Speciale Outdoor: Gorizia – Parco della Valletta del Corno

Il recupero ambientale del torrente Corno e della Valletta del Corno, un’area verde di 12 ettari nel cuore della città, è un elemento centrale di questo progetto.

Pubblicazione cartacea su: Tsport 366
(Foto: pagine Facebook del Comune di Gorizia e della Regione Friuli Venezia Giulia).

La riqualificazione idraulica e igienica del torrente e del suo bacino ha trasformato questa zona in un “polmone verde” per la città di Gorizia. Il progetto ha consentito la riemersione, per un lungo tratto, del torrente Corno, la costruzione di ponticelli e la creazione di piste ciclabili e pedonali immerse nel verde, rendendo l’area pienamente fruibile per i cittadini e i visitatori.

Con sei ingressi, il parco è facilmente accessibile e progettato per garantire la sicurezza di tutte le attività ricreative, dove i ragazzi possono giocare e praticare sport in tranquillità.

LEGENDA: 1 – Area skatepark; 2 – Area pump track; 3 – Orti urbani; 4 – Parcheggio; 5 – Area eventi; 6 – Palestra. Entrate: A – Entrata Virgilio; B – Entrata Ovest; C – Entrata Guado; D – Entrata ponte; E – Entrata Est; F – Entrata Boschetto.

La riqualificazione idraulica

Il recupero ambientale del torrente Corno e del Parco della Valletta del Corno ha avuto inizio negli anni ’90 con l’obiettivo di risolvere i problemi di sicurezza idraulica e di inquinamento del torrente.

Il progetto è stato realizzato in diverse fasi, grazie alla collaborazione tra il Comune di Gorizia e la Regione Friuli Venezia Giulia.

Il torrente, proveniente dal territorio sloveno e affluente dell’Isonzo, è stato nel tempo parzialmente tombato ed era recettore degli scarichi fognari di Nova Gorica, la parte slovena della città, posta a monte.

Gli interventi più consistenti di trasformazione paesaggistica del corso del torrente si realizzarono nel secondo dopoguerra, quando, con la costruzione della via Italico Brass, tutto il tratto del corso d’acqua dal confine di Stato alla Valletta viene incanalato e tombato. Il progetto predisposto dall’Ufficio Tecnico del Comune di Gorizia porta la data del febbraio 1950.

Nel 1964 il Comune di Gorizia predispose un ulteriore progetto di copertura del torrente Corno nella Valletta per l’ampliamento del giardino pubblico. In seguito alla realizzazione di questo intervento il corso del torrente risultava coperto per circa 1.700 m, per tutto il tratto, cioè, in cui attraversa zone urbanizzate.

Un primo progetto di riqualificazione idraulica risale al 1999, ma nel 2004, a seguito dell’entrata della Slovenia nella Comunità Europea, e dell’entrata in vigore della direttiva europea sulle acque (2000/60/CE), gli sloveni decidevano di realizzare un proprio depuratore. Questa modifica della gestione delle acque reflue slovene ha portato alla necessità di una revisione sostanziale del progetto definitivo del 2002.

Il nuovo progetto idraulico (firmato dal raggruppamento di professionisti guidato dall’ing, Mario Causero, dal quale abbiamo tratto le informazioni principali) è datato 2011; lo stesso professionista, quale direttore dei lavori, firma le perizie di variante che hanno portato alle ultime modifiche.

Il progetto prevedeva la sistemazione idraulica di tutto il tratto del torrente Corno in territorio italiano, al fine di eliminare il pericolo idraulico di allagamento dovuto all’insufficienza della sezione nel tratto intubato. Sostanzialmente l’intervento si può suddividere in tre settori: nel tratto dal confine di stato alla Valletta, è stata prevista la realizzazione di una condotta in affiancamento all’alveo del Corno per il trasporto della portata bianca di magra (una volta realizzato il depuratore di Nova Gorica) e di parte della portata di piena; nel tratto della Valletta, è stata prevista la ricalibratura della sezione esistente per renderla atta a trasportare la portata di picco di progetto, con la contestuale sistemazione ambientale di tutto il tratto; nell’ultimo tratto fino alla confluenza nell’Isonzo – per circa la metà tombato – la sezione esistente è stata giudicata sufficiente a  fare defluire la portata di progetto in sicurezza, ed interessando un’area essenzialmente industriale, non è stato effettuato alcun intervento.

