli impianti sportivi e degli stadi di proprietà.

Fabio Passoni, responsabile Marketing Sport&Impianti / Tsport entra nel merito del ruolo del giornalista e dell’editore: figure che devono dare notizie, ma soprattutto fare informazione e cultura. Questo significa non soffermarsi a comunicare le informazioni superficiali, ma analizzarle e generare dibattito, inchiesta; è il caso tipico dell’attenzione mediatica generata dalle news (o fake news) sui grandi stadi o stadi di proprietà: è, ancora, il caso dello Stadio di Inter e Milan, il Nuovo San Siro genera attenzione e una comprensibile curiosità, un’opera che, come lo Juventus Stadium e gli stadi che seguono un Modello europeo, sussisterebbe non solo per merito delle attività calcistiche ma anche per un indotto commerciale diversificato.

Non bisogna però tralasciare l’importanza del contesto e tessuto urbano. L‘urbanistica e il PGT da poco approvato a Milano – quando si sentono notizie legate al Nuovo Stadio di San Siro – sono spesso messi in secondo piano nonostante siano il principale nodo che blocca l’avanzamento del progetto.

Roberto Volpe, responsabile Marketing Faraone Srl e moderatore dell’incontro, ha presentato  il Manuale Vetro & Impianti Sportivi (trovi qui il link al manuale in PDF), a cura di Roberto Volpe, Ing. Gabriele Romagnoli, Francesca Domenici, e introdotto le tematiche tecniche stabilite dalla Norma EN 13200-3, Norme UNI e Decreto Ministeriale di riferimento.

Il Nuovo Stadio Dall’Ara e gli stadi di prpoprieà: GAU Arena e Sport e Salute

L’arch. Carolina Zavanella, Studio GAUarena, ha presentato alcuni case history di impianti sportivi di successo dello studio GAU Arena, dimostrando come di volta in volta le soluzioni tecniche debbano cambiare per adattarsi, confermando l’importanza dell’urbanistica e della conoscenza del territorio in cui l’impianto deve insediarsi.
L’architetto Zavanella, prosegue dichiarando che lo stadio sia un volano per tante altre attività territoriali, è necessario studiare il territorio e proporre soluzioni idonee che consentano il ricavo dall’investimento iniziale – lo stadio oggi è una struttura che deve vivere 7 giorni su 7 tra match day e giornate non match day.

Il caso esemplificativo: per la progettazione dello Juventus Stadium c’era una riunione settimanale con lo staff manageriale, per coinvolgere tutte le professionalità e sviluppare una mentalità unica e condivisa.
La Zavanella continua, precisando come lo stadio di proprietà oggi sia un insieme di funzioni e produca diversi effetti:

  • È un investimento immobiliare importante
  • È fonte di ricavi a prescindere dai risultati sportivi
  • Benefica della diversificazione dalla sola attività sportiva
  • Ha una brand identity forte
  • uno stadio di proprietà consente l’abbattimento dei costi di gestione

Nel presentare il Nuovo Stadio Dall’Ara,  Carolina Zavanella precisa che è stata recentemente modificata la copertura dello stadio; non sarà più realizzata in policarbonato ma con una particolare tecnica di architettura tessile agganciata direttamente alla struttura della copertura, bordata da un preciso motivo di luci led – frutto di un’attenta progettazione dell’illuminazione – la copertura presenterà un omaggio architettonico alla Torre Maratona: l’architettura è concepita per “inchinarsi” in prossimità della Torre realizzata nel 1929 e mettendosi a nudo, con una porzione di rivestimento trasparente.
Per la riqualificazione dello Stadio Dall’Ara sono stati ipotizzati 90/100 milioni investimento, comprese le opere per l’antistadio: l’intervento sarà partecipato anche dall’amministrazione comunale.

Si parla, in sostanza di Stadi 3.0, ossia:
“templi che sanno trasmettere emozioni nel pieno della passione, ma anche nel mistico silenzio nel giorno del riposo”

L’arch. Marco Ducci ringrazia Sport&Impianti quale divulgatore e informatore sulle normative e regolamenti, affermando che “è necessario informare e coinvolgere anche i Comuni”. Le normative ci sono, sono poco conosciute.
Concorda sulla necessità di un corretto inserimento territoriale e urbanistico dello stadio, le regole UEFA delineano una serie di principi e regole da seguire per la realizzazione dei nuovi stadi che coinvolgono appunto le aree esterne, soprattutto quelle legate alla sicurezza.

Nel merito di Stadi 3.0, Ducci continua dicendo che ormai non si dovrebbe più parlare di modello inglese, bensì europeo: l’italia normativamente non ha nulla da invidiare, semmai uno dei principali problemi è dato dal fatto che sono troppo pochi gli stati di proprietà nel nostro Paese, solo 3 società calcistiche di Serie A sono proprietarie degli stadi in cui giocano e in due di questi le società hanno in realtà costruito su terreno pubblico dato in concessione (è il caso dello Juventus Stadium su terreno in concessione per 99 anni rinnovabili).

Ne consegue che gli investimenti siano contenuti o quantomeno subiscano ritardi per questioni tempistiche dettate dalle “comproprietà”. Il risultato è che l’unico stadio italiano di concept e livello europeo, ad oggi, risulti essere lo Juventus Stadium con un introito/annuo di 58 milioni di euro rispetto ai 76 milioni del Chelsea o ai 132 milioni dello stadio dell’Arsenal; il Meazza – secondo nella classifica italiana – genera un volume d’affari di 28 milioni, al apri dell’Olimpico di Roma.

 

Ne emerge complessivamente un quadro preoccupante sullo stato di saluti non solo dei grandi impianti, ma anche dei centri sportivi territoriali.
Cresce ulteriormente l’interesse e, in poco, il Webinar diventa più una tavola rotonda fatta di professionalità che si scambiano opinioni LIVE: si toccano diversi temi tra cui Partenariato Pubblico Privato, incentivi, Bando Sport e Periferie, Esco, sicurezza e acustica.

Il Webinar sul nuovo stadio Dall’Ara e gli stadi di proprietà termina con il desiderio di riprendere da quegli ultimi punti e quella modalità a microfoni aperti tanto energica.

Riepilogo documentazione

SLIDE:
Carolina Zavanella – Stadio GAU Arena
Marco Ducci – Sport e Salute: stadi di proprietà

I relatori del webinar il nuovo stadio Dall’Ara e gli stadi di proprietà

Introduzione:
Giancarlo de Cristoforo – Vice Presidente AIS Associazione Impianti Sportivi
Fabio Passoni – Sport&Impianti / Tsport 

Ospiti speciali:
arch. Carolina Zavanella 
– Studio GAU ARENA
arch. Marco Ducci – Sport e Salute

Roberto Volpe – Resp. MKT Faraone