Lo Stadio del Nuoto è l’impianto più significativo dal punto di vista del rapporto con il paesaggio: digradante sulla sponda del Mar Grande è visibile, con la sagoma blu del corpo superiore, sia dal lungomare che dalla Città Vecchia; a sua volta, dalla piscina scoperta si percepisce in pieno il rapporto con il mare e la città.
Speciale GdM: Taranto – Stadio del Nuoto

(Tutte le foto sono TSPORT)
Lo Stadio del Nuoto nasce a partire dal concorso di progettazione internazionale a procedura aperta in due fasi, in forma anonima, vinto dallo studio MDU Architetti di Prato in RTP con altri professionisti.
La progettazione esecutiva, attraverso l’appalto integrato vinto dal costruttore Ferraro Spa, è stata affidata a Sportium, con il coinvolgimento del gruppo originario vincitore del concorso.



Se l’impostazione concettuale del progetto è rimasta quella di partenza, con una piscina interna e una scoperta, digradanti verso il mare, differenze sostanziali si osserveranno soprattutto nel rapporto tra copertura e pareti laterali, laddove alla trasparenza quasi totale del primo disegno si sostituiscono ampie fasce opache raccordate col tetto, il quale non appare quindi più come librato sul vuoto.
Le forme architettoniche sono comunque coerenti con i profili altimetrici esistenti garantendo visuali libere soprattutto verso il mare; il sistema dei bastioni gradonati fa sì che l’orizzonte marino costituisca lo sfondo naturale di ogni attività.

La piscina al chiuso si trova in posizione più elevata con ingresso principale del pubblico e degli atleti da est (viale Virgilio) mentre la piscina all’aperto e il solarium si trovano ad una quota inferiore e in prossimità del mare dove si affaccia la tribuna inferiore che raggiunge la quota dell’acqua per le attività in acque libere.
In corrispondenza di viale Virgilio viene creata una piazza urbana connessa con l’edificio storico della torre d’Ayala e con l’eventuale hortus conclusus che si verrebbe a formare con la parziale demolizione delle superfetazioni edilizie, operate eventualmente per armonizzare il rapporto tra il bell’edificio in pietra e le pertinenze. Il piazzale mette in relazione gli elementi sopracitati con le aree a parcheggio ed il viale alberato pedonale/ciclabile che si dirige in direzione sud-ovest verso lo stadio del nuoto.



L’organizzazione funzionale
Gli ambienti di servizio si trovano all’interno dei basamenti mantenendo tutti i requisiti necessari al loro corretto funzionamento. Laddove si rende necessaria l’aero-illuminazione naturale questi sono dotati di ampie finestre che si aprono a lato del basamento.
Il progetto prevede una netta distinzione degli spazi funzionali e dei percorsi di circolazione degli spettatori, degli atleti e degli operatori. Gli spettatori per accedere alla piscina coperta entrano nella parte alta, a monte, dove lo spazio a loro dedicato è confinato all’atrio, con i servizi annessi, e alle tribune. Nel caso dell’accesso alle tribune della piscina all’aperto sono previsti percorsi panoramici dedicati.



Anche gli atleti hanno un ingresso principale nell’atrio posto alla quota alta, anche se in occasione di manifestazioni importanti possono entrare anche da appositi accessi secondari posti ai livelli -1 e -2. Infine si è posta particolare attenzione nella distinzione tra le aree dedicate agli atleti (piedi scalzi) come gli spogliatoi e i piani vasca, e le aree percorribili a piedi calzati.
Gli spogliatoi e i locali di supporto delle attività natatorie si trovano nei basamenti del livello alto e di quello intermedio sfruttando le pareti dei “nuovi bastioni” per prendere luce ed aria attraverso ampie aperture. Il progetto si percorre, per il raggiungimento delle funzioni, come in una passeggiata lungo una bassa costa che scende al mare.
Per le attività della piscina all’aperto e quelle libere in mare si possono utilizzare, oltre agli spogliatoi aggiuntivi, anche quelli principali attraverso un collegamento diretto che passa dal piano vasca della piscina coperta.
Le vasche
La vasca indoor (50×25 m, profondità variabile 2–3 m) è dotata di una tribuna da 980 posti, mentre la seconda, outdoor (51,5×21 m, profondità 2 m), ha una tribuna da 1.000 posti. Entrambe sono omologate per ospitare competizioni internazionali di nuoto e pallanuoto, in linea con gli standard richiesti dai Giochi del Mediterraneo.


La vasca coperta è dotata di un ponte mobile di ultima generazione, una soluzione tecnologica altamente flessibile che consentirà di suddividere lo spazio natatorio in più sezioni indipendenti, utilizzabili contemporaneamente per discipline diverse o attività parallele. Una tecnologia pensata anche per il post-evento, così da ottimizzare la gestione quotidiana dell’impianto tra attività agonistiche, corsi, scuole e allenamenti.
Per la costruzione delle piscine è stata utilizzata una tecnologia brevettata basata su pannelli prefabbricati in acciaio zincato fissati su una soletta in calcestruzzo e rivestiti con una membrana in PVC-P e finitura in piastrelle ceramiche. Questo sistema consente tempi di montaggio ridotti, elevati standard qualitativi e grande durabilità.
La copertura
La copertura è connotata dal carattere ibrido del sistema costruttivo, che integra i tre materiali fondamentali dell’opera: legno lamellare, acciaio e cemento armato. Rispetto al progetto iniziale è stato aggiunto un asset in XLAM per stabilizzare la forma della copertura, limitarne le deformazioni e aumentarne la durabilità.
I 3.800 metri quadrati di copertura hanno comportato la posa di 860 metri cubi di legno lamellare, 342 metri cubi di X-Lam e 11.500 chilogrammi di acciaio.

La vera complessità della copertura non è solo strutturale ma anche idraulica. Tutta l’acqua meteorica converge infatti verso un unico punto basso nell’angolo sud-ovest, e per questo sono stati progettati pluviali in depressione, canali di gronda molto larghi con funzione di buffer e pannelli con aggraffature da 6 centimetri, superiori agli standard più comuni, per guidare correttamente il deflusso.
Il resto dell’edificio si sviluppa in cemento armato, in parte prefabbricato e in parte gettato in opera, mentre il manto esterno in alluminio completa la figura architettonica del tetto.
Sulla copertura è inoltre installato un impianto fotovoltaico che segue la forma irregolare del tetto e contribuisce alla copertura del fabbisogno nelle ore diurne.
La presenza di poche vasche da 50 metri in regione e il clima favorevole di Taranto possono trasformare l’impianto in un polo attrattivo per ritiri, allenamenti e attività federali anche al di fuori del calendario dei Giochi. Questa prospettiva va legata a una visione urbana più ampia, leggendo l’opera come un segno di rilancio e come un contributo concreto a una narrazione diversa della città, non più associata soltanto alla grande industria.

Vai agli altri articoli dello Speciale Giochi del Mediterraneo:
- Taranto e i Giochi
- A colloquio con Massimo Ferrarese
- Stadio del Nuoto
- PalaRicciardi
- Stadio Iacovone
- Parco Urbano Sportivo Salinella
- Stadio di atletica leggera G.Valente
- Centro tennis Magna Grecia
- Centro Nautico Torpediniere e Campo Gara Pineta Cimino
- Street basket a Villa Peripato e PalaMazzola
- Parco della Salina Piccola
- Gli altri impianti in Puglia