La riqualificazione ambientale

Nel corso dei secoli passati, quando il torrente Corno correva ancora in un ambito extraurbano e lambiva i borghi esterni alla città vera e propria, sulla sommità delle sponde della Valletta sono state costruite diverse ville nobiliari, circondate da ampi parchi. Durante gli ultimi 150 anni, nonostante la presenza dei suddetti parchi storici, la situazione di fatto lungo il corso del torrente è radicalmente peggiorata, con la modifica dell’assetto geomorfologico delle sponde e soprattutto il degrado ambientale determinato dagli scarichi fognari divenuti via via sempre più invasivi.

Ad oggi, la Valletta del Corno si presenta come un insieme di aree verdi a diversa connotazione. Partendo da monte, da via XX Settembre a via del Boschetto, era già esistente in giardino pubblico di proprietà comunale con prevalente funzione sportiva e ricreativa, di informazione e intrattenimento.

Da via del Boschetto al terrapieno di viale Antonio Oriani, che divide in due il parco, si tratta di un’area verde rurale con una contigua area boscata aderente alle scarpate scarpate, ristretta a causa dell’ampio parcheggio presente in sponda destra.

Dal viale Antonio Oriani al viale Cristoforo Colombo è presente in sponda destra una vasta aera verde a prevalente connotazione rurale e in sponda sinistra, in corrispondenza della discesa verso il guado, alcune aree coltivate ad orto. Lungo le sponde presenza di una folta e a tratti impenetrabile vegetazione arboreo-arbustiva ricca di specie sinantropiche.

Dal punto di vista geomorfologico la valletta del Corno è un’incisione valliva in substrati conglomeratici di Alta Pianura. Il fondo di tale incisione è costituito dalle alluvioni depositate dal torrente Corno.

Le scarpate di terrazzamento fluviale che cingono la Valletta, caratterizzate da substrato conglomeratico e da notevole acclività sono in generale improntate ad una certa secchezza ambientale anche se l’esposizione, la copertura, l’acclività e il carattere torrentizio del torrente Corno favoriscono il mantenimento di una certa umidità in diversi periodi dell’anno, soprattutto lungo l’alveo e le sponde.

In assenza di interventi umani, la zona sarebbe interamente coperta da bosco, con aspetti tendenzialmente xerofili sulle scarpate ed aspetti idrofilo-mesofili sulle sponde a fondovalle.

La soluzione progettuale consiste nella riqualificazione del parco pubblico mantenendo la funzione dell’area a verde, dell’area sportiva, delle aree rurali, incrementando la fruibilità delle aree, la naturalità dei luoghi e gli spazi dedicati alle funzioni turistico ricreative, sportive e agricole.

Il bosco presente lungo i versanti è un elemento determinante che viene valorizzato nello schema di progetto. La sua presenza infatti fa da quinta tra l’area urbana e il parco della Valletta, mentre al suo interno crea suggestivi panorami forestali autoctoni ed ornamentali. Forte risulta l’influenza antropico-ornamentale delle specie vegetali presenti, spunto di un mantenimento e sistemazione nel segno della storicità dei luoghi (i vecchi parchi e giardini storici delle ville austriache affacciati sul Corno).

L’intervento ha previsto una completa manutenzione e pulizia del sottobosco rendendo possibile il contatto tra l’uomo e il verde. All’interno dei vecchi parchi storici sono previsti la potatura e gli interventi fitosanitari necessari agli esemplari arborei di maggior pregio.

Dal punto di vista delle realizzazioni edilizie, gli elementi che costituiscono il progetto di riqualificazione nell’area del parco della Valletta sono: portali di accesso di viale Oriani; percorsi ciclopedonali; Illuminazione dei percorsi; piazzole di sosta in legno e pietra; nuovo centro informativo ed espositivo; nuovo ponte di via del Guado; ripristino ponte di via del Boschetto.

Le strutture sportivo-ricreative

Il progetto mira non solo a ripristinare l’ecosistema locale, ma anche a offrire nuove strutture ricreative, tra cui un pump track e uno skate park, rispondendo così alle esigenze degli utenti di diverse generazioni. Fino ad oggi, a Gorizia non esisteva un’infrastruttura paragonabile a uno skate park o a un pump track.

La costruzione dello skate park ha richiesto che venisse preparata una struttura di fondazione ad elevata capacità portante, utilizzando materiale composto da misto granulare stabilizzato, nonché riprofilare il terreno circostante adeguandolo alle esigenze altimetriche dell’impianto.

Il pump track e lo skate park realizzati all’interno del parco non solo offrono opportunità di svago e sport per i giovani, ma rappresentano anche un punto di incontro intergenerazionale. Il pump track permette acrobazie sia per principianti che per esperti, mentre lo skate park è pensato per garantire sicurezza e divertimento. Inoltre, il parco include spazi giochi per bambini e un’area eventi e spettacoli per le serate estive, assicurando intrattenimento per tutte le età.

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